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Come recuperare le energie grazie al "power nap”

Oggi parliamo del "power nap" e di quanto sia importante concedersi il giusto recupero per il nostro benessere psico-fisico.

Pensaci un attimo, ormai siamo talmente abituati a lavorare dalla mattina alla sera senza sosta che non ci preoccupiamo neanche più delle conseguenze.

Il multi-tasking è diventato una consuetudine e lavoriamo anche quando dovremmo fare altro.

Tutto ciò perché non siamo in grado di staccare il cervello e recuperare davvero, con il rischio di incorrere in esaurimenti nervosi e depressione.

Ma come possiamo fare allora?

Guarda il video per scoprirlo!

Viviamo in un'epoca molto complessa, in cui il nostro cervello e il nostro sistema nervoso sono continuamente sovraccaricati di ansie e stress.

PER APPROFONDIRE: Troppo stress? 3 soluzioni per superarlo definitivamente

In un contesto del genere è fondamentale sapersi prendere le giuste pause e saper recuperare dalla stanchezza accumulata.

Ecco allora che il power nap può davvero fare la differenza.

Vuoi sapere come?

Buona visione!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Oggi voglio parlare di un concetto che è diventato abbastanza popolare negli ultimi anni, quello del “power nap” ossia di quello che mia nonna chiamava “pisolino”. Il concetto è quello di trovare il modo di rispettare un po' di più il nostro cervello.

Noi viviamo in un'epoca molto complessa, piena di opportunità, ma anche veramente molto complessa in cui il nostro sistema nervoso è sostanzialmente sovraccaricato in maniera quasi incessante per tutte le ore in cui siamo svegli. Ahimè, considerando le statistiche che riguardano l’insonnia, per molti anche le ore notturne e questo è un fenomeno nuovo, che non è mai accaduto nella storia evolutiva della nostra specie e di cui non conosciamo ancora del tutto l'impatto negativo che ha sulla salute, sul rischio di sviluppare patologie e anche molto più semplicemente sulla prestazione e sulla qualità della nostra vita.

Noi siamo troppo sovraccarichi e soprattutto per troppo tempo continuativamente. Se pensiamo ad una persona media che si sveglia alle 6:30 - 7:00 di mattina che dalle 8:00 - 8:15 fino a sera lavora incessantemente e che spesso si trova a lavorare anche indirettamente in altri momenti della giornata (dopo cena perché arriva la mail, alla pausa pranzo perché c'è la telefonata in corso). Ecco questa, che è la modalità di vita di tantissimi di noi, è una cosa che ha un impatto estremamente pesante sulla funzionalità del nostro cervello.

Ho parlato molte volte della difficoltà che il cervello ha a gestire più compiti in parallelo. Oggi sappiamo che il multitasking è una delle più grosse fregature della nostra società moderna, perché ci illudiamo di fare più cose assieme, ma in realtà stiamo facendo più cose male e questo è il vero problema. Ma anche se lasciassimo da parte il concetto di multitasking, l'accumulo di ore di lavoro e di più o meno efficace concentrazione porta il cervello veramente ad un limite. Un limite che ha un impatto anche sul tono dell’umore. Forse non c’è da stupirsi se così tante persone sono molto ansiose o tendono ad essere depresse. Forse è anche un fenomeno almeno parzialmente legato ad un livello di stanchezza profonda del nostro cervello perchè non diamo al cervello la possibilità di recupero.

Se dovessimo fare un'analogia potremmo dire che non c'è nessuno che per migliorare la sua forma fisica va avanti ad allenarsi 24 ore al giorno, perché non ce la farebbe. Il cervello ha una capacità di gestione dello sforzo molto più ampia, ma ciononostante è importante aprire gli occhi sulle difficoltà che effettivamente stanno emergendo dal livello di stanchezza. Quando ti si chiudono gli occhi davanti allo schermo del computer, quando sei agitato o nervoso e non capisci perché, quando fai fatica a concentrarti e hai la testa annebbiata, quando il tono dell'umore peggiora, quindi diventi rabbioso per niente, oppure completamente demotivato.

Quindi tutti questi piccoli segnali vanno veramente un po’ ascoltati.

Ora se dovessimo scegliere una soluzione (ovviamente non ce n'è una, ma ce ne sono varie e forse la più intelligente sarebbe quella di ridurre complessivamente l'esposizione a questo carico di lavoro) peraltro anche molto studiata e conosciuta nel mondo degli Astronauti che sono un po' l'apoteosi della vita moderna, perché certamente il lavoro dell'astronauta quando è sulla stazione spaziale ha queste caratteristiche di estrema intensità per di più in un ambiente che non è fisiologico.
Ecco se dovessimo scegliere una soluzione sarebbe proprio quella dell’interruzione con un power nap almeno a metà giornata.

L'ideale sarebbe quello di riuscire a fare delle micro pause ogni 60/90 minuti e per micro pause intendo veramente anche pochi istanti, ma sufficienti a staccare un attimo il cervello dai compiti che stiamo svolgendo per prendere una boccata d’aria, bere una sorsata d'acqua e poi ripartire.

PER APPROFONDIRE: Come ottimizzare la prestazione con le micro pause

Già questa interruzione se fossimo capaci di farla ogni 60/90 minuti avrebbe un'efficacia molto profonda. Ma se non possiamo fare questo, almeno a metà giornata dove tutti in genere possono ritagliarsi almeno qualche minuto per una pausa per mangiare, ecco aggiungere 10 minuti o 15 minuti di power nap, che vuol dire sostanzialmente rilassarsi in maniera profonda, stando seduti in ufficio o fuori, non occorre nemmeno stendersi o dormire.

Quello che sarebbe utile fare è sedersi in una posizione comoda, chiudere gli occhi e restare in una condizione di rilassamento per un po’ di minuti. Se dormiamo va bene, se non dormiamo comunque permettiamo al cervello un recupero.

Tra l'altro si sa che questo meccanismo del power nap anche solo per 15 minuti aumenta l'efficienza del nostro cervello di una percentuale molto significativa e addirittura è meglio che il power nap sia relativamente breve (15-20 minuti) per non correre il rischio di innescare un ciclo completo del sonno e risvegliarsi magari in una situazione invece più di difficoltà a riprendere la concentrazione.

Ecco l'invito che io faccio è di non trascurare le capacità del cervello. Il cervello è una macchina molto sofisticata, è come se fosse una macchina da Formula 1, non è un trattore. Cerchiamo di non trattare il cervello, che è una macchina da Formula 1, come un camion. Il rischio è veramente poi quello di avere una prestazione da camion; quando ci servirà davvero quello sprint e quella capacità di accelerazione, di andare più a fondo e di dare il massimo in quello che stiamo facendo, viene a mancare perché in realtà abbiamo creato un camion da un punto di partenza che era completamente diverso.

Serve un po' di rispetto per noi stessi e per le nostre capacità. Questo è quello che semplicemente basterebbe: conoscersi un po' di più, avere un po' più di rispetto e inserire delle pause, nella peggiore delle ipotesi almeno una a metà giornata, che permetta al cervello di recuperare e partire nel pomeriggio con nuove energie.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging

 

 

 

SCOPRI IL BLOG: www.filippo-ongaro.it

Dr. Ongaro® è un marchio registrato
Inner Freedom SA I Human Health & Performance
Via S. Balestra 18 | 6900 Lugano I Switzerland Bandiera Svizzera

 
 

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