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Sintomi e test per le intolleranze alimentari

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Guarda il video e scopri tutto ciò che c’è da sapere sulle intolleranze alimentari.

 

In questi ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di intolleranze alimentari.

Quando parliamo di alimentazione questo è un aspetto importante, tuttavia credo che sia necessario fare un po' di chiarezza.

Sappiamo davvero che cos’è un'intolleranza? Le nostre preoccupazioni sono fondate o siamo forse troppo sensibili a questo argomento?

Ci sono molte cose che le persone non sanno, ad esempio che molti dei test proposti come controllo per le intolleranze non hanno assolutamente alcuna base scientifica e i risultati sono davvero da prendere con le pinze.

In questo video di oggi allora scoprirai:

1. Cos’è un’intolleranza;

2. Cos’è un’allergia;

3. Cosa c’è a metà fra i due casi precedenti e perché secondo me questo fenomeno andrebbe chiamato “reattività alimentare”;

4. Quali sono i test su base scientifica che si possono fare e che cos’è la "dieta di eliminazione" .

Costruire noi stessi vuol dire anche sapere di cosa preoccuparsi e, se ce ne fosse la necessità, di intraprendere un percorso personalizzato e specifico che ci porti a essere completamente in salute e a vivere la nostra vita a pieno.

Con questo video spero di aver fatto un po’ di chiarezza su questo argomento, se ti è stato d’aiuto e credi che possa esserlo anche per qualche tuo amico o familiare, clicca il tasto condividi che trovi in alto alla pagina, potresti migliorare la salute di qualcun altro. :-)

Trascrizione del video

(Questa è la trascrizione letterale del video. Troverai quindi lo stesso linguaggio diretto e colloquiale che il Dr. Filippo Ongaro utilizza parlando nel video. Per offrirti gli stessi contenuti non sono state apportate modifiche nella trascrizione)

È stato stimato che quasi l'80% delle visite mediche negli ambulatori della medicina di base viene fatto per sintomi gastrointestinali come mal di pancia, gonfiore, diarrea, crampi e stitichezza.

Cerchiamo però di capire un po’ meglio di che cosa stiamo parlando… (continua a leggere)

Cosa sono queste intolleranze alimentari e come mai tutti oggi sembrano averle? Si tratta solo di un problema legato al fatto che, facendo più diagnosi, le persone ne sono più sensibili e pensano, sbagliando, di soffrirne oppure è una vera e propria epidemia?

Non tutto ciò a cui ci riferiamo con il termine intolleranze lo sono davvero; di intolleranze si parla solamente quando "manca la capacità di un enzima di metabolizzare una sostanza, un nutriente”. Questo, ad esempio, è quello che succede con l'intolleranza al lattosio causata da un’inattività della lattasi, enzima che metabolizza il lattosio.

 

 

In tutti gli altri casi, quindi, usare il termine intolleranze sarebbe scorretto. Tuttavia, però, queste non sono nemmeno delle allergie in quanto le allergie classiche sono mediate da una categoria di immunoglobuline che viene detta "immunoglobuline E” e sono reazioni acute, il che vuol dire che la reazione è immediatamente successiva all’assunzione dell’alimento.

Quello che devi sapere è che, nel tempo, è emerso che alcune persone sembrano avere delle reazioni che non sono acute ma non sono nemmeno delle intolleranze classiche. Proprio per questo motivo è nata una sorta di nuova categoria che ha preso il nome di intolleranza ma che in realtà andrebbe chiamata "reattività alimentare”, in termini più generali.

Questo fenomeno non è legato alle immunoglobuline di tipo E ma a quelle di tipo G che sembrano avere un effetto più lento, più dilatato nel tempo e questo permette quindi che nel soggetto il sintomo si manifesti ore dopo o anche giorni dopo l’assunzione.

In questo caso purtroppo è molto difficile che la persona da sola riesca a capire a cosa risulta reattiva. Ed ecco che allora è nata tutta una serie infinita di test per aiutare i soggetti a capire effettivamente a quali elementi reagiscono.

Ma allora è tutto così facile? Purtroppo no…

Il problema è che molti di questi test sono assolutamente a-scientifici.

L'unica tipologia di test che sembra avere una qualche base scientifica è proprio quella del dosaggio delle immunoglobuline G che si fa con un esame ematico ormai abbastanza diffuso.

Eppure, anche questo test delle immunoglobuline G va preso con un po' di attenzione perché ha dei limiti: le immunoglobuline G aumentano, infatti, anche semplicemente quando si mangia molto uno specifico alimento ma magari non si ha nessun sintomo.

Per esempio, se una persona mangia tante uova risulteranno esserci molto immunoglobuline G reattive all’uovo, ma non è detto che questo risultato sia effettivamente connesso al sintomo che la persona ha.

Cosa significa allora questo? Significa che tutti i test fatti in modalità "fai-da-te" o in farmacia o comunque senza il contatto diretto con un medico che faccia una vera anamnesi che raccolga dei dati sulla tipologia di alimentazione che il paziente fa e che lo guidi poi in un percorso per capire come liberarsi da questo problema, sono poco efficaci e destinati a non avere un grande successo. Addirittura possono portare all'eliminazione completa di alcuni alimenti che sono invece importanti e che non hanno nulla a che fare con i sintomi che la persona ha.

Queste reattività agli alimenti possono provocare molti sintomi gastrointestinali ma non solo, ci possono essere anche sintomi cutanei o mal di testa.

L’ultimo approccio di cui ti voglio parlare in questo articolo è quello che io stesso ho descritto nel mio libro “Mangia che ti passa” ed è l’approccio della "dieta di eliminazione”, una modalità operativa per affrontare il problema con una serie di step alimentari che prevede prima di togliere determinati alimenti e poi di inserirli, in modo da poter verificare sul campo che tipo di reazione sintomatica il paziente effettivamente ha.

Credo che questa dieta di eliminazione sia forse la strategia più logica e semplice per affrontare tutti quei sintomi del tratto gastrointestinale, anche eventualmente senza ricorrere a dei test specifici che possono essere fatti.

Se decidi però di optare per i test, ricordati che è bene farli assieme a un medico, in modo che sappia guidarti nel percorso effettivamente da adottare.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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