Minimizzare gli effetti collaterali dei farmaci con gli integratori

Minimizzare gli effetti collaterali dei farmaci con gli integratori Il ruolo degli integratori alimentari nel ridurre le possibili carenze date dall’assunzione di determinati farmaci.

Una delle cose che i pazienti temono di più è l'effetto collaterale dei farmaci. Del resto sappiamo bene che qualsiasi agente farmacologico assieme al suo potenziale terapeutico si porta dietro anche qualche rischio. Quello che è meno noto è che spesso gli effetti collaterali possono essere minimizzati con l'uso di alcuni integratori alimentari.

A volte gli effetti collaterali dei farmaci ad uso comune sono, infatti, legati alla loro capacità di ridurre la biodisponibilità di importanti nutrienti esponendo così il paziente ad un rischio di specifiche carenze.

In questi casi associare al farmaco un integratore alimentare può risolvere il problema e permettere di ottenere l’effetto terapeutico voluto in condizioni di maggior sicurezza.

Un caso molto frequente riguarda le moltissime persone che assumono statine per tenere a bada il colesterolo. Pochi sanno che questi farmaci nel bloccare la produzione di colesterolo, ostacolano anche la formazione di coenzima Q10, un cofattore fondamentale nella produzione di energia a livello cellulare oltre che un potente antiossidante.

La carenza di coenzima Q10 può portare a stanchezza e dolori muscolari oltre che aumentare significativamente il rischio di sviluppare stress ossidativo e, da lì, di accelerare l’invecchiamento. A volte le statine possono essere sostituite con prodotti naturali di riso rosso fermentato in particolare se l’assunzione avviene in parallelo con una corretta l’alimentazione. Ma, in altri casi, ciò non è possibile e occorre continuare la terapia farmacologica a lungo termine. In queste condizioni è fondamentale associare un integratore di coenzima Q10 possibilmente nella forma di ubichinolo ad un dosaggio di 50-100mg al giorno.

Un altro caso tipico riguarda le tante persone che usano farmaci per tenere a bada la pressione arteriosa. Anche betabloccanti e diuretici possono ridurre la disponibilità di coenzima Q10 e anche di vitamine del gruppo B, magnesio, calcio e potassio causando stanchezza e ridotta prestazione muscolare. L’utilizzo di un multivitaminico è una pratica molto utile in associazione anche in questo caso con coenzima Q10.

Chi utilizza metformina per tenere sotto controllo la glicemia e la produzione di insulina deve prestare attenzione al rischio di carenza di vitamina B12 e acido folico. Oltre ad una possibile anemia, questa carenza può dare debolezza, pallore, formicolii alle estremità, mal di testa, depressione e diarrea. In questi casi un’assunzione aggiuntiva di 50mcg di vitamina B12 e 400mcg di acido folico possono essere utili.

Alcuni farmaci usati contro il bruciore di stomaco e la gastrite come gli inibitori della pompa protonica possono invece ridurre l’assorbimento di proteine rendendo necessario un aumento dell’introito tramite l’alimentazione o un’integrazione con preparati proteici o aminoacidici per evitare un indebolimento della muscolatura.

Per le donne che assumono anticoncezionali orali è molto importante compensare il ridotto assorbimento di vitamine del gruppo B e acido folico indotto da questi farmaci che può contribuire a generare mal di testa e cambiamenti dell’umore. Anche in questo caso un multivitaminico bilanciato è indicato.

Infine devono fare attenzione anche le persone che usano frequentemente antinfiammatori non steroidei e cortisonici che possono ridurre la disponibilità di numerosi micronutrienti tra cui vitamina C, potassio, acido folico, vitamina B12, ferro, calcio, magnesio, zinco e vitamina D. Anche in questi casi è utile l’abbinamento con un multivitaminico/multiminerale bilanciato con almeno 800 UI di vitamina D.

Visto il numero di persone che assume farmaci in modo continuativo, è buona norma interrogarsi su eventuali carenze nutrizionali indotte dalle terapie prescritte e intervenire per evitarle e ridurre così il rischio di effetti collaterali a lungo termine.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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