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Immaginazione: un potere nascosto per raggiungere i tuoi obiettivi

Ciao!

Lo sai che c’è una forte connessione tra la tua immaginazione e gli obiettivi che vuoi raggiungere?

Se ad esempio ti sei posto un obiettivo di salute o intendi intraprendere un cambiamento che porta al miglioramento del tuo stile di vita, l'immaginazione rappresenta un'arma fondamentale, che ti permette di raggiungere i tuoi traguardi con maggiore facilità.

Bisogna però allenare la nostra mente affinché mantenga sempre viva l’immagine del risultato che ci siamo prefissati.

In che modo?

Scoprilo nel video di oggi, in cui capiremo come allenare l’immaginazione e che differenza c’è tra gli obiettivi di processo e gli obiettivi di risultato.

Per far sì che l’immaginazione possa aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi, bisogna avere ben chiaro in testa che il risultato finale è una cosa secondaria rispetto al processo che ci porta a quel risultato.

Per raggiungere i nostri obiettivi, spesso lontani e difficili da ottenere, dobbiamo infatti focalizzare la nostra attenzione e l'energia su quei passi, magari anche quotidiani, che piano piano ci avvicinano al risultato finale.

Nel video di oggi andremo quindi alla scoperta di come l’immaginazione, collegata agli obiettivi di processo e di risultato, ci può aiutare a concentrarci, nel breve e nel lungo periodo, su ciò che vogliamo veramente ottenere.

Buona visione!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Qualsiasi sia l'obiettivo che una persona vuole raggiungere, potrebbe essere un obiettivo di salute per esempio molto importante, un cambiamento che porta al miglioramento dello stile di vita o un obiettivo più concreto nella vita personale di ognuno di noi, l'immaginazione può essere un'arma importante per aiutarti veramente lungo la strada che è sempre difficile, è sempre fatta di lavoro piuttosto duro per arrivare veramente dove vuoi arrivare.

Il problema però è legato a come l'immaginazione sfuma nella nostra testa e sfumano anche gli obiettivi. Bisogna allenarsi a mantenere questa immagine mentale del risultato che vogliamo ottenere molto viva all'interno della nostra vita emotiva, perché la tendenza naturale delle cose è che quello che ci sembrava super importante in un certo momento, quello che veramente eravamo convinti di riuscire ad ottenere, ed eravamo anche disposti a rinunciare a qualcosa per ottenere, poi pian piano siamo presi dalla routine di tutti i giorni e questa forza trainante viene un po’ meno.

Allora è importante capire che il risultato è una cosa secondaria rispetto al processo. Mi spiego, tutti noi tendiamo ad orientare il nostro investimento emotivo al risultato finale. E' una cosa importante, ma siccome il risultato finale è lontano, proprio per questo motivo ad un certo punto poi sfuma questa sensazione, è molto difficile tenerla viva.

Nel coaching e nelle metodologie che si occupano del cambiamento personale e della crescita personale si fa una chiara distinzione proprio per questo tra obiettivi di risultato e obiettivi di processo. L'obiettivo di risultato è importante, è l'obiettivo finale che vogliamo raggiungere, ma proprio perché è un po' distante da noi rimane sempre un po' teorico e rischia di diventare una cosa che c’è, ma allo stesso tempo non ha abbastanza forza per tirarci e quindi da un lato sfuma, dall’altro, siccome sfuma, noi ci adoperiamo meno per arrivarci e poi subentra quella sensazione di fallimento e di frustrazione che ci trasforma da eroi della nostra vita a vittime che cominciano a lamentarsi perché le cose non vanno nella direzione giusta.

Ecco perché è importante invece capire l’obiettivo di processo, che significa concentrare la tua energia su quei passi, magari anche quotidiani, che servono per arrivare al risultato finale.

Per fare una distinzione che rende chiara questa differenza, l'obiettivo di risultato è "Cosa ne ricavo io da questa cosa?", l'obiettivo di processo è “ Cosa devo mettere dentro io in questo percorso per arrivare al risultato?". Quindi sono punti di vista differenti, entrambi importanti, ma sicuramente avere chiari gli obiettivi di processo permette di stare ancorati a quelle routine, a quelle abitudini potenziative che ti portano al risultato.

Ma c'è un aspetto in più che voglio chiarire, che è il valore dell'esperienza immaginaria. Perché tutti noi sappiamo benissimo quanto importante è immaginare e ci piace usare la nostra immaginazione per sognare anche ad occhi aperti, però indubbiamente se il bambino fa questo costantemente, l'adulto non lo fa. L'adulto anzi tende ad essere giudicante nei confronti di questo percorso e dice "Lascia stare, ma cosa fai? Sogni? Per carità...".

In realtà c'è una ragione biologica forte per cui noi tendiamo a fare questo, e la ragione ce l'ha spiegata la psicofisiologia già molti anni fa, cioè le esperienze immaginarie danno una risposta fisiologica reale.

Quello che tu immagini, si trasforma nel tuo corpo in una realtà fisiologica, che è una cosa straordinaria, è una cosa incredibile se ci pensi. Tu puoi andare in una spiaggia fantastica dei Caraibi e vivere certe emozioni, oppure puoi immaginare quella spiaggia e il tuo corpo vivrà quelle emozioni, tanto più se sei allenato davvero a quell’immaginazione, quindi se hai sviluppato quella capacità che rende l'immaginazione viva.

Questo è un percorso che per esempio nell'alta prestazione viene fatto moltissimo. Tutte le persone abituate all'alta prestazione, dagli astronauti, agli atleti, ai militari, usano moltissimo la loro immaginazione per vivere quell'esperienza ed essere più pronti emotivamente a riconoscerla, sia che sia un'esperienza tendenzialmente negativa e paurosa, sia che sia un'esperienza invece positiva e rigenerante.

Dunque visualizzare, immaginare i propri obiettivi, è una cosa molto molto importante. Io stesso lo riconosco perchè ho sempre utilizzato, anche senza saperlo, questa tecnica. Mi visualizzavo medico quando mi ero appena iscritto a medicina, e devo dire la verità che questa visualizzazione è quello che mi ha permesso di trovare le energie e le forze per continuare un percorso di studi così lungo.

Perchè? Perché se visualizzi davvero e se ti alleni a creare questa realtà emotiva che dà una risposta fisiologica dentro il tuo organismo, reale e misurabile in qualche modo, beh quello che succederà è che tu percepirai un appagamento, magari una micro dose di appagamento rispetto a quando ci arriverai veramente, ma quella micro dose di appagamento è la vera benzina del percorso di cambiamento.

È esattamente quello che manca nelle persone che si perdono perché sono troppo ancorate all'obiettivo di risultato, ma non dominano il processo per arrivarci e dopo un po'cosa succede? Succede che si esaurisce questa benzina. Da dove viene questa benzina? Viene dalla forza? Dalla disciplina? Dalle frustate? Dall'autocritica? No, viene dalle micro dosi di appagamento. Ma queste micro dosi di appagamento non le puoi avere se non impari ad usare la tua immaginazione.

Abbiamo un'arma formidabile noi esseri umani, che è il cervello, che è la mente, che è l’immaginazione, che sono le emozioni, e le usiamo così poco per diventare veramente quelli che vogliamo.

Riflettici perché l'uso della tua immaginazione potrebbe essere l'arma più potente che puoi usare per arrivare dove vuoi arrivare, e dipende fondamentalmente solo da te.

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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