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Come allenarsi nelle varie fasi della vita

 

 

Ci sono 3 fasi biologiche nella vita di ognuno di noi e conoscere quali tipologie di allenamento adottare in ciascuna di queste porterà un notevole miglioramento nel tuo livello di salute.

Se sei una persona che desidera migliorare il proprio stile di vita e prevenire l’invecchiamento, un genitore che vuole far crescere i propri figli in modo salutare e potenziante, un atleta o un personal trainer che ha la responsabilità di decide di persone, allora questo video fa per te.

Quando avrai imparato quali sono le 3 fasi, saprai anche quali contromisure adottare.

Nel video di oggi scoprirai:

- le 3 fasi della vita di ognuno di noi - come allenarti in ciascuna di queste - quando è necessario sviluppare flessibilità, forza e resistenza - come prevenire l’invecchiamento ottenendo benefici da subito

Conoscere se stessi è il primo passo verso la libertà personale, di ogni tipo.

Ecco perché questo video è così importante: diventare consapevole del tuo potenziale e dei tuoi limiti fisici ti permetterà di evitare traumi, delusioni e un progressivo deterioramento.

Buona visione!

Trascrizione del video

Benvenuto in questo nuovo episodio in cui voglio parlarti delle tre fasi della vita e di tre approcci all'attività fisica differenti per ognuna di queste fasi.

La vita di ognuno di noi è caratterizzata da dei passaggi che sono abbastanza standardizzati e alcune ricerche molto interessanti hanno fatto una classificazione di questo tipo:

1. La prima parte della vita è caratterizzata da una grandissima plasticità.

Si dice che i bambini sono delle spugne, in effetti è proprio così, cioè questa fase della vita è la fase dove siamo programmati per l'apprendimento e siamo quindi in grado di assorbire tantissime informazioni, metabolizzarle e imparare a fare delle cose costantemente nuove. Questa è la fase della vita in cui per esempio è molto molto facile imparare varie lingue, cosa che trasferita in un'età più avanzata diventa abbastanza impegnativo e difficile.

 

Allo stesso tempo questa è la fase della vita dove siamo anche in grado di assimilare la maggior parte degli stimoli motori. In una fase iniziale quegli stimoli motori molto basilari che permettono ovviamente al bambino piccolo di imparare per esempio a camminare, a gestirsi nella vita quotidiana, in una fase leggermente più avanzata stimoli motori più complessi come quelli per esempio legati allo sport.

Allora questa è la fase in cui noi dobbiamo effettivamente premiare questa nostra grande capacità e quindi è una fase dove non dovremmo esagerare con gli stimoli molto precisi e specifici e ripetuti nel tempo, ma dovremmo quasi lasciare al bambino o al giovanissimo ragazzo la possibilità di esplorare vari ambiti dell'attività fisica e dell'attività motoria per avere uno sviluppo armonioso e completo possibile.

Quindi per esempio anche aspetti come la destrezza, l’agilità, la flessibilità, che spesso sono trascurati quando il bambino viene invece in maniera molto mono-tematica portato per esempio ad uno sport competitivo, ad uno sport di squadra, dove si pensa un pochino troppo presto semplicemente a vincere la partita e non tanto a sviluppare quelle caratteristiche psico motorie che sono molto importanti invece anche per gli anni successivi.

2. Una seconda fase della vita, che possiamo dire che coincide con la pubertà e finisce con l'età del giovane adulto maturo, è caratterizzata invece della specializzazione cioè diventa progressivamente più difficile imparare compiti nuovi, diventa drammaticamente più lenta la capacità di apprendimento, ma allo stesso tempo diventa molto più efficace la capacità di ottimizzare la prestazione in un determinato ambito.

Guarda, queste cose che ti sto dicendo le sto applicando in questo momento al concetto di attività fisica ma potremmo applicarle a tanti altri concetti, ti faccio un esempio: la musica.

 

Probabilmente nei primi anni di vita è più importante è che un bambino sperimenti vari strumenti, perché del resto se lo specializzi immediatamente nel pianoforte nel 90% dei casi è perché tu hai un interesse nel pianoforte, non necessariamente perché ce l'ha lui, quindi è molto utile in questa prima fase della vita far provare tante cose.

Nella seconda fase invece sarà quasi automatico per il ragazzo cominciare a sfidarsi a livelli di prestazione più alta in quelle cose che ha appreso nei primi anni di vita e questo è il concetto di specializzazione, cioè faccio più fatica ad apprendere nuove cose ma divento molto ma molto più bravo a gestire le cose che ho imparato.

