Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro

Editoriali

Da cosa dipende la tua motivazione?

Verso la fine del 1999 sono partito per la Germania senza sapere una parola di tedesco e con poche certezze su cosa avrei fatto e su quanto sarei rimasto. Mi ero laureato in medicina ed avevo vinto il concorso per entrare nella scuola di specializzazione in medicina dello sport. Ero sempre stato interessato al miglioramento della prestazione umana e quindi ero riuscito a seguire con successo i miei interessi.

Eppure mi resi conto che il mondo universitario mi stava stretto. Avevo passato già troppi anni in quella città attorniato dalle comode sicurezze di amici di lunga data, di luoghi familiari e di giornate scandite da routine ripetitive. Sentivo che una voce dal profondo mi chiamava e mi diceva di staccare e ripartire.

PER APPROFONDIRE: Ecco perché cambiare è possibile

Approdai così alla Scuola Superiore dello Sport di Colonia, un vero e proprio centro di eccellenza per la scienza dello sport. Da lì iniziai a collaborare con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che poco dopo mi assunse come medico d'equipaggio. Passai all'ESA sette anni bellissimi, pieni di avventura, esperienze e conoscenza, frequentando i migliori centri di ricerca al mondo.

Ad un certo punto, grazie ai lunghi periodi che passavo negli USA, mi resi conto della crescita di un'area della scienza biomedica che veniva chiamata medicina antiaging. Nel mio lavoro con gli astronauti mi occupavo da anni di prevenire l'invecchiamento accelerato che li colpisce e quindi mi pareva naturale scoprire quella medicina che si prefiggeva di rallentare il processo di invecchiamento.

Così diventai il primo italiano e uno dei primissimi europei ad ottenere la board certification in medicina antiaging e il diploma in medicina funzionale negli USA.

Nel frattempo avevo conosciuto Sonja che era arrivata nel nostro team all'ESA come psicologa e coach. Così iniziammo un percorso di sviluppo personale e professionale che ci portò a fondere i nostri approcci per dare vita ad un metodo psico-fisiologico di affrontare il potenziamento della salute e il miglioramento della prestazione.

Mano a mano che si evolveva il  mio approccio anche il mondo dello spazio, come era successo prima con quello universitario, iniziava a starmi stretto. Per quanto affascinante fosse, avevo l'impressione di aver imparato tutto ciò che potevo imparare.

Nonostante fosse appena nato nostro figlio, Sonja ed io scegliemmo di fare un altro salto: lasciare l'ESA e avviare un nostro progetto nell'ambito della medicina preventiva e antiaging. Fu un grosso rischio, ma grazie all'aiuto di alcuni imprenditori lungimiranti e del nostro durissimo lavoro, avviammo quello che fu il primo e forse unico centro di medicina antiaging in Italia.

Sonja ed io lavorammo per circa 9 anni molto intensamente con migliaia di pazienti, una vera e propria scuola per comprendere non solo i problemi dell'organismo che invecchia, ma soprattuto quelli dell'animo umano che spesso sono l'ostacolo maggiore da superare.

In  quegli anni arrivarono il successo dei miei libri, articoli di moltissimi giornali, la radio, la televisione e una lunga serie di interventi dal vivo. Con il passare del tempo ancora una volta sembrava crescere in me la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era possibile in questa dimensione. In fondo avevo fatto due grandi esperienze come medico: primo diventare medico degli astronauti, cosa non proprio comune,  e poi essere stato un pioniere nel lanciare, diffondere e praticare a 360 gradi una nuova disciplina.

Sentivo che c'era qualcos'altro che mi chiamava. Il contatto con il grande pubblico mi aveva convinto che, per rimanere sane, le persone, prima ancora di un medico, avevano bisogno di un mentore, di una guida, di un educatore capace di trasferire loro con serietà le nozioni basilari per curare se stessi, sul piano organico e su quello emotivo. Invece di essere vincolato ad un rapporto uno ad uno, come accade in ambulatorio, potevo usare la mia notorietà per influenzare centinaia di migliaia o magari milioni di persone.

Così Sonja ed io, prendemmo l'ennesima decisione coraggiosa: lasciare la pratica clinica e fondare una nuova azienda dedicata ad educare le persone a stare bene e a vivere a pieno. Anche in questo caso, come era successo in passato, gli incontri personali e i rapporti con partner strategici furono fondamentali a permettere tale scelta.

Ed eccomi qui oggi alle prese con una nuova avventura. Rimango un medico, ma sono diventato coach, formandomi con i migliori speaker internazionali e imprenditori creando, in pochissimo tempo, una realtà unica nel panorama della formazione.

Anche se non considero per nulla il mio percorso finito e mi auguro di avviare ancora molti cambiamenti, alla soglia dei cinquant'anni posso iniziare a fare qualche riflessione sul lavoro fino a qui svolto. Mi ero sempre visto come un ragazzo in cerca della sua occasione e ora mi accorgo di essere l'uomo che dà occasioni a giovani ragazzi di talento.

