Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro

Come iniziare a meditare con successo

Cos'è la meditazione e cosa ci dobbiamo aspettare da questa pratica?

Beh, innanzitutto dobbiamo pensare che si tratta di un vero e proprio allenamento.

E, come qualsiasi forma di allenamento, non possiamo aspettarci dei risultati immediati.

La meditazione serve a liberare la nostra mente dai pensieri negativi e allo stesso tempo ci aiuta a migliorare la concentrazione.

PER APPROFONDIRE: Gli effetti della meditazione sul cervello

Oggi voglio condividere con te la mia esperienza e consigliarti alcuni semplici passi per avvicinarti ad una pratica fondamentale per chi intende vivere una vita a pieno.

Negli ultimi 20 anni sono emersi tanti studi che confermano sul piano neuroscientifico l'efficacia della meditazione sul nostro cervello e in generale sul nostro organismo.

Questa pratica è in grado di portare un grado di calma più profonda nella nostra mente, che oggi come non mai è sovraccarica di pensieri e tensioni.

Ma con quali aspettative dobbiamo avvicinarci alla meditazione per ottenere veramente dei risultati?

Scoprilo nel video, buona visione!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

In questo episodio ti voglio parlare di cosa ti puoi aspettare dalla meditazione.

Di meditazione in questi ultimi anni si parla veramente tanto. Da un lato c'è una sorta di moda che ritorna per quello che riguarda tutte le pratiche e discipline orientali, non soltanto la meditazione, ma per esempio anche lo Yoga, il Tai Chi e persino le arti marziali stanno riconoscendo un nuovo successo da un certo punto di vista. Ma si parla tanto di meditazione, cosa che mi riguarda di più, in particolare perché sono emersi nell'ultimo paio di decadi veramente tanti studi che confermano sul piano neuro scientifico l'efficacia di questa pratica mentale. Efficacia nel portare fondamentalmente un grado di calma più profonda nella nostra mente che oggi come non mai è distratta, sovraccarica, piena di tensioni, di problemi e di negatività.

Però c'è un aspetto che appunto vorrei trattare in questo episodio: con quali aspettative ci dobbiamo veramente avvicinare alla pratica della meditazione?

Ecco qui ho visto negli anni molte persone sbagliare. Proprio avvicinarsi ad una pratica che già di per sé è piuttosto difficile e non così naturale o spontanea, in particolare per noi occidentali, avvicinarsi a questa pratica appunto con delle aspettative assolutamente eccessive. Delle aspettative che sembrano quasi sperare di raggiungere l'estasi e il Nirvana dopo 5 minuti che ti sei seduto per provare a meditare. Delle aspettative che in un certo senso parlano di questa nostra sempre presente tendenza alla perfezione, al controllo di tutto e qui diciamo che proprio quando parliamo di meditazione dovremmo lasciare da parte questi aspetti perché se proviamo a controllare ancora una volta qualcosa, stiamo andando nella direzione assolutamente opposta.

Quindi il primo punto è non carichiamo troppo di aspettative questa pratica. Fondamentalmente la meditazione è un allenamento e come qualsiasi forma di allenamento non ci si può aspettare dei risultati immediati. Io non ho mai sentito uno che va in palestra e dopo due giorni pensa di essersi ricostruito il corpo o uno che dice "adesso inizio a correre” e dopo due volte che va a correre pensa di poter fare una maratona in un tempo particolarmente elevato o buono.

PER APPROFONDIRE: Come meditare: 5 errori da evitare

Credo che alle volte siamo un po' confusi nell'avvicinarci a questo tema e vorrei oggi proprio invitarti a considerare la meditazione come un allenamento. Un allenamento che ha la funzione di spingerti a liberare la tua mente dai pensieri e dal rumore di fondo che continuativamente è attivo nella nostra testa e allo stesso tempo di aiutarti a migliorare la concentrazione che si riesce a focalizzare su una singola cosa.

Quindi questo è un po' il concetto di meditazione. Lo si può arricchire di tanti altri contenuti, anche se vogliamo più spirituali o più complessi, ma se volessimo estrarre alcuni concetti semplici e comprensibili anche sul piano scientifico direi che sono questi. Cioè è un allenamento che porta a ridurre il rumore di fondo nella testa dei pensieri ricorrenti e ti aiuta a imparare a concentrarti e a rimanere concentrato su una cosa sola.

