Volersi bene (prima parte): a cosa serve?

Volersi bene (prima parte): a cosa serve? Incominciamo un mini percorso di approfondimento dedicato al tema del “volersi bene”.

Sappiamo tutti che bisognerebbe volersi bene. Lo abbiamo sentito molte volte. Raramente però ci è stato spiegato a cosa serve amarsi e ancora meno come si fa a mettere in pratica un concetto che sembra tanto bello quanto teorico.

L’idea di volersi bene lascia poi molto spazio a interpretazioni negative. Per molte persone è sinonimo di egoismo, vanità o narcisismo. Altri crescono con sensazioni di colpa per ogni scelta fatta per se stessi perché vista come qualcosa che toglie spazio ai doveri e alle cose da fare per gli altri.

Altri ancora accettano che volersi bene è importante ma quando arriva il momento di mettere in pratica questo concetto astratto, lo percepiscono solo come un ulteriore impegno che va ad aggiungersi alle mille cose da fare.

Volersi bene invece può essere prima di tutto un modo per toglierci un po’ di peso dalle spalle, per alleggerire la nostra vita e, indirettamente, quella degli altri.

Il corpo umano è programmato per interpretare in modo automatico i segnali che vengono dall’interno o dal mondo esterno. Ogni suono, ogni sostanza chimica, ogni immagine, ogni sensazione fisica e ogni pensiero viene identificato in primo luogo come un segnale pericoloso o un segnale sicuro.

I nostri pensieri, anche quelli rivolti a noi stessi, sono un elemento fondamentale nella complessiva sensazione di sicurezza o pericolo che viviamo a livello inconscio. Pensare e agire in modo benevolente, non violento e amorevole nei propri confronti significa dare un enorme e costante stimolo di sicurezza al corpo che risponde a sua volta con emozioni e sensazioni piacevoli. Questo innesca i meccanismi di recupero e di riparazione che mantengono a loro volta il corpo in salute.

Al contrario, un auto-dialogo duro e giudicante sarà un ulteriore stimolo di pericolo che andrà ad aggiungersi ai tanti altri segnali di pericolo provenienti dall’esterno e dagli altri.

È affascinante pensare che gli stessi meccanismi che caratterizzano le interazioni tra mente e corpo regolano i rapporti tra le persone. I nostri pensieri non sono altro che la voce interiore con cui parliamo a noi stessi ma, a differenza delle parole pronunciate dagli altri, che sono fuori dal nostro controllo, in questo caso possiamo sceglierne noi il contenuto e il tono.

Il dialogo interiore diventa efficace quando comunichiamo direttamente con il corpo e fino ad arrivare alle cellule di cui consistiamo. Volersi bene diventa quindi come distribuire agio e benessere emotivo non solo al proprio corpo ma agli altri e al mondo che ci circonda. Del resto sappiamo bene quanto meglio si sta in compagnia di persone serene, gioiose, creative e quanto più di aiuto questi individui riescano ad essere anche agli altri. Ed è logico perché quello che danno a loro stessi non è prodotto togliendo qualcosa agli altri ma, al contrario, è creato da una forza interna, intima e profonda. Ed è da questa forza che scaturisce poi la capacità di vivere in modo sano, di lavorare in modo efficace, di aiutare gli altri senza fatica e di sentire come appagante la propria esistenza.

Tutto ciò non è frutto di un miracolo ma è quello che l’essere umano riesce a generare se vive con amore e armonia. Chi non si vuole bene dipende invece molto più dagli altri per sentirsi amato, dal successo economico per sentirsi felice, dai giudizi altrui per sentirsi realizzato. Spesso si finisce con il chiedere affetto e attenzioni in continuazione e più si chiede meno si da e meno si riceve perché gli altri si allontanano. La ricerca di riconoscimento esteriore costa fatica e ci distoglie da compiti ben più importanti, come quello di imparare a vivere in modo sano e sereno. La giusta dose di amore da dare a noi stessi genera una gamma infinita di sfumature di salute, forza, felicità e soprattutto libertà. In fondo come scrisse Virgilio: omnia vincit amor, l’amore vince su tutto. Nella prossima parte inizieremo a capire come mettere in pratica questi concetti.

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