Stai dando il meglio di te?

È facile puntare il dito verso gli altri. Trovare sempre un modo per dare la colpa a qualcuno, tirarsi fuori e illudersi di non avere ruolo attivo quando le cose non vanno bene.

È altrettanto facile per molte persone prendersi invece tutto il merito quando qualcosa va nella direzione giusta. Ci si concentra sui risultati e quando questi ci piacciono allora tendiamo ad assumercene la paternità, quando invece non ci aggradano scarichiamo la colpa su qualche capro espiatorio.

Questo focalizzarsi sui risultati, e a posteriori determinare chi gli ha causati, rende difficili le nostre relazioni con gli altri e scarsa la nostra prestazione.

Facciamo un esempio di una persona che voglia perdere peso. Se i risultati arrivano, sarà pronta a dire che è stata brava, disciplinata e si sentirà orgogliosa, ma difficilmente analizzerà a fondo cosa è accaduto. Se invece qualcosa va storto, nella maggior parte dei casi, emergeranno degli alibi e dei cosiddetti "problemi sicuri". Questi sono definiti come problemi a cui restiamo ancorati quasi come se ci dessero sicurezza. In questo caso la persona potrebbe per esempio dire "ho il metabolismo lento", "ci sono state le feste" o anche "sono pigro e non riesco a fare esercizio".

Sono problemi che in realtà tendiamo a non voler superare perché ci identifichiamo con essi, sono parte della nostra identità e di ciò che gli altri riconoscono di noi. Sono anche parte della nostra comfort zone e superarli vorrebbe dire uscire allo scoperto e doversi occupare dei veri problemi sottostanti.

Nel caso del sovrappeso a volte alla base ci sono un cattivo rapporto con se stessi e un generale senso di insoddisfazione.

I "problemi sicuri" sono quelli che non si risolvono mai e quindi sono piuttosto facili da identificare. Se una persona per tutta la vita passa da una dieta all'altra, vuol dire che l'essere sovrappeso e lo stare a dieta sono diventati "problemi sicuri".

La domanda giusta da farsi, sempre, di fronte a qualsiasi tipo di difficoltà, ostacolo, frizione o anche successo è: "Sto dando il meglio di me?".

Questa domanda è tanto semplice quanto potente ed è grado, in un istante, di cambiare la nostra prospettiva su qualsiasi tipo di problema o evento.

Chiederti se stai dando il massimo è anche un modo per affrontare gli alibi e i finti problemi e andare diritto al nocciolo della questione, senza paura. È un modo per mettere un freno a discussioni che stanno degenerando, a reazioni spropositate e a nervosismi inutili.

È la domanda che si può fare una mamma quando reagisce in malo modo nei confronti dei figli, un manager quando tratta male i suoi dipendenti, una persona bloccata nel traffico che sta per avere una crisi isterica, un adolescente che contraddice a tutti i costi i genitori o gli insegnanti, uno sportivo durante una prestazione che sta andando male.

È anche la domanda giusta da farsi davanti ad un successo, per goderselo a pieno oppure per comprendere, che la prossima volta, si può fare ancora meglio.

Dare il meglio di te è fondamentale per percepire soddisfazione e appagamento dalla tua vita.  È  un aspetto centrale nella qualità dei tuoi rapporti con gli altri e nella gestione di te stesso anche in termini di salute.

Dare sempre il meglio è il collante che lega in qualche modo le variabili fondamentali del vivere a pieno. Non accontentarti di una vita a metà.

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Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Health coach, giornalista e scrittore

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