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5 consigli per una concentrazione ottimale

Guarda il video e scopri 5 consigli per mantenere la concentrazione e riprendere il controllo sulle tue giornate.

“Dipendenza da distrazione”. La rivoluzione tecnologica in cui ci troviamo ha portato indubbiamente grandi benefici ma se gestita male produce anche molti danni.

Sembra che le “notifiche” (messaggi, social media, e-mail e così via) stiano prendendo il controllo molto velocemente.

Ti capita mai di parlare con qualcuno che invece di guardarti negli occhi sta scrivendo su WhatsApp? Ti capita mai di dover finire un progetto a tutti i costi e di essere interrotto ogni 3 secondi da qualche notifica o messaggio?

Beh, il cervello non è fatto per lavorare in questo modo. È scientificamente dimostrato che l’essere impegnati contemporaneamente su più cose non è solamente poco produttivo ma è addirittura dannoso.

Se vuoi essere una persona attenta, un professionista efficace e incisivo, un partner sorprendente, non puoi farti comandare dagli “allarmi” esterni.

Personalmente credo che la concentrazione sia:

- Più importante dell’intelligenza (per lo meno, nel lungo termine); - Una delle cause principali di una memoria d’acciaio; - Il modo più sicuro per non perdere amicizie o far andare a rotoli le proprie relazioni; - Una contromisura molto efficace per battere stress e stanchezza; - Il tuo alleato migliore per ottenere risultati importanti nel lavoro e, di conseguenza, un forte senso di appagamento nella vita.

 

Guarda il video di oggi per scoprire 5 consigli efficaci per raggiungere una concentrazione ottimale e riprendere il controllo delle tue giornate!

Buona visione!

Trascrizione del video

(Questa è la trascrizione letterale del video. Troverai quindi lo stesso linguaggio diretto e colloquiale che il Dr. Filippo Ongaro utilizza parlando nel video. Per offrirti gli stessi contenuti non sono state apportate modifiche nella trascrizione)

Una persona, in media, lo fa 85 volte al giorno, per un totale di 5 ore; questo stando alle ricerche più recenti.

Di cosa sto parlando? Di questo, 85 volte al giorno così, a controllare non si sa neanche bene che cosa.

Siamo diventati dipendenti dalla distrazione; cioè quello che in realtà noi cerchiamo con queste azioni che sono diventate quasi delle azioni compulsive di cui non ci rendiamo nemmeno conto sta semplicemente a indicare che siamo diventati tutti dipendenti da distrazione, cioè abbiamo bisogno di qualche impulso che rompa la routine. (continua a leggere)

Allo stesso tempo questo impulso che cerchiamo rompe anche la concentrazione, rompe anche il flusso di funzionalità cerebrale che non è disegnato per dare il suo massimo in questo modo.

Il multitasking è un esempio tipico dei giorni d’oggi. Multitasking, cioè fare 5-6 cose assieme equivale a cosa? A farle tutte male, perché il cervello non è fatto per funzionare in questo modo.

Noi abbiamo bisogno di lunghi periodi di concentrazione focalizzata su un singolo compito; è così che cervello è in grado di dare il massimo di sé e quindi è anche così che tu sei in grado di dare il massimo di te stesso.

Non parlo solo del massimo di te stesso in termini di prestazioni lavorative, ma anche di prestazioni intese come relazioni sociali. Come si può pensare di vivere normalmente in un mondo dove mentre stai parlando con qualcuno invece di guardarti negli occhi sta guardando sul telefonino? E non capisce metà delle cose che gli stai dicendo, logicamente, perché sta pensando in realtà a qualcos’altro.

Tanti dei miei pazienti dicono: “Ho problemi di memoria”. No, non hai problemi di memoria, hai problemi di concentrazione. Non riesci a memorizzare le cose perché stai ricevendo troppi impulsi in parallelo e quindi il cervello scarta quelli che considera non prioritari.

Allora oggi vorrei darti 5 soluzioni da provare a mettere in pratica per liberarti un pochino da questa dipendenza da distrazione.

1) Bloccare del tempo specifico nella tua agenda per determinati tipi di lavori.

Orari, ore bloccate, cioè quell'ora lì devo fare questa cosa e faccio solo quello e mi isolo, cerco di organizzarmi in modo tale da non ricevere distrazioni esterne mentre mi sto occupando, ora per ora, di diversi tipi di compiti che devo portare a termine in quella giornata.

