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Un sorriso fa la differenza!

Scopri nel video quanto un semplice sorriso possa fare davvero bene a te e a chi ti circonda.

 

Alcune interessanti ricerche dimostrano che, purtroppo, noi italiani tendiamo a essere molto più individualisti di altri cittadini europei. Cerchiamo il nostro bene ma spesso accettiamo di farlo a discapito degli altri e ci concentriamo troppo su aspetti materiali della vita senza tenere conto che il vero stare bene dipende da altri fattori. Per molti conta di più quanto bene ci si sente in un nuovo vestito invece di come si sta nella propria pelle.

 

 

Personalmente, penso che un vero benessere fisico e psichico passi attraverso il comprendere e accettare il ruolo che ognuno di noi ha all’interno della società. In sostanza, trovare la propria direzione diventa il modo migliore per contribuire davvero anche al benessere degli altri.

“Lasciare il mondo in condizioni migliori di come l’hai trovato” dovrebbe essere l’obiettivo di tutto noi.

Oggi ti spiego perché, scientificamente, un sorriso può fare una grande differenza nella tua vita e in quella degli altri.

Così come le cellule vengono influenzate da ciò che gli sta attorno, anche l’essere umano nel suo complesso viene modificato dall’ambiente che lo circonda. L’ambiente e le persone che frequentiamo hanno un fortissimo impatto sulla nostra vita: possono cambiare per sempre l’andamento della nostra esistenza. Questo ti spaventa?

Prova a pensare però a questo:

Se puoi essere influenzato da ciò che ti circonda, è naturale che quello che ti circonda può essere influenzato da te.

Tu puoi essere l’elemento che influenza gli altri e allora cosa ne dici di farlo nel migliore dei modi e di iniziare proprio da un bel sorriso?

Scopri in questo nuovo video le ragioni scientifiche per cui sorridere fa bene a te e agli altri!

Buona visione!

Trascrizione del video

(Questa è la trascrizione letterale del video. Troverai quindi lo stesso linguaggio diretto e colloquiale che il Dr. Filippo Ongaro utilizza parlando nel video. Per offrirti gli stessi contenuti non sono state apportate modifiche nella trascrizione)

Perché un semplice sorriso fa una grande differenza? Oggi ti voglio parlare della potenza del sorriso. (continua a leggere)

Noi non viviamo in isolamento e anche se ci sforziamo nel corso della vita di crearci una nostra area specifica di vita, uno spazio individuale, dobbiamo sempre tenere presente che in realtà il nostro sistema nervoso interagisce continuamente con il mondo esterno, con l'ambiente in cui si trova ma, soprattutto, interagisce con gli altri e in questo senso il nostro volto e il volto altrui acquisiscono un ruolo estremamente importante e raffinato nella regolazione delle nostre risposte all’ambiente esterno.

Oggi ti voglio parlare in particolare di una serie di ricerche molto interessanti svolte dal neuropsicologo americano Stephen Porges che ha identificato un sistema neurologico funzionale che ha chiamato "Social Engagement System”, cioè, in parole semplici, un insieme di reti di neuroni che favoriscono l'ingaggio sociale, la relazione con gli altri, cioè quella parte del sistema nervoso che in noi esseri umani si è sviluppata in maniera così precisa che permette in effetti di relazionarsi con gli altri, di comunicare con essi e di attivare una relazione interpersonale con qualcun altro.

La cosa che è molto interessante capire è che questo Social Engagement System (SES) in sostanza si spegne ogni volta che percepiamo pericolo e si accende solo quando percepiamo sicurezza.

È un sistema in un certo senso molto raffinato ma anche molto assoluto, cioè lavora su criteri di bianco e nero, di sì o no, di spento o acceso e il criterio che veramente fa la differenza è se percepisci pericolo.

