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Come capire se sei sotto stress

Se mi segui da un po’ di tempo sai che tutti i video che ti invio hanno lo scopo di aiutarti a vivere la vita a pieno.

Il video di oggi tratta un problema estremamente attuale e sicuramente riguarda, in un modo o nell’altro, anche te.

Oggi ti parlo infatti di quali sono gli indicatori che ti permettono di capire quanto una persona è stressata.

Questo tema ci coinvolge tutti.

Infatti, anche se credi di non essere sotto stress, questo video ti può essere utile per:

  • saper riconoscere i campanelli d’allarme che in futuro potrebbero presentarsi
  • essere in grado di aiutare una persona a te cara che sai non essere al massimo della propria condizione psico-fisica a causa di un eccesso di ansia e stress.

Una considerazione molto importante che vorrei facessi tua è che lo stress non è un fenomeno che si deve accettare passivamente.

PER APPROFONDIRE: Lo stress fa ingrassare?

Al contrario, se è presente, bisogna necessariamente prendere delle contromisure per cercare di ridurlo.

Si tratta della tua vita e alla fine dei conti solo tu puoi decidere se valorizzarla oppure no.

Buona visione!

Rimani forte, vivi a pieno!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Oggi ti voglio parlare di 3 indicatori che ti fanno capire se sei veramente sotto stress.

Allora il problema dello stress è talmente diffuso che la parola stessa è diventata quasi banale. Tutti ci definiamo sotto stress, se ne legge sui giornali, se ne parla in televisione e ormai da decadi si dice che la nostra società ha un problema con lo stress e che molto probabilmente il nostro organismo non è poi così adatto allo stile di vita che ci siamo dati in termini proprio di tensioni psicologiche, quantità di lavoro da svolgere, stimoli esterni.. insomma un lunghissimo elenco di fattori che innalzano il livello di stress.

Ma anche se tutti diciamo che siamo sotto stress, non significa che lo stesso non sia pericoloso anzi, allo stesso tempo, man mano che tutti parlano di stress e il concetto si diffonde, la ricerca scientifica negli ultimi 40-50 anni non ha fatto altro che produrre dati che confermano quanto lo stress ci faccia male e quanto lo stress sia connesso con una lunga serie di malattie, dalle malattie cardiocircolatorie, l'ipertensione etc…

La tendenza dal mio punto di vista è un po’ a sottovalutare questo punto, cioè a dare per scontato che oggi non si può vivere senza stress e sostanzialmente a mettere tra parentesi, a dimenticarsi, che sì, può essere anche scontato che non si possa vivere senza stress, ma allo stesso tempo lo stress ci sta facendo veramente dei danni e ci sta facendo veramente male. Anzi è ipotizzabile che il continuo aumento dell'incidenza di tante patologie sia almeno in parte legato ai livelli crescenti di stress in cui ognuno di noi effettivamente vive.

Ma allora la domanda che uno ovviamente si pone è "come posso capire se sono veramente sotto stress e se questa cosa ha raggiunto un livello che insomma sollecita una mia preoccupazione, o anzi ancora meglio una mia occupazione? cioè devo fare qualcosa per effettivamente ridurre, per sbarazzarmi di un po' di questo stress”.

Ora sul piano clinico ci sono tante misurazioni possibili che confermano che una persona è effettivamente sotto stress; alcune misurazioni ormonali come per esempio i livelli del cortisolo o i valori delle catecolamine, alcune misurazioni funzionali come la variabilità della frequenza cardiaca o in inglese HRV che è un'analisi particolare del ritmo cardiaco che permette di vedere l'equilibrio tra i due rami del sistema nervoso autonomo, il simpatico e il parasimpatico, e da questi determinare un po' il livello di affaticamento e di stanchezza.

Tra parentesi questi test della HRV o della variabilità della frequenza cardiaca sono abbastanza diffusi oggi perché si trovano anche in molti dei cardiofrequenzimetri perlomeno i modelli di alta gamma includono questi test che possono essere fatti per esempio una volta al giorno per determinare se sei effettivamente stanco o hai recuperato dall’esercizio. Ma tutti questi test dell' HRV parlano anche di stress psicologico e non solo di stress fisico, quindi sono molto utili.

