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Come meditare: 5 errori da evitare

 

La meditazione, considerata per tanto tempo una pratica un po’ lontana e troppo spirituale, sta prendendo sempre più piede anche nei paesi occidentali.

Sentir parlare un medico di meditazione è ancora piuttosto raro, ma la verità è che i suoi benefici vengono ampiamente dimostrati anche dalla scienza.

Non a caso fa parte del quarto fondamento della salute di cui parlo spesso.

Molte persone si avvicinano a questa pratica, anche solo per curiosità, ma abbandonano ancora prima di iniziare o subito dopo le prime esperienze.

Nel video di oggi ti spiego perché dovresti cominciare e quali sono gli errori più comuni che dovresti evitare.

Ritagliarti del tempo ogni giorno in cui meditare avrà dei benefici inaspettati molto importanti sulla tua autostima, sul tuo livello di stress e sulla tua capacità di essere sempre mentalmente presente in ogni situazione, anche nelle più complesse.

Guarda il video per saperne di più e per prevenire qualsiasi perdita di motivazione nel caso ti dovessi trovare davanti a degli ostacoli.

Buona visione!

Trascrizione del video

 

Oggi ti voglio parlare dei 5 errori più comuni che commettono le persone che iniziano a meditare.

Della meditazione si parla veramente sempre di più anche in Occidente. Consideriamo che non è una pratica che si è diffusa in epoca moderna nel nostro Paese e nei paesi occidentali, eppure se ne parla sempre di più e c'è l'impressione che l'esigenza nelle persone di crearsi degli spazi per sé, di isolarsi dal caos della confusione in cui siamo immersi nella maggior parte del tempo della nostra vita, stia veramente crescendo e si stia veramente diffondendo anche in maniera molto rapida verso le diverse fasce d’età e categorie sociali.

Quindi è una cosa molto bella e che trovo abbia da un certo punto di vista moltissime conferme scientifiche sulla meditazione, sulle tecniche di rilassamento in generale, ma sulla meditazione in particolare sono stati fatti tanti studi e oggi si sa che indubbiamente porta dei benefici sia a livello psichico che a livello fisico.

Eppure tantissime persone si avvicinano a questa pratica, ma vengono interrotte molto facilmente, molte persone addirittura ci si avvicinano sul piano della curiosità ma non riescono mai a superare un certo ostacolo iniziale, come se ci fosse una forma di resistenza dentro di loro che gli impedisce di fare quell'ultimo passo che invece serve per, come dire, entrare in questa nuova dimensione e imparare a scoprirla un passo dopo l’altro.

Allora questi cinque errori sono errori che io ho visto molto di frequente nelle persone che vengono da me, sia diciamo in ambulatorio per la mia attività clinica, che le persone che incontro a vari eventi e che mi chiedono "mi piacerebbe molto imparare a meditare ma cosa devo fare? come posso iniziare?" oppure mi raccontano delle loro esperienze e appunto noto che ci sono degli errori che sono abbastanza ricorrenti.

 

1) Non aver pazienza.
Si tende ad affrontare un qualcosa che è un percorso di vita che ti dovrà accompagnare per il resto dei tuoi giorni come qualche cosa che ti deve dare un risultato immediato, come se fosse l'equivalente a prendere una pillola. Allora c’è chi ha insonnia, ansia o altre problematiche e pensa che la pratica della meditazione possa essere comparata all'assunzione di un farmaco che assumi senza fare grande sforzo e che in genere ti dà un risultato in tempi molto brevi, se ti dà un risultato. In realtà la meditazione va approcciata sotto un altro profilo, e una delle cose che deve crescere attraverso la pratica della meditazione che fai è proprio la pazienza. La pazienza nei confronti dei risultati e la pazienza nei confronti della tua vita e del mondo in generale.

Quindi affrontare un qualche cosa che ha tra i suoi pilastri la pazienza, in modo impaziente, è una contraddizione di termini. Dunque il primo punto su cui lavorare è: aspettati delle cose diverse, delle tempistiche diverse, delle risposte diverse, ma non avere fretta, ci vorrà del tempo. Sii paziente con te stesso, sii paziente con la pratica che stai adottando perché si tratta di una cosa complessa e che per certi aspetti non è del tutto sotto il tuo controllo.