Ora da quale cosa sola partire? Quasi tutte le pratiche, o almeno quelle che io conosco, suggeriscono di partire con il respiro, quindi di partire con il tentativo di migliorare la propria concentrazione liberando la testa e focalizzandoci su un gesto corporeo ricorrente, ritmico, che è il respiro. Il respiro dovrebbe tendere ad essere un respiro lento, addominale, quindi non un respiro che gonfia il torace, ma un respiro che allarga l'addome per via dell'azione del diaframma, ritmico non veloce. Anche qui se uno si aspetta di arrivare a fare due respiri al minuto, sì forse dopo vent'anni che fai questa pratica. Quindi calma. Certamente il tentativo è di abbassare il ritmo rispetto ai 22 respiri al minuto che tendiamo a fare nella vita quotidiana e perché il respiro? Perché è uno dei datori di ritmo più importanti del nostro corpo. In crono biologia, che è la disciplina che studia la relazione tra i ritmi corporei, si usa un termine tedesco che è "zeit gebers", cioè datori di tempo, che sta a significare proprio quegli impulsi che danno ritmo al corpo.

Ecco uno dei più importanti è indubbiamente il respiro. Anche perché il respiro attiva il nervo vago che è il più potente dei nervi del sistema nervoso parasimpatico. Il sistema nervoso parasimpatico è quello che crea la calma, quello che crea la crescita, quello che crea il rilassamento. È un po' l'opposto del sistema nervoso simpatico, che è tipicamente descritto come il sistema dell'attacco e della fuga, quindi dell'attivazione corporea.

Quindi fondamentalmente di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un allenamento che prevede di cercare di lasciare che i pensieri vadano fuori dalla testa, così come arrivano a lasciarli andare, senza forzature, cercando di concentrarsi gradualmente su una cosa sola che è il proprio respiro lento e addominale.

Non è una cosa così difficile come spesso tendiamo a descriverla. Se lasciamo da parte appunto gli aspetti spirituali e lasciamo da parte anche il tentativo di ricercare la perfezione e ci focalizziamo su una descrizione come quelle che ho appena fatto, sarai d'accordo anche tu che non è una cosa così difficile. Anche le posizioni che per alcuni sono complesse, la posizione del Loto, sono posizioni che magari non ci vengono naturali o perché abbiamo delle tensioni muscolari e non siamo abbastanza flessibili, non importa, siediti su una sedia. L'unica cosa che si tende a raccomandare è che la colonna sia in un certo senso diritta nel rispetto delle curve fisiologiche della colonna stessa. Anche questo io non lo considero un obbligo, è certamente meglio, anche perché se sei in una posizione comoda, ma non troppo comoda, riduci la tendenza ad addormentarti, che è una tendenza assolutamente naturale in particolare quando c'è un certo grado di stanchezza.

Quindi tutte queste cose sono cose che non devono essere viste come obbligatorie. D’accordo? Avvicinati alla pratica della meditazione creando un tuo percorso, una tua metodica che funzioni per te e soprattutto abbi pazienza.

Ho parlato tante volte della differenza tra obiettivi di risultato e obiettivi di processo. Ecco impara a credere e ad amare il processo e non tanto l’obiettivo, perché qual è l’obiettivo? L'obiettivo appunto è entrare in estasi? No, l’obiettivo è il processo e ti spiego anche perché.

Perché il processo, che è un allenamento, consiste proprio nello spostare continuamente la mente da uno stato di concentrazione a uno stato diciamo di distrazione e proprio questo è il succo del discorso, nel senso che è normale che tentando di meditare tu senta la testa svuotata per un po’, poi arriva un pensiero, normalissimo, poi riesci a concentrarti di nuovo sul respiro, poi arriva un altro pensiero...è tutto normale. È giusto che sia così e l'allenamento consiste proprio in questo. Anche perché sinceramente l’idea, ammesso che sia possibile e non dubito che lo sia, ma l'idea di raggiungere l'estasi è comunque da capire che non è uno stato permanente.

Dunque quello che dobbiamo veramente fare è imparare ad amare il processo, come in un allenamento anche nella meditazione ci mettiamo lì con calma e lasciamo che le cose accadano, gentilmente, provando a riportare l'attenzione su quello che abbiamo deciso essere il centro della nostra pratica. In questo caso abbiamo parlato del respiro, quindi proviamo col respiro.

Avere aspettative meno alte non significa non ricercare un risultato, ma significa dare tempo al tuo organismo, alla tua mente, alla tua sfera emotiva di arrivare a quel risultato attraverso un percorso naturale che è per forza fatto di tante tappe.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging

 

 

 

SCOPRI IL BLOG: www.filippo-ongaro.it

Dr. Ongaro® è un marchio registrato
Inner Freedom SA I Human Health & Performance
Via S. Balestra 18 | 6900 Lugano I Switzerland Bandiera Svizzera

 
 

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