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Se non hai tempo, è per questo motivo!

Oggi ti parlo di come gestire al meglio il tuo tempo e nello specifico di come evitare di sprecarlo in azioni ricorrenti poco utili, che secondo recenti studi sono diventate ormai automatiche per la maggior parte delle persone.

Questo argomento ha molto a che fare con la tua salute e con la tua capacità di vivere a pieno. La ragione principale per cui le persone rinunciano a prendersi cura di sé è l’impressione di non avere tempo sufficiente.

Se pensi di non avere abbastanza tempo per portare a termine tutte le cose che devi fare e vorresti avere giornate da 48 ore, questo video fa per te.

Scoprirai che in realtà una parte delle tue giornate viene impiegata in azioni che non portano alcun valore e che alla lunga rischiano di alzare il tuo livello di stress e abbassare così la qualità delle tua vita.

Buona visione!

 

Trascrizione del video

Sono sicuro che anche tu sei convinto di non avere abbastanza tempo.

Tutti noi oggi viviamo una pressione molto molto forte e la maggior parte di noi ha veramente l'impressione di non avere il controllo del proprio tempo. Molto di questo è legato ai ritmi un po' frenetici e dell'attività lavorativa, ma anche al fatto che perdiamo tanto tempo in cose che una volta magari erano invece secondarie, penso soltanto al traffico o agli spostamenti all'interno di una grande città che oggi caratterizzano la vita di molti e che solo poche decadi fa erano veramente molto ma molto più semplici. Però ci sono anche degli altri risvolti, il risvolto principale è come effettivamente impieghiamo il nostro tempo e abbiamo o non abbiamo una percezione corretta di come stiamo impiegando il nostro tempo?

Allora ti voglio parlare di uno studio abbastanza recente fatto da un gruppo di ricercatori inglesi, uno studio con un alto grado di precisione perché è stato fatto installando una “application" nel telefono dei soggetti che partecipavano a questo studio e quindi non riferendosi semplicemente a dei questionari, ma semmai confrontando i dati che emergevano dai telefonini e i dati invece dei questionari compilati dalle persone che partecipavano allo studio.

Allora ci diamo solo qualcuno di questi dati:
-in media queste persone guardavano il loro telefonino 85 volte al giorno e logicamente c'erano molti che guardavano il telefonino molte volte di più rispetto alle 85.
-in media la navigazione su internet era all'incirca 5 ore al giorno di cui più di due ore venivano classificate come una totale perdita di tempo.

Questo è un punto molto importante, confrontando questo dato con i questionari veniva fuori che le persone mediamente avevano la percezione dell'aver impiegato la metà del tempo che effettivamente avevano impiegato su internet. Quindi questo è un dato molto interessante, evidentemente perdiamo la percezione di quanto tempo stiamo investendo in questo tipo di attività.

Mediamente le persone venivano distratte ogni 11 minuti e da un punto di vista della funzionalità del nostro sistema nervoso sappiamo che ci vogliono all'incirca 20-25 minuti per recuperare un grado di concentrazione profonda dopo una distrazione.

Allora stando a questi dati che conclusione possiamo trarre?

1. In primo luogo che noi in realtà abbiamo poco tempo anche perché il tempo viene inconsapevolmente investito in cose che forse non ci danno tanto quanto ci aspetteremo in ritorno. Per esempio di queste ore passate su internet, 3 ore o 2 ore e mezza risultavano lavoro, ma altre due ore risultavano totale perdita di tempo, navigazione casuale da un sito all'altro a cercare cose, a cercare informazioni di cui magari non te ne fai niente.
Forse sarebbe bene impiegare quelle due ore per esempio per fare attività fisica, e sappiamo bene sia io che te che la maggior parte delle persone dicono quando gli si chiede se fai attività fisica "non ho tempo”. Ma quelle due ore che vanno in totale perdita di tempo su internet perché non possono diventare tempo dedicato all'attività fisica? Sì certo c'è il fatto che si fa fatica, mentre a navigare su internet no, ma c'è anche il fatto secondo me che non ce ne rendiamo proprio conto. Noi non siamo convinti che sia passata quella quantità di tempo.

Allora credo che si possa dire che oggi, per tutta una serie di motivi, il tempo va dove non ce ne accorgiamo e quindi ci ritroviamo in affanno perché molta della nostra giornata è stata in qualche modo digerita da attività di cui non ci siamo nemmeno resi conto. Allora la cosa più importante per iniziare a recuperare il controllo del proprio tempo è quella di alzare il livello di consapevolezza su quello che facciamo. Se fossimo consapevoli, supponiamo per esempio di avere con noi un timer, è una cosa non facilmente proponibile, ma supponiamo di avere un timer che ci segue sempre, che sta sempre con noi e che ci indica chiaramente con un suono per esempio ogni quarto d'ora passato a non fare niente su internet. A un certo punto a forza di essere sollecitati da questo messaggio secondo me la maggior parte di noi comincerebbe a dire "adesso metto giù il telefono, chiudo internet e faccio altro”. Cosa è successo in questo caso? Nulla di particolare, non è cambiato niente. Semplicemente abbiamo avuto un feedback che ha innalzato il nostro livello di consapevolezza e ci ha fatto rendere conto di che cosa effettivamente stava accadendo.

