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Come liberarti delle paure definitivamente

Oggi ti parlo di come liberarti dalle paure definitivamente.

Nello specifico stai per scoprire i 4 errori che ti impediscono di superare la paura e 2 possibili strategie per affrontare al meglio questa problematica.

Molti di noi vivono in un costante stato di allarme, ma in pochi sanno che a volte è naturale, e anche conveniente, provare paura.

È la più antica delle emozioni ed è anche il motivo per cui specie come la nostra sono arrivate fin qui.

Solo che in migliaia di anni tanti aspetti sono cambiati e i pericoli di una volta sono per lo più scomparsi.

I pericoli percepiti sono diventati altri e la buona notizia è che si può imparare a gestire meglio le nostre paure.

Buona visione!

Rimani forte, vivi a pieno!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Oggi ti voglio parlare dei 4 errori che ti impediscono di affrontare le tue paure.

La paura è un qualcosa di assolutamente fisiologico, anzi direi che la paura è una cosa necessaria per la crescita e lo manifestano molto bene i bambini che mano a mano che affrontano le loro paure e crescono, si rafforzano e diventano poi adulti.

Il coraggio in realtà non andrebbe visto come la mancanza di una percezione di paura, ma semplicemente come un superamento della paura stessa, quindi la persona che viene definita coraggiosa non è necessariamente una persona che non ha paura, ma piuttosto una persona che fa in modo di imparare a gestire quella paura e a superarla.

PER APPROFONDIRE: Trovare il coraggio

Io ho avuto la possibilità negli anni passati di lavorare con varie modalità assieme a militari d'élite e per esempio una delle cose che viene considerata assolutamente pericolosa in un soggetto è l'assenza di paura, perché porterebbe questa persona quasi sicuramente a sottovalutare i rischi e a commettere degli errori più facilmente di una persona che percepisce la paura, ma che impara in qualche modo a gestirla, ad affrontarla e superarla.

Tra questi due estremi, cioè tra la persona che non percepisce alcuna paura e quindi può diventare un po' pericolosa nei suoi comportamenti, e una persona che percepisce la paura, che capisce il livello di rischio, ma è in grado di gestirlo, c'è anche la terza ipotesi di una persona che ha paura e si blocca.

Che sia diciamo in una situazione come quella di un militare, che quindi ha ovviamente una componente di rischio importante relativo alla sopravvivenza fisica e reale, che sia la paura per esempio che può percepire un astronauta prima di un lancio, di un atterraggio, di uscire fuori dalla stazione spaziale in un'attività extraveicolare, o che sia la paura per esempio di una persona a parlare in pubblico o qualsiasi altra cosa, il concetto è "se la paura ostacola il tuo comportamento e la tua funzionalità fisiologica, diventa un problema. Se la paura è qualcosa che rende la tua vita più difficile di quello che potrebbe essere, se condiziona le tue scelte, se ti porta a evitare determinati tuoi sviluppi allora diventa un problema che in qualche modo andrebbe gestito”.

Allora oggi ti voglio citare 4 errori comuni e arrivare poi in un certo senso  a citare perlomeno 2 possibili soluzioni o strategie per affrontare meglio la problematica.

I 4 errori più comuni sono:

1. Provare a controllare la paura

Il fatto di sforzarsi di controllare una paura è in qualche modo di per sè una battaglia persa perché la paura si manifesta attraverso dei circuiti che sono molto più primordiali, più basilari di quelli del controllo consapevole. È quasi come se il controllo consapevole non fosse in grado di incidere su questa tipologia di comportamenti, quindl da parte dei centri che percepiscono la paura e che danno vita alla paura il tuo esercizio di controllo consapevole viene sostanzialmente letto come un altro pericolo, un'altra paura e non fa altro che aumentare questo livello di tensione. Quindi provare a controllare la paura è abbastanza inefficace e inutile.

