Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro

Il Multitasking? Non è fatto per l'essere umano!

Ciao a tutti!

Oggi parliamo di “multitasking", o meglio dei problemi legati al fare più cose contemporaneamente.

Fino a qualche anno fa il multitasking sembrava avere effetti molto positivi, sopratutto in ambito professionale.

In verità le ultime ricerche ci dicono che il multitasking peggiora del 30-40% l'efficienza lavorativa di una persona!

È quindi fondamentale ritrovare la capacità di concentrarci veramente.

PER APPROFONDIRE: Che sia un problema di concentrazione?

Ma come possiamo farlo?

Scoprilo nel video di questa settimana.

Ultimamente mi capita spesso di vedere persone che fanno mille cose mentre guidano, sicure di riuscire a tenere tutto sotto controllo.

Beh, le statistiche su gli incidenti stradali ci dicono che non è affatto così.

A ben vedere infatti, il termine multitasking è stato coniato per il mondo dei computer e non di certo per riferirsi alle capacità degli esseri umani.

Ma se non possiamo fare più cose contemporaneamente, esiste un altro modo per migliorare la nostra efficienza?

Scoprilo insieme a me nel video di oggi.

Buona visione!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Benvenuto a questo episodio che è tutto dedicato al multitasking. Anzi sarebbe meglio dire al "problema del multitasking”, perché quello che fino a un po' di anni fa sembrava essere una incredibile risorsa, una novità nel mondo del lavoro, oggi risulta essere veramente una sorta di boomerang che sta rallentando e peggiorando le capacità e la funzionalità della maggior parte di noi.

Oggi sono veramente pochissime le persone che non sono vittime del multitasking, cioè del fare più cose contemporaneamente. Ma questo termine da dove origina? Ha origine in realtà dall'informatica ed è un termine che è stato introdotto molti anni fa nel mondo dei computer proprio per caratterizzare quella capacità del computer di fare, di portare a termine, compiti in parallelo.

Però, pochi sanno che anche nel mondo dell'informatica non si tratta in realtà di un vero multitasking, cioè il computer riesce a fare più cose assieme, ma attinge sempre alle stesse risorse e quindi l’unica cosa che può fare è alternare le risorse su uno specifico compito e sull’altro specifico compito. Non può veramente portarle a termine in parallelo.

Ora è importante che ti concentri su questo concetto perché il nostro cervello funziona esattamente nello stesso modo. È impossibile per il cervello focalizzare l'attenzione su due cose in parallelo.

Quindi il multitasking di per sé è finto. In realtà è qualcosa che non esiste, cioè noi quello che possiamo fare è continuare a spostare il fuoco della nostra attenzione da un compito all’altro.

È chiaro però che su ogni specifico compito, ogni spostamento dell'attenzione risulta in realtà essere una sorta di distrazione.

Quindi fondamentalmente il multitasking funziona in questo modo: ti stai concentrando su qualcosa e ti distrai per introdurre un’altra cosa.

Oggi sappiamo sul piano neuro-scientifico che il concetto del multitasking ha un impatto addirittura negativo del 30-40% sull'efficienza lavorativa di una persona anche quando prendiamo in considerazione soltanto 2 cose in parallelo. Pensiamo a quanti di noi oggi si trovano a gestire in malo modo addirittura più di due cose in parallelo.

Facevo caso pochi giorni fa in autostrada che non si vede quasi più nessuno che guida e basta. Tra poco vedremo persone che si fanno la barba mentre guidano. Siamo talmente ossessionati da questo multitasking che abbiamo perso veramente una sorta di razionalità che ci dovrebbe guidare/suggerire “attenzione che questo compito è abbastanza difficile. È bene che tu abbia la tua totale attenzione dedicata a questo”.

Ma c’ è un ulteriore aspetto che vorrei sottolineare.

Tutti si lamentano di non avere tempo. La prima cosa che tutti dicono, anche quando provi a suggerire di fare attività fisica, o di introdurre la meditazione o di scrivere il diario, tutti dicono che non hanno tempo.

Ma è vero che non abbiamo tempo? Io non credo assolutamente che sia così. Il tempo che abbiamo a disposizione è solo il riflesso delle priorità che ci siamo dati. E non è vero che abbiamo poco tempo, è che ci prefiggiamo di fare troppe cose nel tempo che abbiamo. Attenzione che la differenza qui è sostanziale: non è che manca il tempo, è che se tu ti prefiggi di fare 400 cose in un determinato tempo, la percezione che avrai è che il tempo manca, ma non è il tempo che manca, è che hai inserito troppe cose in un tuo teorico programma di lavoro.

Una cosa che tutti amano e che secondo me da un certo punto di vista è addirittura controproducente è la famosa lista delle cose da fare, perché la lista delle cose da fare, essendo una cosa teorica, rischia di essere assolutamente sovrabbondante di cose che non sono prioritarie, ma che una volta che appaiono nella lista finiscono con l'essere introdotte nel programma giornaliero. Così facendo appunto diventa un programma impossibile, che è destinato a fallire.

Allora l'invito che voglio farti è passare dalla lista delle cose da fare al "principio di Pareto". Pareto, economista italiano e molto noto nel mondo del marketing, dice una cosa intuitiva molto semplice. Dice infatti che il 20% delle cause provoca un 80% degli effetti.

Cosa significa questo? Significa che devi fare solo le cose che contano davvero e che, per riuscire ad avere un'alta prestazione, l'arte e la scienza dell'altra prestazione, sono proprio legate a quanto la persona è capace di individuare e di concentrarsi solo su quelle poche cose che contano. E uno dirà "eh sì, ma non sono poche quelle che contano”. No, sono sempre poche quelle che contano, perché esiste il principio di Pareto.

Se tu sei capace di identificare quelle poche cose che creano a cascata tanti effetti, allora la tua lista delle cose da fare sarà ridotta e diventerà fattibile, perchè attenzione, quando la lista delle cose è pianificata in modo totalmente sbagliato, purtroppo finisce soltanto con il favorire il fallimento e la procrastinazione.

Perché nel momento in cui la lista che ti trovi davanti è assolutamente sovrabbondante di cose, beh voglio dire è quasi una condanna al fallimento. Quindi, una delle strategie da adottare più intelligenti, semplice ed intuitiva (e una volta che l'hai applicata è rivoluzionaria per la tua vita) è capire che meno vuol dire meglio. Capire che il multitasking è una farsa, che non sta portando alcun vantaggio a nessuno e che chi è veramente vittima del multitasking è schiavo dei compiti che deve fare. Perchè in realtà non sta dedicando attenzione a nessuno di essi e li sta probabilmente facendo tutti piuttosto male e non riesce ad orientarsi, diciamo con una scelta razionale, per trovare la singola cosa che fa la differenza.

Ora, dire la singola potrà essere un’esagerazione, magari non sarà mai una singola cosa nel tuo ambito, nella tua sfera lavorativa o nella tua sfera della prestazione, ma certamente fare lo sforzo di identificare quali sono quelle cose fondamentali e ricordarsi sempre che meno è meglio, è una delle strategie più potenti per raggiungere i propri obiettivi.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging

 

 

 

SCOPRI IL BLOG: www.filippo-ongaro.it

Dr. Ongaro® è un marchio registrato
Inner Freedom SA I Human Health & Performance
Via S. Balestra 18 | 6900 Lugano I Switzerland Bandiera Svizzera

 
 

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