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Età anagrafica - Età biologica

Due persone che nascono nello stesso istante non invecchiano alla medesima velocità, sebbene il tempo trascorso dalla loro nascita sia esattamente lo stesso.

Perché allora certe persone vengono descritte come “più giovani di quello che sono” mentre altre sembrano “portare male gli anni”?

Per spiegare questo fenomeno dobbiamo distinguere l’età anagrafica da quella biologica.

Scoprirai che non è il tempo la causa dell’invecchiamento!

Nel video di oggi infatti imparerai: - le differenze che ci sono tra età anagrafica e biologica - come si valuta l’età biologica di una persona - come si combatte l’invecchiamento biologico - e molto altro.

Nella nostra società purtroppo manca un modello di invecchiamento.

Se ci pensi è normale che sia così, o per lo meno che lo sia stato fino ad oggi.

La natura ci ha infatti programmati per essere nel pieno delle nostre forze solo fino al periodo della riproduzione.

Superato infatti il punto di massima forma fisiologica e riproduttiva, diventiamo meno utili dal punto di vista biologico ed evolutivo e per questo motivo il nostro corpo inizia una lenta ma inesorabile degradazione.

Fino ad oggi ci siamo accontentati di allungare la nostra vita pur pagandone le conseguenze sul piano della salute e della capacità funzionale.

Oggi però i bisogni più profondi sono cambiati e ognuno di noi desidera non solo vivere più a lungo, ma soprattutto vivere a pieno, al meglio della propria salute fino alla fine.

Buona visione!

Ps:

L’invecchiamento anagrafico non può essere rallentato, ne sono quasi certo :-) ma nel video di oggi scoprirai che anche il passare degli anni diventa relativo quando sei in grado di influenzare e controllare la tua età biologica. È tutto nelle tue mani!

Trascrizione del video

Benvenuto a questo nuovo episodio che è tutto dedicato a un concetto che è molto molto importante e poco conosciuto: la differenza tra età anagrafica ed età biologica.

Molto spesso quando incontriamo qualcuno che ha un bell'aspetto gli diciamo che bene che porti gli anni, beh in realtà questa frase non ha molto senso. Cosa vuol dire portare gli anni bene? Dovremmo capire che non è un giudizio qualitativo quello che stiamo dando, ma veramente un giudizio quantitativo, cioè la persona a cui diciamo porti gli anni bene è una persona che in realtà è invecchiata meno di un'altra della stessa età.

E questa è proprio la differenza tra il concetto di età anagrafica e di età biologica, cioè due persone che sono nate esattamente nello stesso giorno invecchiano effettivamente a velocità diverse a seconda della vita che fanno e dello stile di vita che adottano. Addirittura pensa che questo è vero per i gemelli; i gemelli, anche identici, quindi nati non solo nello stesso giorno, dello stesso anno, ma con lo stesso DNA, se si espongono a stimoli diversi e adottano uno stile di vita completamente differente invecchiano a velocità differente.

Dunque l'età anagrafica è quella che ci dice effettivamente "quanti anni hai", ma l'età biologica è quella che ci dice "quanto bene funzioni" e dunque c'è una differenza importante tra il concetto di età inteso come "anni passati" e il concetto di età inteso come "funzionalità persa”,  perché sappiamo che il passare del tempo non cambia, la velocità di invecchiamento non cambia, però è straordinario pensare come in tutta la prima parte della vita, diciamo fino all'età del giovane adulto, questo passare del tempo ha un effetto completamente opposto rispetto al passare del tempo negli anni successivi della vita. I 10 anni per esempio dall'età di 10 anni all'età di 20, beh hanno delle caratteristiche molto diverse da 10 anni che caratterizzano l'età dai 50 ai 60 o dai 60 ai 70, eppure sono sempre 10 anni che sono passati.

Quindi non è il tempo come spesso noi pensiamo la causa di ciò che accade, ma è qualcosa che sta all'interno di noi stessi, nel senso che nella prima parte della vita siamo programmati alla crescita, alla riparazione tessutale, all'ottimizzazione della funzionalità per arrivare (e questo è un compito evolutivamente fondamentale) all'età riproduttiva al meglio della nostra condizione fisica. Questo era l'obiettivo previsto dalla natura.