Il tempo passa e la cosa che conta di più è comprendere le lezioni che la vita ti regala. Posso sicuramente considerarmi una persona di successo secondo i canoni sociali classici. Mi interessa molto poco questo, ma so di aver sfruttato al meglio la mia formazione e le mie esperienze, sono diventato piuttosto noto e faccio quello che amo fare.

Ma nulla di tutto ciò mi avrebbe portato felicità se non avessi trasformato la mia motivazione interna. Questo è avvenuto vivendo una vera e propria evoluzione dei miei bisogni più profondi perché è solo la soddisfazione dei propri bisogni che genera la motivazione all'azione. Le ragioni che ti spingono a fare qualcosa determinano il tuo grado di felicità molto di più degli obiettivi che raggiungi. E le ragioni sbagliate sono il limite principale che non permette a molti di uscire dalla mediocrità. Ogni trasformazione di vita parte da un cambiamento a livello della soddisfazione dei propri bisogni. Se rileggo la mia scala dei bisogni oggi, capisco ogni fase della mia vita e da dove derivava la mia motivazione:

1. Bisogno di sicurezza: questa è la mia fase dell'adolescenza in cui provavo a trovare la mia dimensione e colmare le mie insicurezze creandomi un corpo forte e atletico. Molti rimangono intrappolati in questa dimensione per sempre e cercano sicurezza nel lavoro, nella casa, nelle routine rassicuranti o magari nei loro muscoli.

2. Bisogno di varietà: questa è la mia fase dell'università in cui cercavo stimoli nuovi, cambiamenti continui che mi permettessero di tollerare le lunghe ore di studio. Qui si rischia di rimanere vittima di feste, rapporti superficiali, mancanza di una direzione a lungo termine. Si rischia di non costruire nulla perché troppo impegnati a distruggere la propria routine.

3. Bisogno di significato:  questa è la mia fase di giovane uomo adulto, una fase in cui ho iniziato a guadagnare e quindi cresceva in me il desiderio di mostrare il mio successo. Questa fase può durare una vita intera rendendo la persona vittima del suo desiderio di impressionare gli altri. Per essere certo di uscire definitivamente da questa fase ho venduto una Maserati che avevo conquistato con grande fatica e che ritenevo un simbolo del mio successo. Occorre decidere se vivi per te stesso o per sentirti importante alla luce degli altri.

 4. Bisogno di amore: il bisogno di amore mi ha sempre accompagnato. Nelle fasi in cui prevaleva la ricerca di varietà il bisogno di amare ed essere amato veniva messo in secondo piano rispetto all'emozione della conquista. Ma da quando ho conosciuto Sonja ho avuto la possibilità di costruire qualcosa di speciale che ho protetto con tutta la mia forza.

5. Bisogno di crescita: anche questo mi ha sempre caratterizzato, ma veniva messo in secondo piano rispetto al bisogno di significato. In questo modo la spinta motivazionale era sempre assoggettata alla possibilità di impressionare qualcuno. Quando invece sei motivato dalla tua crescita, ti interessa solo la tua risposta interiore e non tanto il risultato visibile agli altri.

6. Bisogno di contributo: negli ultimi anni ho scoperto che dare conta molto di più di ricevere. Fino a qualche anno fa mi sembrava impossibile poter dare perché non valorizzavo abbastanza quello che avevo. Ora penso che ognuno di noi può dare e che se questa diventa la vera motivazione raggiungeremo così un nuovo e più alto livello di soddisfazione.

PER APPROFONDIRE: La bellezza del dare

Da tutto questo ho tratto alcune lezioni che formano i principi attorno ai quali voglio costruire la mia vita nel futuro e dai quali voglio trarre la motivazione a fare sempre meglio:

1. Non basta un rapido successo per definire chi sei

2. Non devi dimenticarti mai di chi ti ha aiutato

3. La motivazione con cui parti è bene che non sia quella con cui arrivi

4. Conquistare può portare al successo, ma dare agli altri crea appagamento

5. Il successo senza appagamento è la peggiore tragedia

6. Quello che sta sotto la tua motivazione è ciò che definisce la soddisfazione che raggiungerai

La vita è crescita e trasformazione continua. Chi non capisce questo si fossilizza in una fase, in genere quella iniziale, pensando che sia l'unica e si priva della possibilità di scoprire la migliore versione di se stesso.

Io sono fortunato. Se fossi rimasto quello che ero, sarei finito con il non piacermi, indipendentemente dai successi raggiunti.

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Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging

 

 

 

SCOPRI IL BLOG: www.filippo-ongaro.it

Dr. Ongaro® è un marchio registrato
Inner Freedom SA I Human Health & Performance
Via S. Balestra 18 | 6900 Lugano I Switzerland Bandiera Svizzera

 
 

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Il Dr. Filippo Ongaro è l'ex medico degli astronauti e il primo medico
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