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Come ottimizzare la prestazione con le micro pause

Se anche tu arrivi a casa la sera dopo una giornata di lavoro molto intensa e ti accorgi di essere senza energia e lucidità mentale perché non hai potuto prenderti nemmeno una pausa, allora ti farà molto piacere conoscere la semplice tecnica di cui ti parlo oggi.

Uno dei controsensi più gravi della nostra società è che per rimanere competitivi siamo costretti a mantenere costantemente un livello di concentrazione e attenzione molto alto, ma allo stesso tempo veniamo “bombardati” da decine di distrazioni, provenienti da ogni fonte possibile.

A lungo andare le conseguenze di una vita così frenetica e stressante possono diventare piuttosto gravi, senza considerare che un vortice di impegni simile diminuisce drasticamente la nostra produttività.

Per assurdo infatti, più ore lavori oltre la soglia di sopportazione accettata dal tuo organismo e meno sei in grado di produrre: 10 ore lavorative al tuo 40% valgono meno di 5 ore lavorative al tuo 90%.

In che cosa consiste quindi la soluzione per quelle persone che non possono “rallentare” la propria vita e prendersi degli archi di recupero ampi?

Nelle micro pause!

Dopo che avrai guardato il video avrai scoperto:

– che cosa sono le micro pause
– come attuare una strategia di micro pause giornaliere efficace
– ogni quanto praticare una micro pausa
– quali sono i benefici di riuscire a fermarsi, anche per un solo istante, e diventare consapevoli di ciò che stai facendo.

Come sai, mi occupo di “alta prestazione” da più di 15 anni e posso assicurarti che la maggior parte delle persone confonde questo concetto, aumentando gli sforzi lavorativi invece di ottimizzarli.

Ti spiego tutto nel video.

Buona visione!

 

Trascrizione del video

Oggi penso che sia chiaro a tutti che viviamo dei ritmi veramente frenetici: io spesso parlo con i miei pazienti e mi rendo conto che tantissime persone si svegliano la mattina presto e fino a quando non spengono la luce alla sera non hanno sostanzialmente fatto un’interruzione. Gente che lavora ore e ore in ufficio e poi sale in macchina e sta tutto il tempo che serve per tornare a casa al telefono, arriva a casa e ci sono tutta una serie di altre stimolazioni.
La maggior parte delle persone oggi è veramente sovraccarica di impegni e devo dire che il ritmo di questi impegni è tale da lasciare veramente poco spazio a qualsiasi forma di recupero o qualsiasi forma di consapevolezza del tipo cosa sto facendo io qui in questo momento?

Parlando con le persone che hanno una vita di questo tipo ti rendi quasi conto che vivono una sorta di vita automatizzata, non voglio dire robotizzata ma quasi, nel senso che tutto è scandito da questo ritmo frenetico dalla mattina alla sera e non c’è un attimo per perlomeno, non dico neanche a fare qualcosa di diverso, ma perlomeno per risvegliare quella consapevolezza e rendersi conto anche per un solo istante di chi sei, cosa stai facendo, dove sei in quello specifico momento.

Ecco in questo senso l’idea delle micro pause può essere molto utile. Perché micro? Micro perché so bene che è improponibile per la stragrande maggioranza delle persone fare veramente delle pause, cioè alzarsi dal tavolo di lavoro, andare a prendere una boccata d’aria, respirare a fondo. Magari un paio di volte nel corso della giornata questo è possibile, poi alcune persone purtroppo lo usano per le cose peggiori e invece di prendere una boccata d’aria tirano una boccata a una sigaretta e quindi ancora caricano l’organismo di qualcosa di negativo.

Mi rendo perfettamente conto che per la maggior parte delle persone una vera pausa può essere fatta piuttosto di rado nel corso della giornata lavorativa. Le micro pause solo un modo per permettere comunque un cambio di marcia, una sorta di reset del computer, cioè una micro interruzione che è sostanzialmente solo un gesto interiore, non è qualcosa di pratico, non è qualcosa di reale che impegna più di qualche secondo e per cui devi alzarti, cambiare stanza, interrompere quello che stai facendo in maniera diciamo sostanziale, ma semplicemente una specie di flash del pensiero che porta a galla la consapevolezza.
Potrebbe essere anche molto banalmente un piccolo sorriso fatto a te stesso e un respiro fatto con consapevolezza. Questa è una cosa che porta via 3 secondi, è una cosa di cui non si accorge nessuno e se qualcuno se ne accorge ci sarà solo un vantaggio perché ti vedono sorridere e questo magari farà contento magari anche il tuo collega di lavoro.