Tutto ciò che accade in una fase invece più tardiva dipende in realtà dal fatto che manca un programma biologico che ci protegga, e voglio che questo sia un concetto che ti è molto chiaro; cioè nel nostro DNA ci sta scritto che noi dobbiamo arrivare al picco della nostra salute attorno all’età della riproduzione, non c’è scritto che dobbiamo arrivare ai 60, 70, 80, 90 anni e tantomeno c'è scritto come dobbiamo arrivarci.

Questo se ci pensi è logico; il programma evolutivo che è stato selezionato nel corso della nostra storia prevede di portarti all'età della riproduzione. Quello che succede successivamente non è una conseguenza di un programma, ma piuttosto la conseguenza della civilizzazione e il fatto che non viviamo più nella natura selvaggia ci permette di compensare i decadimenti funzionali attraverso tanti presidi: la tecnologia, la medicina, la chirurgia, i vestiti che ci proteggono dal freddo, la casa, tantissimo di quello che ci siamo costruiti attorno ci protegge dalle insidie della natura e ci permette, quindi, di arrivare ad un'età più avanzata. Però, ci permette di arrivare a un età più avanzata, ma non permette (almeno che non facciamo qualcosa di concreto) di evitare questo lento ma costante degradamento dell’organismo.

Ecco la velocità di questo degradamento esprime effettivamente l'età biologica di una persona, cioè io posso avere 40 anni 50 anni ma avere l'età biologica di un 50enne oppure posso avere 40 anni e l'età biologica di un 30enne.

Molto di questo, se non tutto, dipende dallo stile di vita che ho adottato. Ho fatto sport, ho mangiato in maniera corretta, ho utilizzato l'integrazione alimentare corretta, ho dato spazio a delle tecniche di rilassamento che mi hanno permesso di gestire la mia sfera emotiva e mentale, i famosi quattro fondamenti di una vita sana di cui ti ho parlato molte altre volte.  Ecco che avrò regolato la mia epigenetica in un modo tale da rallentare l'effetto che il passaggio del tempo ha sul mio organismo, e quindi essere in grado di esprimere un’età biologica più bassa.

Da molto tempo gli scienziati cercano di misurare l'età biologica, esistono dei sistemi per farlo, esistono dei metodi che possono portarci a derivare l'età biologica da una serie di parametri che possono essere biochimici, in parte genetici, esistono anche dei test funzionali per farlo, alcuni di questi anche validati con delle ricerche scientifiche piuttosto solide. Tuttavia è anche vero che non abbiamo mai sviluppato un vero consenso su come esattamente catturare il concetto di età biologica per esprimere a una persona un numero punto e dire "guarda tu hai 60 anni ma la tua età biologica è 40”.

Ci si può avvicinare,  ma non è dal mio punto di vista una cosa così precisa da avere delle assolute garanzie.

Io mi sono orientato di più a una valutazione complessiva della funzionalità della persona, cioè quanto bene funziona, quanto bene regge lo sport, quanto bene ci vede, ci sente, quanto bene funziona il tratto gastrointestinale, quanto bene funziona la gestione dello stress:  molto di quello che facciamo nei nostri check-up è finalizzato tutto sommato a capire lo stato di prestazione e salute di una persona e dunque l'età biologica e costruire per questo una forma di protezione che aumenti le capacità dell'organismo di contrastare il passaggio del tempo.

Allora quello che è importante capire in questo contesto è che l'età anagrafica è fuori dal nostro controllo, l'età biologica non lo è, e se riusciamo a creare un meccanismo di intervento sulla nostra epigenetica attraverso i 4 fondamenti di una vita sana, per esempio, certamente avremo un beneficio nella velocità con cui la nostra età biologica effettivamente avanza.

Dunque, torno a ricordarti che alla fine la scelta dipende da te e in questo campo, come in molti altri campi di cui ti parlo, ricordati sempre che puoi accettare la situazione, fare la vittima, lamentarti del tempo che passa, dire che è così e non c'è niente da fare, oppure rimboccarti le maniche e capire che attraverso una strategia intelligente non potrai vivere per sempre, non potrai essere eternamente giovane, ma potrai provare ad arrivare più forte fino alla fine.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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