 

2) La mancanza di pazienza tipicamente nel mondo occidentale associata al fatto che senti che non stai ottenendo qualcosa, senti che non hai il controllo, senti che non sta succedendo quello che vorresti.
Ecco bene è così che funziona, quindi mettitela via, abbi pazienza e rispetta che la pratica è fatta così e questo è connesso con il punto numero due che è quello di pensare che debba succedere chissà che cosa mentre il concetto stesso della pratica della meditazione è proprio l'accettare che non succeda nulla. Per una volta in vita tua stai avvicinandoti a un qualche cosa che è privo di un'aspettativa concreta, tangibile e toccabile. In un mondo, una società che è totalmente orientata al risultato e a cosa ci guadagno e a cosa percepisco e a cosa sento, qui stiamo entrando in un’altra dimensione, quindi non aspettarti che accada qualcosa, dai il benvenuto al fatto che non deve accadere nulla e che questa è un'occasione unica nella tua vita di creare uno spazio che è indipendente dai risultati, dagli avvenimenti e da ciò che accadrà.

 

3) Esercitare pressione e far diventare la meditazione l'ennesimo dei doveri quotidiani.
Anche qui non può funzionare in questo modo; la meditazione è basata sul lasciarsi andare, sul lasciarsi trasportare. La meditazione può accadere ma non deve accadere, non deve avvenire. Non è che puoi dire adesso sono le 8:00 di mattina e devo meditare per 15 minuti e deve succedere che ho le visioni mistiche in quei 15 minuti... magari fosse così semplice. Lascia stare, lascia andare, non deve diventare un ulteriore dovere per te. Deve, ripeto, diventare la tua oasi, il tuo spazio, dove ti metti lì e non ti aspetti nulla tranne che il riscoprire qualcosa che ci siamo veramente dimenticati, che è il rapporto con noi stessi.

 

4) Giudicare intellettualmente quello che sta accadendo, invece di provare semplicemente ad accettare che non c'è nulla da giudicare sul piano dell’intelletto.
Se una delle prime cose che ti viene da dire é “mi pare di aver perso un quarto d’ora”, non ci sarà mai una possibilità che questa pratica ti ripaghi veramente sul piano emotivo, perché stai giudicandolo con i criteri tipici del giudizio intellettuale. E torniamo ai punti precedenti: "che cosa mi aspetto che accada in quel quarto d’ora? Non è accaduto niente quindi ho perso un quarto d'ora e quindi non serve a niente". Quando questo meccanismo di giudizio si instaura in te, qualsiasi forma di magia scompare, perché è chiaro che se la vedi in questo modo sì certo non è successo niente, sei stato seduto lì un quarto d’ora. Ma quello che è successo internamente non riesci a giudicarlo con l’intelletto, quindi salta il giudizio e mettilo da parte.

 

5) Confondere e sovrapporre gli effetti psicofisici con gli effetti spirituali religiosi.
Questo è anche un tentativo di giudizio intellettuale, cioè la persona che ha una forma di resistenza allora usa la meditazione guardandola come una pratica spirituale religiosa dicendo questa cosa non fa per me, io non voglio diventare buddista, non voglio andare in Tibet, non voglio vestirmi d’arancione e non voglio avere la tunica eccetera... Nessuno ti obbliga, e non è assolutamente vero che questo è indispensabile per imparare a meditare.

Forme di meditazione, anche se magari non sono state chiamate così, ci sono state in tutte le culture comprese nella nostra cultura classica.

Dunque non confondiamo degli aspetti che sono psicofisici; è una pratica per arrivare a una gestione migliore dell'interazione tra mente e corpo, è una pratica per ridurre l'effetto dello stress, è una pratica per ottimizzare le tue capacità a 360 gradi e per vivere meglio, non una pratica necessariamente spirituale religiosa. Lo può diventare per chi di voi è aperto, ma non lo deve diventare.

 

Questi 5 errori sono una fonte di ostacolo per tantissime persone, credo che averteli elencati in maniera così precisa e dettagliata che permetta a te che stai ascoltando questo video di avvicinarti alla meditazione sapendo già che quelli sono i punti che dovrai evitare. Ti garantisco che se saprai soprattutto avere la pazienza sufficiente e lasciare che il tuo corpo, il tuo cervello cerchino la strada giusta all'interno di questa pratica ne sarai veramente ripagato a lungo termine.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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