Cosa ostacola davvero la messa in pratica di una sana alimentazione?

Cosa ostacola davvero la messa in pratica di una sana alimentazione?

Ho detto molte volte che il 90% delle persone che segue una dieta a distanza di 12 mesi ha più chili di prima. Un’industria che ha il 90% di fallimenti sarebbe scomparsa decadi fa se non fosse che continua a venderci sogni e che noi continuiamo a cascarci. Infatti ci piace pensare che il problema dilagante del sovrappeso sia una questione alimentare, ma prima o poi dovremmo rassegnarci all'idea che si tratta invece del tutto di una questione mentale.

Certo, mangiamo troppo, abusiamo di dolci e carboidrati di ogni genere e siamo sedentari ma questo lo sappiamo tutti. Così come tutti noi sappiamo bene che un piatto di insalata ci fa meglio di un piatto di patatine fritte. E allora perché ci è così difficile agire in modo corretto se abbiamo le conoscenze per farlo? Perché seguiamo una dieta per un po' ma poi torniamo a mangiare come prima se non peggio per compensare i mesi di sofferenza?

La risposta è appunto che il problema non è alimentare ma mentale.

Quello che è accaduto a partire dalla rivoluzione industriale e in particolare dagli anni sessanta ad oggi è che sono arrivate sulle nostre tavole tonnellate di alimenti industriali ricchissimi di zuccheri, grassi, sale e altre sostanze capaci di dare un piacere nuovo e inatteso al consumatore rispetto ad alimenti tradizionali e più naturali. Ma questi nuovi cibi sono capaci anche di sovvertire piano piano la nostra salute e ancora prima i nostri comportamenti.

Usare con moderazione alimenti irresistibili

Detto in parole semplici non si può chiedere al consumatore di resistere e usare in moderazioni alimenti che sono prodotti per essere del tutto irresistibili.

È chiaro che suggerire a un bambino di mangiare una patatina fritta alla settimana gli sembrerà folle! Quando apre il pacchetto è indotto dall'alimento stesso a divorarlo.

Questi alimenti lavorano sulle nostre debolezze neuro-psicologiche, sfruttano naturali tendenze a cercare alimenti calorici e buoni, ma le esasperano all'ennesima potenza facendoci perdere completamente il controllo del meccanismo.

 

 

In un ecosistema così ricco di trappole alimentari l'intero rapporto con il cibo viene compromesso. Così si passa dal mangiare per vivere al vivere per mangiare, cercando cioè nel cibo un compenso a stress, dispiaceri, stanchezza, solitudine, voglia di divertimento, per citarne solo alcuni.

Ecco perché seguire un regime alimentare sano appare a molti così difficile se non impossibile. Non perché lo sia sul piano metabolico, ma perché lo è sul piano comportamentale. La mente di queste persone li porta costantemente altrove, in territori lontani dalla dieta e dalla salute, verso aree emotive in cui il cibo rappresenta una forma intensa di comfort senza la quale la vita appare del tutto grigia e vuota.

Fino a quando non si lavora su questi aspetti, una dieta, come generalmente viene intesa, non produrrà mai il risultato atteso a lungo termine.

 

 

Occorre ripartire dalla mente e dalle emozioni, perché una volta messo ordine a quel livello, seguire un corretto regime di vita ci sembrerà un compito per i bambini delle elementari. Ecco spiegato come mai quello che sembra così impossibile per alcuni risulta in genere invece molto facile per altri. Non sono degli eroi. Hanno solo messo a posto alcuni tasselli fondamentali della loro vita emotiva, compito non facile ma nemmeno impossibile.

 

Ci piace pensare che il problema dilagante del sovrappeso sia una questione alimentare, ma prima o poi dovremmo rassegnarci all'idea che si tratta invece del tutto di una questione mentale. 

 

Se questo articolo ti riguarda personalmente, prova a porti alcune domande:

1. Cosa rappresenta il cibo per me? Sicurezza, compenso alla solitudine, un calmante, una coccola, un compenso alla noia, un elemento anti-stress, sono possibili risposte.

2. Come posso ottenere quello che cerco nel cibo con altre fonti più idonee? Se sei stressato potresti imparare una tecnica di rilassamento invece di mangiare, se ti senti solo vuol dire che devi cambiare qualcosa nei tuoi rapporti, se è la noia che ti porta a eccedere puoi trovare altri fonti di divertimento.

3. Quali rapporti personali ostacolano il mio cambiamento di vita? Ci sono persone attorno a me che alimentano il mio desiderio di mangiare? Se così è, devi cercare di trasformarli in alleati a tutti i costi o, nella peggiore delle ipotesi, provare ad evitarli.

Il nostro rapporto con il cibo non è mai stato così complesso come oggi.

Dobbiamo semplificarlo se desideriamo trovare un nuovo equilibrio e per fare questo occorre smettere di caricare di eccessivi valori il mangiare.

Rapporto con il cibo

Attorno al cibo si è creata una retorica esagerata, esperti di ogni genere, blogger, trasmissioni televisive, una sorta di culto nei confronti dei cuochi o chef come amano farsi chiamare, centinaia di libri sull'argomento (sì, alcuni anche miei), un pellegrinaggio costante nei ristoranti di fama.

Tutte cose belle e apprezzabili che però poco hanno a che fare con un normale, pacato e sobrio rapporto con il cibo e con il piacere di masticare ciò che è veramente utile per il nostro organismo. Questo è quello che ci vuole per riprendere il controllo, senza nulla togliere a qualche eccezione di qualità di tanto in tanto.

Se vuoi entrare ancora più in profondità iscriviti al webinar gratuito I 5 falsi miti sulla perdita di peso dove scoprirai come ottenere di più dal cibo e dall’attività fisica.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Health coach, giornalista e scrittore

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