Poi ci sono tutta una serie di misurazioni invece più psicologiche anche con dei semplici questionari che sono validati per aiutare l'operatore a capire effettivamente a che livello di stress è la persona. Però sono tutte cose non immediatamente accessibili, soprattutto diciamo in una situazione in cui se uno andasse oggi dal medico probabilmente si sentirebbe quasi dire con tono rassicurante "guarda questa cosa qui non è preoccupante, è solo stress”, frase molto frequente che contraddice un po' quello che ti sto dicendo in questo video. In realtà io non sono d'accordo con questo tipo di risposta, se è stress l'origine di qualche alterazione sintomatica dobbiamo andare a quantificarlo e dobbiamo soprattutto cercare di ridurlo.

Quindi in buona sostanza non è facilissimo per una persona accedere a una misurazione dei livelli di stress fatta da un esperto. Allora si può però un po' cercare di capire quali indicatori nostri individuali interni possono lanciarci dei segnali che magari sollecitano una nostra attenzione e ci portano a dire "ok qui devo fare qualcosa di più concreto per capire che cosa non va”.

Allora tre indicatori:

1)  la manifestazione di rabbia, di irascibilità, di irritabilità ingiustificate. Quando ti accorgi che hai delle reazioni che sono fuori dalla norma, che non sono tipiche tue, a situazioni che non richiedono una reazione di questo tipo, molto spesso purtroppo queste manifestazioni di rabbia ed irritabilità emergono nell'atmosfera familiare quindi quello è un punto su cui stare magari particolarmente attenti, se emergono delle risposte sbagliate o un po' violente nei confronti dei figli, nei confronti del partner, ecco quelli sono campanelli d'allarme che uno dovrebbe effettivamente analizzare e dire "come mai sta succedendo questa cosa?”.
Da un punto di vista così di un'immagine mentale io associo questo comportamento come alla valvola di sfogo di una pentola a pressione, cioè la pressione interna sta salendo troppo e non c'è altra maniera che sfogare verso l'esterno un po' di questa pressione.

Quindi primo indicatore è questo cambiamento comportamentale.

2) l'emergere di una serie di sensazioni fisiche invece che sono diciamo le classiche sensazioni legate ai disturbi psicosomatici da stress, la tachicardia, la tensione alle spalle e al collo, i fastidi, dolori, crampi e gonfiore a livello della pancia, sicuramente anche il bruciore di stomaco, l’insonnia. Ecco queste manifestazioni sono molto frequenti e magari qualche volta nella vita ci passiamo tutti attraverso queste e non è detto che siano sempre legate a una situazione di stress, magari sono legate a qualcosa che hai mangiato che ti ha dato fastidio. Ma se vedi che c'è una certa permanenza, una certa regolarità in questa sensazione altro campanellino d’allarme  e forse è il caso di dire "qui c'è qualcosa che non va devo andare a controllare un po' più a fondo”.

3) Il cambiamento dell’umore. Quando vedi che il tuo umore si sposta in maniera sistematica e un po' più permanente verso la negatività, anche lì  risulta una cosa anomala. Non significa che sia una depressione assolutamente, ma significa che c'è qualcosa che ti affligge e che tiene il tono del tuo umore un pochino più basso rispetto a quello che sarebbe la norma.

Allora questi sono tre indicatori abbastanza semplici che puoi gestire autonomamente e che fungono da campanelli d’allarme. Se questi indicatori sono presenti, il mio suggerimento è quello da un lato di rivolgersi ovviamente al medico per quelli che diventano sintomi che vanno evidentemente trattati e dall'altro cercare di mettersi in testa che lo stress, anche se così diffuso, anche se ce l'hanno tutti, non è una cosa che dobbiamo accettare passivamente, non è vero che non ci si può fare niente.  Per esempio avvicinarsi all'apprendimento di tecniche di rilassamento dal training autogeno alla meditazione allo yoga è un modo concreto e pratico per iniziare a lavorare in maniera sistematica sull' abbassamento della pressione interna senza dover attendere che la pentola a pressione cominci a sfiatare quando vuole lei.

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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