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Integratori vitaminici: scopri la verità

Ciao!

Nel video di questo martedì parliamo di integratori vitaminici.

Nello specifico stai per scoprire la differenza tra valori ottimali, sub-ottimali e patologici.

Attraverso la comprensione di questi valori e delle loro differenze, riuscirai a far fronte alle carenze nutrizionali che contraddistinguono molte persone e otterrai il massimo dal tuo corpo.
Un tema su cui si discute molto in Italia è proprio se servono o non servono gli integratori vitaminici.

Purtroppo i medici che sono favorevoli all'assunzione di questi integratori non sono molti nel nostro paese.

La tendenza infatti è quella di sostenere che un'alimentazione equilibrata sia in grado di garantirci tutti i micronutrienti necessari.

Ma necessari per che cosa? Per evitare la malattia o per vivere a pieno?

È vero che nel mondo occidentale le patologie da carenza vitaminica sono scomparse, ma questo non significa che tutti noi abbiamo valori ottimali!

Se anche tu non ti accontenti di uno stato di salute che ha come unico scopo quello di salvaguardarti da patologie, ma desideri invece ottenere il massimo da subito e nel lungo periodo, allora il video di oggi può aiutarti!

Buona visione!

Rimani forte, vivi a pieno!

 

TRASCRIZIONE DEL  VIDEO

Un tema sempre molto discusso è se servono o non servono i multivitaminici.

I medici che sono favorevoli all'assunzione di multivitaminici non sono molti in Italia, la tendenza è quella di sostenere che tramite un'alimentazione equilibrata noi riusciamo a incamerare tutti i micronutrienti a livelli sufficienti. Ora io sono sempre stato molto perplesso da questa idea, forse perché venendo ancora prima di diventare medico, da un'abitudine allo sport, anche agonistico, sono sempre stato molto attento a quella chiave di lettura in più che mi poteva dare l'integrazione alimentare per ottimizzare non solo la prestazione ma anche il recupero, e devo dire che in realtà in altri posti che non siano l’Italia, la comunità scientifica e medica è molto più attenta rispetto a questo tema. Fondamentalmente credo che la ragione per cui si resta un po' scettici nei confronti dell'assunzione di multivitaminici sia legata a una incomprensione sul tema di "valori ottimali”, "valori sub-ottimali" e "valori patologici”.

Ora qui voglio essere molto chiaro; è logico ed evidente che nel mondo occidentale, grazie all’alimentazione, le patologie da carenza vitaminica sono scomparse. Non si vede nessuno con lo scorbuto o con la pellagra, ma questo significa che tutti noi abbiamo valori ottimali? No, non è assolutamente detto. Il fatto che una persona non abbia una carenza così forte da causare una patologia, non è assolutamente legato al fatto che questa persona non possa avere una carenza più lieve che non causa la patologia ma che causa però altre problematiche. Questa vengono chiamate “micro carenze latenti" e chi si è preso la briga di verificare se sono o non sono diffuse ha effettivamente sottolineato che sono molto presenti nella popolazione, cioè in quella stessa popolazione che non presenta patologie da carenza vitaminica sono molto presenti livelli subottimali di queste vitamine.

E cosa comporta avere dei livelli subottimali di vitamine? Sarebbe come dire: cosa comporta in una macchina mettere una benzina di qualità scadente?
Probabilmente qualche metro, qualche chilometro, qualche giro lo riesce a fare, ma farà bene al motore? Probabilmente no. Darai il massimo della prestazione Probabilmente no.

Quindi la differenza tra un valore ottimale e un valore subottimale è in che cosa abbiamo come nostro obiettivo. Se abbiamo come obiettivo tirare a campare allora possiamo anche accontentarci di un valore sub-ottimale, ma se abbiamo come obiettivo raggiungere il massimo della nostra prestazione, il massimo del nostro benessere, il massimo della nostra energia, se abbiamo come obiettivo non sentirsi continuamente stanchi, non far fatica a recuperare ogni volta che facciamo uno sforzo, se abbiamo come l'obiettivo essere lucidi e concentrati e non invece con la testa completamente annebbiata, forse dobbiamo chiederci se stiamo assumendo le quantità ottimali di micronutrienti e non semplicemente le quantità minime.

Mettiamoci poi le modalità di produzione degli alimenti, le modalità di distribuzione degli alimenti (i viaggi che gli alimenti fanno prima di arrivare nelle nostre tavole) e mettiamoci poi le tipologia di cottura a cui noi esponiamo gli alimenti, e se pensiamo che una vitamina come la vitamina C oltre i 30-40 gradi si inattiva, ecco ci viene molto chiaro il quadro che forse non è proprio così semplice avere dei valori ottimali.

Poi vorrei anche dire: chi ci garantisce che nell'alimento che arriva veramente sulla mia tavola ci sono quei valori indicati in una tabella fatta da chissà chi, quante decadi fa, in che paese del mondo, che dice che tot grammi di quell'alimento hanno tot milligrammi per esempio di una vitamina? In realtà nessuno ce lo può garantire.

Alla luce di tutto questo io non sono favorevole a "andiamo nel negozio di vitamine e prendiamo una carriola di vitamine e stiamo meglio”. No, ma non sono neanche favorevole l'idea di continuare a dire “no assolutamente non servono a nulla”.

Attenzione perché esistono ricercatori di fama internazionale, ne cito uno, Bruce Ames, professore emerito a berkeley in California, che da anni sostiene che una delle cose su cui siamo meno attenti sono le micro carenze e che questi sono degli incredibili acceleratori del processo di invecchiamento e di degenerazione dell’organismo, perché fondamentalmente dalla concentrazione di vitamina dipende anche la velocità delle reazioni enzimatiche nel nostro metabolismo.

Tanto per citare un'altra di queste di queste nozioni che riguarda una vitamina che non è proprio una vitamina perché è un ormone: la vitamina D. Michael Hollick, altro ricercatore di fama internazionale che da anni sostiene che le micro carenza di vitamina D sono diffusissime, ormai questo lo sappiamo tutti e ora mi domando "se l'abbiamo capito per la vitamina D, su quale base pensiamo invece per le altre il problema non sia analogo?”.

Ecco Michael Holick da anni sottolinea l'importanza dell'integrazione di vitamina D proprio per raggiungere una salute migliore e nel caso della vitamina D per prevenire tantissime malattie, da quelle immunitarie a quelle cardiovascolari fino addirittura a quelle oncologiche.

Quindi l'idea qui è: non prendiamo questo filone come un semplice filone commerciale perché ci sono degli interessi dietro, gli interessi ahimè ci sono dietro a tutto, però qui ci sono anche delle ragioni serie per prendere in considerazione questa cosa.

Ribadisco non significa andiamo a prendere tutti i prodotti che troviamo e riempiamoci la cucina di questi, ma facciamo attenzione e magari chiediamo consiglio a un medico che sia aperto a questa idea e piano piano, per fortuna se ne stanno trovando sempre di più, in modo tale da identificare le possibilità di avere una micro carenza e andarlo a colmare in maniera più personalizzata possibile.

È un'opportunità che la medicina moderna può dare ed è un peccato non sfruttarla.

 

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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