2) Chiudi le mail, i messaggi, Facebook, tutte le fonti di potenziali distrazioni quando stai proteggendo un'ora bloccata per fare altro.

Perché se in quell'ora che hai deciso di dedicare, per esempio, a leggere un documento importante per il tuo lavoro ti interrompi 20 volte ogni volta che senti "Bing! È arrivata una mail", è chiaro che ci starai il doppio di tempo, probabilmente salterai dei passaggi, capirai la metà, cioè diventerai sicuramente inefficiente.

3) Allo stesso tempo, io bloccherei addirittura un’ora ogni giorno per una sorta di disintossicazione da qualsiasi tipo di tecnologia.

Quindi un'ora al giorno, dal mio punto di vista, deve essere non soltanto senza messaggi e senza e-mail ma anche senza computer senza telefono, magari con un libro, magari ascoltando della musica o magari semplicemente interagendo con le persone, ma senza questo fattore di disturbo costante che è appunto il telefonino, la mail, la telefonata ecc..

 

Le distrazioni, chiamiamole distrazioni tecnologiche, possono anche queste essere bloccate in momenti specifici perché, chiaro, nessuno di noi ormai può evitare di stare in quel mondo no? Io per primo lavorando su Internet dalla mattina alla sera è chiaro che non posso escludere questa parte, ma non voglio diventarne succube, non voglio diventare una vittima. Voglio usarla per lanciare a voi, a te, i messaggi che mi stanno a cuore, ma non voglio subire delle pressioni in modo tale da non riuscire più a dedicare tempo, spazio, concentrazione ad altri aspetti della mia vita.

Quindi per esempio potresti decidere che...

4) Alle mail rispondi soltanto a un determinato orario della giornata.

Chiaramente le dovrai prioritizzare, mettere in una lista diciamo di priorità, e non risponderai a tutte in quel giorno, ma non succede niente, non succede niente.

 

Pensa che solo pochi anni fa tutti noi lavoravamo senza le mail e il mondo andava avanti lo stesso, quindi il fatto che tu risponda a una mail il giorno dopo non cambia quasi nulla.

Fatti una lista di priorità, datti una scadenza (cioè un’ora, mezz'ora, un’ora e mezza per rispondere alle mail), rispondi alle più importanti e alle altre rispondi in un momento successivo.

Stessa cosa potrebbe essere per rispondere alle telefonate che hai ricevuto ma a cui non sei riuscito a rispondere, cioè anche questi elementi di distrazione possono essere governati e gestiti in un modo che sia più comodo, più corretto, più giusto, più efficiente per te.

5) Ti prego veramente, ti prego, non usare il telefono e non mandare messaggi mentre guidi.

Questo è un esempio di come ci siamo ridotti; io credo che molti di noi sottovalutino che cosa richiede una guida attenta in un'autostrada piena di traffico, in termini di attenzione, di costante vigilanza.

 

Ma come si fa a essere in autostrada in corsia di sorpasso e vedere la gente che ti passa veloce col telefonino in mano?

Ti prego, comincia a usare la testa per fare delle distinzioni che riguardano, in questo caso, la vita tua e la vita degli altri.

Quando stai guidando è un esempio dove il telefonino deve stare lì, se suona il telefono e hai un apparecchio con il vivavoce allora ok rispondi al telefono, ma non mandare messaggi, non leggere, non cercare roba su Internet, perché non è possibile che ti illudi di avere un cervello e un sistema neuromotorio così efficiente da poter fare l'una e l'altra cosa; non è così e purtroppo questo causa molti rischi e molti incidenti sulla strada.

Quindi questi sono 5 piccoli consigli che voglio darti per cominciare a cambiare un pochino il tuo rapporto con la tecnologia e con le distrazioni che provoca, rapporto che non deve essere eliminato, perché ci sono anche tantissimi aspetti belli di questa rivoluzione tecnologica, ma sicuramente deve essere gestito per non far sì che invece di diventare un utilizzatore di Internet tu diventi un utilizzato di Internet.

C'è una bella differenza... cerchiamo di stare nella categoria di quelli che utilizzano il mezzo ma non ne diventano delle vittime.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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