Ora il sistema del timer può non essere tanto semplice, ma qualcosa di simile dobbiamo cercare di organizzare nella nostra vita proprio per essere certi di non venire in qualche modo guidati da tutta questa accessibilità e tecnologia che ci può essere indubbiamente utile, ma ci può anche portare piuttosto fuori strada.

Allora se il timer non è fattibile, a parte il fatto che un timer potrebbe essere anche fattibile, cioè quello di far partire un controllo consapevole del proprio orologio quando stai iniziando a fare qualcosa che è una deviazione dal tuo piano e una distrazione.

L'altra cosa è organizzare la giornata; organizzare la giornata partendo dal recupero di un po' di tempo anticipando la sveglia, questa è una cosa di cui ho parlato spesso e non sono certo l'unico che lo suggerisce, ma iniziare ad anticipare un pochino gradualmente l'orario della sveglia significa abbastanza in fretta trovarsi con parecchio tempo in più a disposizione, per esempio un'ora in più a disposizione che non è poco. Poi bisognerebbe riuscire a organizzare la propria giornata in fasi, in modo tale da avere una fase in cui sei consapevolmente pronto a distrarti su internet, ma quella fase lì deve avere un inizio e deve avere una fine, non può essere qualcosa che si protrae al di là del tuo controllo. Allo stesso tempo dovrebbe esserci invece una fase per un lavoro più profondo, cioè per un lavoro senza distrazioni e questa anche dovrebbe avere un tempo delimitato. Se ho scelto ad esempio che la prima cosa che faccio la mattina quando arrivo al lavoro è dedicarmi a qualche tipo di compito specifico, quel compito lo faccio in isolamento, stacco internet, chiudo le mail, metto il telefono in un cassetto, cioè decido deliberatamente che sto in qualche modo dedicando la mia totale attenzione a qualcosa.

2. Un altro aspetto che secondo me è molto molto importante è che se io cambio la mia qualità di pensiero riguardo tutto questo, cambio anche in un certo senso le mie percezioni quindi se inizio ad approcciare il tema per esempio di internet come un qualcosa che non è intrattenimento, che non è divagazione, ma che è semplicemente lavoro e ricerca di formazione importante, sarà già un modo di percepirlo in maniera diversa e si ridurrà l'esigenza di cercare quello strumento come fonte invece di distrazione e forse non è lo strumento più idoneo come fonte di pura distrazione. Ottimo strumento per imparare, ottimo strumento per lavorare, ottimo strumento per connettersi, non ottimo strumento per distrarsi, perché ci fa perdere il controllo del tempo, ci tiene bloccati su un tavolo di fronte ad uno schermo.Quindi scegliamo qualcos’altro.

3. Un altro aspetto che secondo me merita di essere preso in considerazione è questo: noi come ho detto all'inizio abbiamo la sensazione di non avere abbastanza tempo, ma allo stesso tempo ti ho mostrato dei dati, o ti ho parlato di dati, che indicano come il tempo in realtà non manchi, ma vada dedicato in una fetta piuttosto importante a cose che magari non ci danno molto in ritorno.
Quando però provi a dare a qualcuno un consiglio, per esempio di rilassarsi, cioè di dedicare del tempo al rilassamento, in genere questa persona percepisce questo come un'ulteriore perdita di tempo e anche questo è un errore, perché rilassarsi vuol dire aumentare il livello di consapevolezza e quindi il grado di controllo che sei in grado di esercitare su tutto il resto. È quel cambio di pensiero che porta ad un cambio di percezione, cioè molta di questa distrazione involontaria che in un certo senso ci occupa tanto tempo è legata al fatto che noi siamo sotto stress e andiamo alla ricerca di un qualche meccanismo di compenso in modo un po’ compulsivo, senza controllo. Allora se io riesco ad abbassare il grado di stress, a rilassarmi più profondamente, avrò investito 10 minuti, un quarto d’ora, 20 minuti in una tecnica di rilassamento, ma questa mi farà guadagnare molto tempo perché sarò in grado di esercitare più controllo sulle dinamiche della vita quotidiana e di dire "ok questa mezz'ora la uso per rispondere alle mail, ma finita questa mezz'ora chiudo le mail e non le guardo più per le prossime tre ore perché devo fare altro”.

Alla fine noi abbiamo sempre una possibilità di scelta, ma uno dei problemi principali che ci porta fuori strada rispetto alla possibilità di scelta è quello di partire a priori pensando che non ce l’abbiamo. Fatti questa domanda: "veramente non ho tempo o sto impiegando il mio tempo in maniera sbagliata, in maniera non efficace per ottenere gli obiettivi che voglio". Parti da alcuni punti semplici che ti riportano un grado maggiore di controllo e vedrai che quelle 24 ore che ti sembravano super strette cominceranno ad apparirti un pochino più gestibili

 

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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