È abbastanza logico che sia così; nel momento in cui tu anche a livello inconscio percepisci una situazione di pericolo è chiaro che la priorità non è più l'interazione con gli altri ma la sopravvivenza, e sappiamo bene che i criteri più rudimentali della sopravvivenza nell'essere umano, negli animali, riguardano la reazione di combattimento e fuga che è ovviamente tutt'altro rispetto all'interrelazione con una persona.

Ma voglio farti un esempio... prova a pensare cosa succede quando sali su una metropolitana, su un mezzo di trasporto pubblico la mattina presto in una grande città: immagina quanti volti sconosciuti incontri e quanti di questi volti effettivamente sono tesi, pensierosi, con delle facce che sono in un certo senso vagamente minacciose.

Ecco, questo tipo di volto rigido con una mimica facciale molto spenta è interpretabile a livello subconscio quasi come una minaccia o come un certo grado di sfiducia nei confronti degli altri sia qualcosa di contagioso; quando tu vedi altri che hanno questa impostazione di faccia è chiaro che viene anche a te una sensazione di minaccia che sarà tradotta in pericolo e che spegnerà anche il tuo Social Engagement System.

Cioè noi esseri umani in sostanza ci sintonizziamo sulla lunghezza d'onda dell’ambiente, quindi se un ambiente viene percepito (e ti sto parlando di percezioni che sono in larga misura rapidissime e subconscie e non ce ne accorgiamo nemmeno) come una situazione di minaccia e pericolo, la nostra capacità di interagire con gli altri viene in un certo senso spenta.

Però noi possiamo anche influenzare la lunghezza d’onda. Non è soltanto la lunghezza d'onda degli altri che influenza noi, ovviamente abbiamo un ruolo attivo quindi, allo stesso tempo, noi possiamo influenzare la lunghezza d’onda dell’ambiente e in questo modo cambiare il comportamento degli altri.

Allora ti sarai accorto tante volte anche tu che se per qualche motivo qualcuno sorride all'interno di questo questo mezzo di trasporto pubblico che sto usando come esempio, in qualche modo cambia l’atmosfera. Se tu vedi qualcuno che ti sorride sarai portato a sorridere anche tu.

Questo ci spiega come il fatto di non vivere in isolamento, di non essere degli animali in un certo senso chiusi all'interno della nostra sfera d’azione, abbia un potenziale negativo quando ci contagiamo negativamente l'uno con l'altro ma possa essere anche rovesciato completamente dall'altro lato e avere un potenziale molto positivo nel momento in cui decidiamo di essere attivi e di non accettare semplicemente la situazione in cui ci troviamo così com’è ma di dare un contributo positivo.

Prova a sorridere, prova a vedere anche quando qualcuno ha una faccia un po' ostile nei tuoi confronti se tu provi a rilassare la tua che cosa succede nel tuo interlocutore... immediatamente ci sarà un cambio di posizione, perché questa reciproca trasmissione di una sensazione di pericolo e di minaccia verrà in qualche modo interrotta.

Addirittura ti puoi esercitare a guardarti nello specchio... prova a sorridere a te stesso!

All'inizio magari ti sembrerà un po’ strano, ti sentirai un po’ ridicolo. Però, in realtà, ha un effetto, perché anche la visione del tuo volto disteso cambierà la situazione neurologica in cui effettivamente ti trovi.

Considera che il Social Engagement System è un sistema molto raffinato che regola il tono della voce, la gestualità delle mani e lo sguardo, quindi ottimizza tutte le componenti che permettono di farsi capire e permettono di ingaggiare l'altro in un dialogo amichevole. Queste sono tutte funzioni che vengono completamente spente nel momento in cui percepisci il pericolo e la priorità si sposta sulla sopravvivenza, sul combattimento e sulla fuga.

È un tema che può sembrare molto semplice, un pochino superficiale, in realtà è molto profondo e ci sono moltissimi studi interessanti su questo argomento.

La sfida per tutti noi è di provare a metterlo in pratica.

Un semplice sorriso può cambiare la vita tua e la vita degli altri!

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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