Volersi bene (terza parte): un dialogo interiore tra amici

Volersi bene (terza parte): un dialogo interiore tra amici Scoprite la terza e ultima parte del percorso dedicato al tema del “volersi bene”.

Nell’articolo precedente sul tema del volersi bene abbiamo sottolineato quanto sia utile crearsi un’immagine del proprio corpo che ci permetta di rivolgersi ad esso in modo affettuoso e amichevole. Si può pensare al corpo come ad un insieme di cellule, ad un animale nostro amico che ci protegge, ad un complice, al bambino interiore o a qualsiasi altra cosa che ci faccia piacere e che permetta l’instaurarsi di un dialogo con noi stessi.

Una volta Identificata quell’immagine bisogna avviare una vera e propria comunicazione fatta di dialogo e ascolto. Ciò che possiamo ascoltare sono le sensazioni fisiche, le emozioni e le intuizioni che nascono spontanee in noi. I pensieri sono le parole della voce interiore che dovrebbe avere sempre un “tono” benevolo e amichevole.

Questa comunicazione interiore accade inconsapevolmente in ogni istante della nostra vita quotidiana. Il corpo sente ogni nostro pensiero e la qualità di vita che una persona percepisce o meno dipende in gran parte dal grado di consapevolezza e riflessione che la persona stessa è in grado di avviare sulla propria esistenza. Se lasciamo che l’interazione tra mente e corpo avvenga sempre in automatico e in modo inconsapevole, il risultato dipenderà sempre da fattori come il carattere e le abitudini e da elementi esterni mutevoli come le esperienze di vita e l’influenza degli altri. Quando cominciamo a prendere in mano consapevolmente e in modo gentile il dialogo interiore ci accorgiamo di come possiamo influenzare in positivo le dinamiche emotive e migliorare complessivamente la salute, l’interazione con gli altri e la capacità creativa.

Spesso è di aiuto riflettere sui comportamenti e sulle interazioni che caratterizzano i rapporti con le persone con cui ci troviamo davvero bene. Da un’analisi di quei rapporti positivi e appaganti possiamo estrapolare il linguaggio, le parole, il tono, i gesti e gli atteggiamenti da tenere con noi stessi. Cosa vi piace che una persona cara vi dica? La stessa cosa provate a dirla a voi stessi. Come volete essere trattati da una persona che vi vuole bene? Provate a trattarvi nello stesso modo. È utile anche scrivere queste osservazioni per renderle più concrete e per realizzare, parola dopo parola, un vocabolario o un manuale del volersi bene.

In fondo è come imparare una nuova lingua, solo che questa volta si tratta di una lingua interiore da scoprire passo dopo passo, ripetendo consapevolmente i vocaboli preferiti. È un processo graduale che non deve spaventarci. All’inizio i termini saranno semplici e generici e mano a mano che si acquisisce più dimestichezza si instaura un dialogo più sofisticato e specifico.

Vediamo alcuni esempi di dialogo con l’amico corpo:

• Come stai? • Come possiamo divertirci assieme? • Ti lascio respirare lentamente e profondamente • Facciamo quello che riusciamo a fare • Siamo lungo la strada giusta • C’è una soluzione per tutto • Sono qui per te • Grazie cellule mie che mi aiutate ogni giorno a mettere in pratica quello che voglio e devo fare • È normale che tu senta rabbia/paura perché vuoi proteggermi ma ti permetto di stare sereno perché questo problema richiede saggezza invece di forza • Ho sentito il dolore e adesso mi rilasso e lascio che anche tu ti sistemi • So che mi proponi di mangiare il dolce perché è stata una brutta giornata ma purtroppo lo zucchero aiuta solo per un secondo. Scegliamo qualcosa di meglio: una bella canzone e un piatto di verdure fresche o di frutta colorata e succosa. • So che dobbiamo fare questa cosa ma in realtà la possiamo anche fare con piacere perché siamo capaci.

Volersi bene vuol dire smettere di privarsi del piacere, evitare di costringersi e di lottare con il corpo per fargli fare le cose giuste e cominciare invece a fare le cose assieme e a trovare un punto di vista condiviso che renda tutto più facile e piacevole.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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