2. Provare a tutti i costi a parlare della tua paura

Anche questo è un comportamento che non porta ad una vera soluzione. Ti potrà dare l'impressione di sfogarti, parlare delle tue paure con un amico, con un’amica, con i genitori, ma in realtà questa cosa non fa altro che lasciare intatto il nucleo da cui parte la paura e parlandone in realtà non la affronti mai, ne citi le dinamiche, ne spieghi le evoluzioni, ma non arrivi mai ad affrontarla.

3. Evitare la paura

Cioè evitare di metterti in tutte quelle condizioni che potrebbero suscitare un certo grado di paura. L’esempio più tipico, classico, banale se vuoi è il bambino che continua a dormire con la luce accesa perché ha paura del buio. Ecco questo è un esempio di una tecnica che porta ad evitare, ma in realtà non stai manifestando la paura, ma quello che rischia di crearsi con questo meccanismo è una paura della paura, perché in realtà ti stai mettendo in un meccanismo che non porta ad una crescita, ma semplicemente un assenza di esposizione.

4. Chiedere costantemente aiuto

Il superamento della paura tramite il supporto e l'aiuto degli altri è un qualcosa che non necessariamente porta al fatto che tu sarai in grado di superare quella paura da solo. Altro esempio, per stare con i bambini, il bambino che supera la paura del buio chiedendo aiuto ai genitori che stanno là finché non si addormenta o addirittura dormendo in stanza con i genitori, in realtà non sta superando la sua paura.

Allora vediamo se ci possono essere invece almeno un paio di tentativi di soluzioni differenti E un po' più efficaci.

Il primo che io ti suggerisco deriva dalla mia, ormai di lunga data, familiarità con l’allenamento. Io, partendo dall'allenamento fisico, il concetto di allenamento l'ho declinato in tutte le sue variabili. Allora affrontare la paura a piccole dosi è una forma di allenamento, ed è una forma molto efficace di allenamento, una piccola esposizione calcolata provoca un tuo rafforzamento immediato.. "ah sono stato in grado di farlo!”.

Per esempio hai paura di parlare in pubblico? Inizia a parlare davanti ad una persona, poi chiamane 2, chiamane 3 e mano a mano che tu farai questa cosa si rafforzerà in te la credenza che in fondo non è un gran problema. La stessa cosa può essere fatta con qualsiasi forma di paura; in sostanza è "se da un lato continuo a scappare e la paura sta alle mie spalle e io me la immagino sempre più grande, qui mi sto girando, sto affrontando la paura, ma sto in sostanza decidendo volontariamente a che dosaggio espormi di questa paura”,  perché se il dosaggio è definito in maniera corretta, la paura non mi farà reagire in maniera negativa e in questo senso si svilupperà il coraggio, anche se ho superato una minima parte di questa paura, è sempre una forma di coraggio. Sono riuscito ad affrontarla e sono riuscito a superarla.

Un’altra cosa che ha delle radici molto antiche è l'idea di praticare a dosaggio giusto il concetto di peggiore fantasia o di quello che chiamavano i latini "premeditatio malorum" cioè i latini si allenavano a prevedere il peggio, e a forza di prevedere il peggio, che è un modo in realtà molto concreto di allenare la mente a questa cosa che ti fa paura, è come se la paura si sgonfiasse, perché tu emotivamente l'avevi già vissuta tutto sommato, mentre una delle cose che la persona che ha paura implicitamente prova a fare è appunto, quello che dicevo prima, evitare, quindi non pensarci, fino a quando non gli capita per qualche motivo un'ulteriore esposizione e si accorge che non ha fatto nessun lavoro e il fenomeno è sempre lo stesso.

Quindi 4 errori da evitare sono: provare a controllare, parlarne troppo, provare ad evitare e chiedere costantemente aiuto.

Due strategie invece da adottare: affrontare, ma a piccole dosi a modalità allenamento, in modo da rafforzare il coraggio, e provare di tanto in tanto a sfidarti con una previsione della peggiore fantasia e ti renderai conto che a un certo punto la paura stessa si sgonfierà perché tu emotivamente l'hai già vissuta molte e molte volte.

Non c'è niente di strano e niente di male ad avere paura, la paura è un meccanismo protettivo, ma la paura non deve ostacolare la nostra vita e non deve renderci ostaggi.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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