Vieni con me? Il 2017 è alle porte.

Editoriale dicembre 2016

Qualcuno ti ha mai detto che sei come il sole che sbuca tra le nuvole per scaldare la terra? Che sei come il vento che crea le onde del mare? Che sei come le note che compongono una melodia? Quanti nella tua vita hanno riconosciuto che tu hai un ruolo speciale per loro e più in generale per il mondo intero?

Magari sei tra coloro a cui questo non è mai successo oppure a cui accade sempre troppo di rado e quindi sei una delle tante persone condizionate a pensare che ad essere speciali siano solo gli altri, come se fossero costruiti con un materiale speciale che permette loro di essere sempre brillanti e mai opachi.

Ma invece di concentrarti sugli altri rifletti un attimo su te stesso. Prova a chiederti come mai le persone non ti considerano speciale, come mai non ti ritengono meritevole di frasi poetiche o nemmeno di un semplice grazie.

È solo colpa del menefreghismo o forse tu non hai dato agli altri modo di arrivare a tanto perché sei il primo a non crederci? Sei sicuro di non trasmettere all'esterno quei dubbi e quei vuoti che senti all’interno?

Io ritengo che per vivere la vita a pieno sia necessario scoprire in che modo possiamo contribuire a rendere il mondo un posto migliore e sviluppare le azioni concrete che ci portano in quella direzione. Per fare questo ci vuole una grande capacità di autoanalisi, dobbiamo essere in grado di capire in che cosa siamo speciali per poter scommettere in modo deciso e senza titubanze su quello. È la scomparsa delle incertezze su chi siamo e su cosa siamo capaci di fare che permette di trasmettere armonia, sicurezza, carisma e gioia agli altri.

Io sono stato fortunato. Molte delle scelte che ho fatto nella vita sono state interpretate da altri come difficili e audaci. Eppure a me sono venute in modo spontaneo, quasi sempre senza alcuna fatica.

Credo che la ragione stia proprio nel fatto che sono sempre stato, fin da piccolo, molto consapevole di me stesso. Ho sempre avuto chiaro in mente cosa mi piaceva e cosa no, cosa volevo e cosa rifiutavo e non mi sono mai posto troppi problemi se manifestarlo o meno agli altri.

 

Essere consapevole dei propri bisogni, delle proprie qualità e certamente anche dei propri difetti è di grande aiuto nella vita. Anzi forse è il requisito essenziale per dare una direzione e un corso concreto alla propria esistenza.

 

Raramente sono rimasto bloccato da un’indecisione, non perché sono un eroe ma semplicemente perché percepivo bene e con facilità che conseguenze emotive avrebbe indotto in me ogni specifica decisione. In altre parole ho sviluppato una comunicazione di buona qualità con i livelli più profondi della mia personalità, quelli dove si manifestano i nostri veri desideri.

Essere consapevole dei propri bisogni, delle proprie qualità e certamente anche dei propri difetti è di grande aiuto nella vita. Anzi forse è il requisito essenziale per dare una direzione e un corso concreto alla propria esistenza.

Assieme alla consapevolezza, un'altra caratteristica che mi ha dato una grossa mano è il possedere una fanatica e quasi maniacale attenzione all'esecuzione, all'azione rispetto alla teoria.

Fin da piccolo la mia passione è stata il fare. Non mi sono mai bloccato davanti alla necessità di agire e quando mi sono accorto, strada facendo, di non avere competenze sufficienti per andare avanti, me le sono andate a cercare un passo alla volta.

Quindi, per concludere l'anno su di tono e sempre motivati a dare vita alla migliore versione di noi stessi, prendiamo in considerazione questi due aspetti fondamentali.

1) Auto-consapevolezza: la capacità di andare alla scoperta delle nostre necessità più profonde e delle nostre capacità. Una corretta comunicazione con noi stessi permette di creare quell'immagine coerente e armoniosa che gli altri apprezzano e amano.

2) Esecuzione: qualsiasi idea, progetto, intento vale poco se non diventa un'azione concreta. La cosa che conta di più nella vita è l'esecuzione, ossia il fare. Questo non significa  che pianificare non conti, anzi. Ma occorre pianificare azioni e non parole, fatti e non teorie. E il piano va poi adattato sulla base dei risultati prodotti da ogni tua singola azione.

Il 2016 si sta concludendo. Spero sia stato un anno di grande crescita per te come lo è stato per me. Un anno ricco di emozioni e se qualcuna di queste è stata negativa, non importa. Serve anche questo per maturare e diventare più forti.

Io dal canto mio sono poco propenso a pensare al passato. Sono concentrato sull'oggi ma tengo un occhio curioso proiettato verso il 2017 e a tutti i fantastici gradini che mi proporrà di salire per arrivare a vedere la mia vita da un po' più alto. Sei pronto a venire con me?

Archivio editoriali

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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