Quindi per esempio, ho imparato una lingua da bambino ma questa è l'età in cui la proprietà di linguaggio si ingrandisce e si allarga in maniera molto molto vistosa, ho imparato uno sport da bambino o vari sport a bambino, poi ho cominciato a sentire che ce n'era uno in cui riuscivo meglio, e guarda che questo molto spesso è legato a un concetto di autostima da parte del bambino... la scelta non è semplicemente legata a un aspetto motorio ma un aspetto emotivo come quasi sempre è, quindi il bambino va verso quello sport o l'attività motoria che lo fa sentire più sicuro più gioioso più forte più grande nel confronti dei compagni in mano a mano che passo nell'età del giovane e divento più capace di specializzarmi.

Non è un caso che nella maggioranza delle situazioni il top della prestazione viene ottenuto appunto in età di giovane adulto.

3. La fase successiva è una fase che viene definita di rigidità, cioè è una fase che coincide con l'inizio dell'invecchiamento nel vero senso della parola. È una fase in cui non solo diventa per noi molto più difficile imparare nuovi compiti, ma anche in quelli in cui eravamo specializzati e bravi la nostra prestazione comincia a calare.

La rigidità un concetto importante nell'invecchiamento perché se ci pensi bene tutto del vecchio diventa più rigido; diventano più rigide le articolazioni, diventano più rigidi i muscoli e diventa anche più rigido il carattere, a dimostrazione di come il nostro organismo non sia altro che un sistema funzionale integrato per cui le caratteristiche espresse in un distretto sono spesso le stesse che vengono espresse in un altro distretto completamente differente, anche se magari non ce ne accorgiamo.

 

Quindi la rigidità è un concetto importante. Allora se è vero che nella prima fase della vita dobbiamo puntare a un'ampia stimolazione motoria e sensoriale, poi dobbiamo lasciare alla persona la capacità di capire dove si sente meglio, quale attività gli è più congeniale e a quel punto ci sarà la specializzazione e il picco di prestazione, nella fase più avanzata dobbiamo contrastare questa rigidità continuando a coltivare quelle cose che sapevamo fare.

È molto ambizioso provare ad imparare cose nuove, ma può essere molto utile perché ovviamente non è una cosa assoluta questa progressiva incapacità di apprendimento, e posso continuare a stimolarla e a renderla più efficace. Del resto sappiamo che l’apprendimento, e qui in questo caso non parlo di attività motoria ma più di attività invece cerebrali, l'apprendimento è una delle strategie preventive per l’invecchiamento,  quindi sicuramente possiamo continuare a spingere sul lato dell’imparare nuove cose ma soprattutto dobbiamo contrastare questa progressiva rigidità e dobbiamo lavorare su un’attività fisica che sia allo stesso tempo sicura e però anche allenante.

Cosa voglio dire con questo? Sicura perché se io genero con l'attività fisica, come spesso accade in un’atleta giovane, un trauma, ho delle chance di recupero molto elevate e in genere molto rapide. Se io scelgo un’attività fisica esageratamente intensa o anche semplicemente se la persona che la fa non è adeguatamente allenata fisicamente e si genera un trauma, non è più un ragazzo, è un sessantenne o un settantenne e il recupero è molto più lento, a volte non c'è addirittura recupero completo, e può significare uno stop molto molto lungo che a una certa età produce un decadimento delle capacità funzionali molto rapido.

Quindi un'attività sicura, ma anche perché se voglio provare a stimolare quei sistemi che stanno perdendo terreno, beh non basta farlo con uno stimolo che non è nemmeno sufficiente a suscitare una risposta a livello del muscolo, del cuore o dei polmoni.

Io ritengo che nella maturità una delle attività che funziona meglio è l'associazione di un'attività aerobica scelta che può essere il giro in bici, la camminata veloce, il tapis roulant, la nuotata in piscina, con un'attività mirata in palestra e i pesi e con le macchine che permette di dare quello stimolo al muscolo necessario per evitare la perdita di massa muscolare ma in totale sicurezza perché il gesto biomeccanico è isolato e la difficoltà di esecuzione è in genere molto bassa.

Tanti temono l'allenamento con i pesi perché pensano che sia facile farsi male, in realtà è uno degli allenamenti più sicuri a patto che una persona si faccia seguire da un istruttore qualificato semplicemente per imparare la tecnica giusta di esecuzione.

Allora tre fasi della vita, in ognuna una delle quali possiamo sfruttare le nostre caratteristiche per dare i segnali migliori per: - nella prima fase imparare - nella seconda fase arrivare al picco della nostra prestazione - nella terza fase arginare il decadimento con un intervento che sia efficace e sicura lo stesso tempo.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Health coach, giornalista e scrittore

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