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3 regole alimentari per migliorare la concentrazione

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Guarda il video e scopri come potenziare la tua capacità di concentrazione grazie all’alimentazione.

 

Sempre più persone accusano problematiche come scarsa memoria, stanchezza, alterazioni dell’umore o addirittura ansia e stress.

Tra tutte, la difficoltà a concentrarsi è sicuramente una delle più diffuse.

Grazie a questo video stai per scoprire quali sono le 3 regole alimentari per riuscire a potenziare la tua capacità di concentrazione.

Parlo di suggerimenti alimentari perché, come probabilmente sai, il cibo non è solo calorie ma anche informazione che il corpo usa per regolare i propri processi cellulari. Per creare la perfetta armonia tra le varie componenti del nostro corpo abbiamo bisogno di introdurre i giusti alimenti.

 

Questo sito parla del cambiamento comportamentale, facendo leva sui 4 fondamenti della salute (nutrizione, integrazione alimentare, allenamento fisico e tecniche di rilassamento e meditazione), ed è importante capire che ciascuno di questi 4 elementi esiste solo se supportato dagli altri 3.

Una concentrazione efficace parte da un'alimentazione corretta

Anche in questo caso è proprio così: una concentrazione efficace parte da un’alimentazione corretta.

Scopri nel video 3 semplici regole alimentari per tornare capace di concentrarti come un tempo.

Trascrizione del video

(Questa è la trascrizione letterale del video. Troverai quindi lo stesso linguaggio diretto e colloquiale che il Dr. Filippo Ongaro utilizza parlando nel video. Per offrirti gli stessi contenuti non sono state apportate modifiche nella trascrizione)

Vuoi scoprire 3 regole alimentari per ottimizzare la concentrazione mentale?

Oggi le persone che hanno problemi di memoria, stanchezza, mancanza di concentrazione, basso tono dell'umore sono davvero tantissime e se poi aggiungiamo anche problemi di ansia o di stress viene veramente da ritenere che la stragrande maggioranza dei problemi delle persone sia, in realtà, nella loro testa. (continua a leggere)

Non dobbiamo dimenticare che la testa non è affatto sconnessa dall'organismo e, per questo motivo, il cibo non va visto semplicemente come “nutriente" o come “calorie" ma come vera a e propria “informazione" che ha la capacità di regolare la funzionalità cellulare e, di conseguenza, anche i livelli di energia e la produzione di neurotrasmettitori all'interno del nostro cervello.

Un punto di partenza per affrontare questi problemi di scarsa prestazione mentale è sicuramente quello di fare alcune correzioni nella propria alimentazione quotidiana.

 

 

Vediamo alcuni possibili cambiamenti...

 

1. Evitare l’alcol

Chiunque nella vita abbia bevuto almeno una volta un po’ troppo ha sperimentato questa lentezza, questa perdita di memoria e di coordinazione mentale che l'alcol causa al nostro organismo.

 

Questo effetto dell’alcol esiste sia nella fase acuta che nella fase cronica; esso aumenta la produzione di un neurotrasmettitore inibitorio che si chiama “GABA" che rallenta la funzionalità cerebrale e diminuisce la produzione di glutammato che invece è un neurotrasmettitore che attiva il cervello. Inoltre, aumenta anche la produzione di dopamina che è il neurotrasmettitore che fa percepire piacere e appagamento.

Insomma, l'alcol può veramente sovvertire i meccanismi di funzionamento del cervello! Lo inibisce, lo sopprime, lo disattiva ma ti fa sentire bene in quel momento e quindi diventa un'abitudine negativa da cui è difficile staccarsi.

 

2. Evitare gli zuccheri

Questo è un punto che a me sta particolarmente a cuore perché ritengo che l'eccesso di zuccheri sia una delle problematiche principali dell'alimentazione di oggi.

 

Spesso si continua a sentire che "il cervello ha bisogno di zuccheri” e questo è parzialmente vero nel senso che il cervello ha bisogno dello zucchero che viene prodotto dall'organismo attraverso l'assunzione di alimenti "più complessi”.

Ma, assumendo zucchero vero e proprio nell'alimentazione, attraverso un eccesso di dolci, di biscotti o di zucchero nel caffè, per esempio, ho semplicemente degli sbalzi di energia: per qualche istante ci sarà un surplus di energia ma poi il pancreas inizierà a produrre insulina e il livello di zuccheri calerà a un livello più basso di quello di partenza.

A questo punto, si sentirà la necessità di rincarare la dose cercando di nuovo zuccheri ed ecco che si va su e giù in un processo che nel tempo non danneggia solo la prestazione mentale ma anche l'organismo, portando a insulinoresistenza, sovrappeso e, nei casi estremi, addirittura diabete.

 

3. Aumentare la fonte prediletta di proteine, ovvero il pesce azzurro

Le proteine aiutano a produrre "catecolamine attivatori" che favoriscono la funzionalità cerebrale. Il pesce è ricco di fosforo che serve al cervello e il pesce azzurro, in particolare, è molto ricco di acidi grassi omega-3, soprattutto il DHA (acido docosaesanoico) che è il costituente principale del cervello e che è presente solamente nel pesce azzurro e non negli alimenti di origine vegetale. È molto importante, quindi, non ridurre troppo l'apporto di questo alimento.

 

Insomma, se ci sono problemi di prestazione mentale, un punto di partenza è ricordarsi che il cervello non è distaccato dal corpo; il sistema nervoso è un organo che ha delle necessità molto simili alle altre strutture del nostro organismo e quindi la correzione dello stile di vita e dell'alimentazione, in particolare, può portare dei risultati sorprendenti anche in termini di prestazioni mentali :-)

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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