Aldilà della operatività di questa micro pausa, voglio sottolineare il fatto che si tratta veramente di un riallineamento tra mente e corpo anche se può sembrare un qualcosa di molto rapido, superficiale e con basso impatto, non è così.
Il nostro corpo può trarre benefici molto profondi chiaramente se questa micro pausa è ripetuta varie volte nel corso della giornata.

È chiaro che la pausa più lunga e strutturata non può essere fatta spesso ma magari avrebbe un effetto ancora più profondo se fosse fatta bene; la micro pausa è breve, interrompe in maniera molto relativa, è come ti dicevo “quasi esclusivamente un gesto interiore”, però allo stesso tempo sortisce un vero effetto solo nel momento in cui la pratichi molto frequentemente. Quanto? Io suggerisco anche ogni mezz’ora, magari facendosi aiutare all’inizio (perché è molto difficile  prendere l’abitudine del farla) da una serie di sveglie messe nel telefono per esempio. Se non è ogni mezz’ora almeno ogni ora, ma deve essere una cosa regolare nel corso della giornata e se è una cosa veramente regolare questa dà un effetto di ottimizzazione della prestazione piuttosto profonda.

È come se in una apnea che si protrae per ore ore nel corso della giornata, una apnea data dal sovraccarico di impegni, queste fossero delle vitali micro boccate d’ossigeno che ti permettono di avere quell’ossigeno necessario a mandare avanti le tue funzioni vitali nel corso della giornata.

È chiaro che se poi fossimo in grado di associare alle micro pause anche un paio di pause più strutturate, magari a metà mattina ea metà pomeriggio, veramente dicendo quindi “prendo 5-10 minuti prendo una boccata d’aria faccio un po’ di stretching”,  questo sarebbe ancora meglio e se a queste micro pause e pause associassimo anche delle macro pause, per esempio nel weekend, ecco che abbiamo una gamma completa di forme di recupero.

– le micro pause continuative ogni mezz’ora ogni ora nel corso della giornata
– un paio di pause nei momenti della metà mattina e metà pomeriggio
– delle macro pause vere e proprie nel corso per esempio dei fine settimana

Perché è così importante questo? Perché noi tutti oggi vogliamo un’alta prestazione e pochi, come me, conoscono l’altra prestazione e la apprezzano, avendo lavorato con gli astronauti con atleti, quindi è lontana da me l’idea di rinunciare ad avere un’alta prestazione mentale e fisica.

Il problema però è che oggi in realtà noi confondiamo una prestazione mediocre ma semplicemente continuativa con l’alta prestazione, cioè noi pensiamo che lavorare 15 ore al giorno sia alta prestazione, non è detto. Probabilmente l’alta prestazione è lavorare meno ma in maniera molto più intensa, con dei recuperi molto più strutturati, perché il corpo funziona così, il cervello funziona così… una macchina da formula 1 non è un trattore.
Allora devi cominciare a decidere se vuoi fare la macchina da formula 1 o se vuoi essere un trattore.

L’alta prestazione ha delle esigenze, la vera alta prestazione non avviene a discapito di un’alimentazione, a discapito del recupero mentale, a discapito dell’allenamento fisico, ma avviene tramite un’alimentazione corretta, una gestione della sfera mentale, una gestione degli allenamenti fisici, cioè l’alta prestazione passa attraverso le variabili che rendono efficienti ed efficaci il tuo corpo e la tua mente.

Non è essendo disponibile 24 ore al giorno che stai facendo alta prestazione, è ottenendo determinati risultati in quelle ore al giorno che decide di dedicare al lavoro rispetto alle ore al giorno che decidi di dedicare al recupero.

Quindi rifletti su queste cose perché se anche te come me ci tieni a essere nell’alta prestazione devi iniziare a considerare sempre un equilibrio corretto tra impegno e recupero e le micro pause sono un posto da cui iniziare, perché perlomeno avrai una certezza in più di ingranare la marcia giusta nel corso di una giornata molto impegnativa.

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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