Radiazioni: la paura continua

Radiazioni: la paura continua

Essere a favore del nucleare in questi giorni, dopo il disastro di Fukushima risulta davvero difficile. Perfino le tipiche parole rassicuranti degli organismi internazionali sembrano prive della sicumera che in genere le caratterizza. Si naviga nel buio. Questa è la verità. Si fa fatica a stimare l’impatto di questo ennesimo disastro sull’ambiente e sulla salute di milioni di giapponesi.

Nessuna dose di radiazioni è completamente sicura

Spesso si sente parlare di assenza di rischio anche in chi è esposto a radiazioni. Ma siamo proprio sicuri che esista una “dose sicura” di radiattività? Le ricerche di John W. Gofman, professore emerito di biologia molecolare e cellulare a Berkeley in California dicono esattamente il contrario. Secondo lo scienziato nessuna dose di radiazioni è completamente sicura, nemmeno quella a cui ci costringono gli esami radiologici. Figuriamoci le dosi di un disastro nucleare.  Lo hanno insegnato anche a me quando ho fatto il medico degli astronauti.  Chi lavora in orbita è esposto ad elevate dosi di radiazioni vivendo per mesi fuori dall’atmosfera terrestre. E questo è uno dei rischi nell’ambito della medicina spaziale. Le radiazioni danneggiano il DNA e qualsiasi, anche minimo danno genomico, può provocare un cancro. E’ vero che il DNA è dotato di straordinari meccanismi di auto-riparazione ma questi hanno efficacia variabile da persona a persona, diventano meno incisivi con gli anni e non sono in grado di contrastare danni massicci. Inoltre gli effetti delle radiazioni si accumulano rendendo i danni esponenzialmente pericolosi. Poi c’è il problema dei danni indiretti quelli cioè provocati dalla produzione di enormi quantità di radicali liberi che circolando finiscono con il danneggiare anche tessuti non entrati in contatto con le radiazioni. Insomma non c’è affatto da stare tranquilli. Ma cosa possiamo fare? Certo sul piano politico ci vorrebbe molta più cautela nel trattare argomenti tanto delicati e che coinvolgono le vite di tutti noi. Ma sul piano personale possiamo proteggerci? Il mercato globale e l’arrivo sulle nostre tavole di prodotti di cui non conosciamo né provenienza né tanto meno caratteristiche non ci aiuta. Ma cerchiamo per lo meno di evitare in questo momento cibi che provengono dalle zone a rischio, compresa la soia. Meglio anche evitare il sushi che spesso è preparato con ingredienti importati direttamente dal Giappone. Stiamo anche attenti al pesce preferendo il pescato nostrano. Da evitare assolutamente è il Topinambur visto che è prodotto solo in Giappone.

Come difendersi? Potenziando le nostre difese anti-ossidanti

Contro la radiazioni ma più in generale contro lo stress ossidativo e le molte tossine che ci invadono quotidianamente è utile potenziare le nostre difese anti-ossidanti e la capacità detossificante in particolare del fegato. Utili in questo caso sono l’acido alfa lipoico, l’N-acetil-cisteina, l’S-adenosilmetionina e le proteine del siero del latte che contengono molti aminoacidi solforosi necessari per una corretta detossificazione delle tossine. Le vitamine sono poi importanti per mantenere la corretta funzionalità dei processi di riparazione del DNA così come alcuni fitoterapici come l’uncaria tormentosa. Ovviamente tutto questo serve a poco se non curiamo la nostra alimentazione quotidiana riducendo gli zuccheri e i carboidrati raffinati, aumentano la fibra, le verdure e gli acidi grassi omega-3. Si tratta infatti di modificazioni alimentari che ci aiuteranno a fare prevenzione a 360 gradi.

 

Quando ci chiederanno se vogliamo il nucleare, meglio continuare a dire di no.

 

 

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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