I segreti della neuroplasticità: come il nostro cervello si adatta e cresce

I segreti della neuroplasticità

In medicina e in biologia siamo stati formati sulla base di alcune idee vecchie e imprecise: quello che è scritto nel DNA è ciò che determina il nostro destino e il cervello non può rigenerarsi e ripararsi e dunque, dopo la fine dello sviluppo, può solo regredire.

I tratta di dogmi che ci sono stati insegnati, ma che oggi la scienza ha definitivamente smentito.

Questa evoluzione del sapere apre a nuovi e affascinanti scenari. Oggi diventa chiaro che nulla in natura è statico e predefinito e che ogni organismo vivente continua ad adattarsi durante la sua vita alle circostanze e agli stimoli che provengono dall’esterno.

Del resto come ci si poteva spiegare l'adattamento di un atleta e il suo miglioramento continuo con il modello di un organismo statico e predefinito? O ancora, come giustificare i progressi continui di musicisti o grandi scienziati? Spesso si tirava in ballo il talento, qualcosa di indefinibile e quasi magico che una persona ha ed un'altra no.

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La nuova idea di un organismo altamente adattabile e plastico rende superfluo ricorrere al concetto di talento. Quello che conta è l'esposizione agli stimoli e chi si espone in modo più specifico e per più tempo vince.

i segreti della neuroplasticita

Per anni si pensava che i brasiliani avessero un talento particolare per il calcio. In realtà le loro più spiccate capacità derivano dal fatto che giocano moltissimo di più, fin da piccolissimi, a pallone.

Nel caso specifico del cervello, gli adattamenti agli stimoli avvengono per lo meno in due modalità interconnesse:

    1. A livello anatomico e strutturale: è possibile ottimizzare i processi di protezione e rigenerazione neuronale intervenendo sui 4 Fondamenti della Salute. Nutrizione corretta, integrazione alimentare con specifici nutrienti come gli omega 3, allenamento fisico con rilascio di sostanze che favoriscono la riparazione dei neuroni (BNDF) e gestione dello stress, sono tutti fattori fondamentali per proteggere il cervello, il nostro organo più delicato. Questi stimoli agiscono sull'anatomia del cervello da cui dipende la sua capacità funzionale.

    2. A livello funzionale ed operativo: l'esposizione costante ad una pratica deliberata porta nel tempo a migliorare la prestazione in quella specifica attività e perfino a cambiare il carattere. Questi cambiamenti sono permessi dal processo di adattamento a livello neurologico, ma sono indotti dagli stimoli stessi e dalla loro costante richiesta di miglioramento.

Oggi sappiamo che il carattere è il risultato stabile delle abitudini acquisite attraverso una serie di pratiche deliberate, giuste o errate che siano.

Non si tratta di qualcosa di congenito o immutabile.

Se sei pigro non è perché sei nato così, ma perché sei diventato così. Se inizi ad adottare abitudini diverse il risultato sarà di trasformare il tuo carattere e di rendere facile ed automatico ciò che ti risultava difficile e complesso.

Da un mondo di certezze statiche siamo entrati in uno fatto di possibilità e adattamento.

Tutto dipende dalle nostre scelte. Questo può anche spaventare, per lo meno fino a quando non ti accorgi che puoi usare questa libertà per crearti un futuro migliore.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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