Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro    Dr Filippo Ongaro

Come affrontare e superare qualsiasi crisi

Ciao!

In questo video parliamo di un argomento che nel bene o nel male riguarda tutti noi: il saper affrontare (e superare) una crisi.

Innanzitutto bisogna dire che non per forza una crisi va intesa come un fattore negativo.

A volte infatti un problema o una difficoltà possono darci la spinta a crescere e a migliorare.

L'importante è mantenere sempre il controllo.

Stai pensando "più semplice a dirsi che a farsi"?

Bene, allora nel video di oggi ti dimostrerò che chiunque può affrontare e superare una crisi. Guarda il video per scoprire assieme come fare!

La ricerca ha dimostrato che non sussistono delle caratteristiche biologiche o caratteriali (fattori biologici o caratteriali) che permettono ad una persona di superare una crisi più facilmente rispetto agli altri. Esistono piuttosto delle caratteristiche "costruite".

In altre parole, coloro che sembrano farcela per questioni legate alla genetica o al caso, in realtà sono semplicemente più abili nel mettere a frutto la propria esperienza di vita per fronteggiare difficoltà ed imprevisti.

Ma quali sono queste caratteristiche e quali sono i passi per far fronte ad una crisi?

Scoprilo nel video!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

 Credo che sia chiaro a tutti che non esiste un'esistenza senza delle crisi. Possono essere la separazione, delle perdite, la difficoltà di gestire i familiari e i figli, possono essere crisi lavorative o crisi che riguardano la salute, lo sviluppo personale e la realizzazione. 

Non esiste un'esistenza che sia priva di crisi e forse da un certo punto di vista è anche un bene che sia così, perché se ci pensiamo un attimo la crisi vissuta a freddo, a distanza, è chiaro che è per tutti un elemento di crescita, è un elemento di confronto con la realtà della vita e di adattamento.

Eppure però, quando non è vissuta a freddo, cioè nel mezzo della tempesta, riconosciamo tutti che ci sono persone che in maniera più agile affrontano la crisi e che soprattutto la superano senza rimanere incagliati e invece ci sono altre persone che rimangono proprio incagliati come succede ad una barca sugli scogli. Sono quelle persone che ti raccontano la loro crisi come se diventasse un elemento identificativo della loro esistenza intera, cioè non esistono più loro, esiste soltanto la crisi e la crisi definisce chi loro sono. Mentre le altre persone, quelle capaci di rialzarsi e superare le problematiche, molto difficilmente descrivono loro stessi attraverso quella crisi. Anzi una delle caratteristiche principali è proprio la capacità di contestualizzare e mettere in un certo senso tra parentesi quell’episodio, invece di lasciarlo così libero da debordare fino a coprire la tua intera esistenza.

Ecco c'è una cosa importante da dire; tutti noi di fronte a queste differenze, chi ce la fa e chi non ce la fa, caschiamo nella trappola di pensare che sia la fortuna, che sia la genetica, “eh ma a quello lì è andata bene”, "quello è fatto così e io sono fatto diverso”..
Ecco, è interessante analizzare il linguaggio che tutti tendiamo ad utilizzare per giustificare noi stessi nei confronti di altri. Ma in realtà la ricerca ha ormai ampiamente dimostrato che queste differenze strutturali non esistono. Non esistono delle caratteristiche biologiche o caratteriali che fanno sì che una persona ce la faccia rispetto ad un’altra. Esistono delle caratteristiche “costruite”. In altre parole queste sono persone che hanno reso automatico un certo pattern di risposta, una certa modalità di interagire con la realtà. L’hanno resa automatica a tal punto che spesso non se ne rendono neanche conto e quelle sono proprio le persone che reputiamo fortunate, in realtà la fortuna non c’entra, è solo che la modalità con cui hanno interagito fin da una giovane età con la realtà li ha portati ad accumulare queste capacità ed automatizzarle a tal punto che diventano subconsce e non se ne rendono nemmeno conto.

Un dato di fatto importante è che ci sono degli elementi che veramente distinguono la persona che supera la crisi agilmente e la persona che non la supera. Chi la supera sa bene sia cosa non va fatto, e anche che cosa va fatto davanti ad un problema.

Mi voglio concentrare su questi due aspetti elencandoli:

tra quello che non va fatto sceglierei per lo meno 3 elementi:

1) Non bisogna chiudere gli occhi e scappare. La prima grande differenza tra una persona che ce la fa e una che non ce la fa è che la persona che ce la fa subito va incontro alla difficoltà, al pericolo, all’ostacolo. Lo aggredisce prima di essere aggredito. Il detto "La miglior difesa è l’attacco" in questo caso è veramente vero.
Queste sono persone che intravedono la difficoltà all'orizzonte e non chiudono gli occhi e si ritirano a cercare un'altra strada, no dicono “ok, da qua dove sono adesso all’orizzonte, cosa posso fare per arrivare a quello scoglio preparato al massimo?”.

2) La seconda è strettamente connessa con la prima ed è non andare in panico, perché il panico è una risposta estrema a una paura estrema. Il panico corrisponde all'immobilizzazione e al simulare la morte nei rettili; quando non hanno chance e non hanno scampo si immobilizzano. Il panico è la stessa cosa. Vuol dire non sapere se devo andare a destra, sinistra, sopra o sotto. Ma è chiaro che se ti lasci prendere dal panico, il panico emerge nel momento in cui non hai assolutamente la sensazione di esserti preparato adeguatamente.
Ecco perché io coltivo l'idea dell'allenamento continuo, coltivo l'idea del pensare anche agli ostacoli che potranno arrivare nella vita. Proprio appunto l'elemento che ho detto prima: non chiudere gli occhi, ma se chiudi gli occhi non ti prepari mai, mentre se gli occhi sono aperti anche i piccoli ostacoli diventano degli elementi allenanti per i grandi ostacoli. D’accordo? Quindi il panico è una cosa che va evitata a tutti i costi, perché davanti al panico nessuna soluzione operativa reale può effettivamente materializzarsi.

3) Tra le cose che non vanno fatte c’è il non lamentarsi e non sfogarsi. Lo sfogo nei confronti degli altri è totalmente inutile e corre il rischio di destabilizzare altri territori della tua esistenza, perché le persone che ti stanno a fianco non hanno nella stragrande maggioranza dei casi nulla a che fare con l'ostacolo che tu devi effettivamente superare e la lamentela è una modalità di parlare continuamente del problema senza però affrontarlo.
Una delle lamentele più ricorrenti di fronte alle crisi è proprio quella di ritenersi gli unici sfortunati che hanno avuto quel problema, facendo finta perché, chiunque lo sa, che gli altri o non l'hanno avuto o appunto per fortuna l'hanno superato, come se fosse un miracolo.

Ecco poi le persone che riescono ad affrontare le crisi in maniera efficace sanno anche bene che cosa va fatto:

1) Rafforzare le competenze. Questo è un lavoro che va fatto in continuazione, più competenze hai, più risorse hai che arricchiscono le tue capacità di resilienza e più preparato sarai di fronte alla difficoltà. Del resto non c'è certamente niente di sorprendente in questo. I militari perché si addestrano continuamente? Più l'unità militare è specializzata, più l'unità militare è un gruppo d'élite e più tempo passano in puro addestramento. Ci sono unità militari di altissimo livello che passano la loro intera carriera ad addestrarsi. Perché questo? Perché questo accumulo di competenze fa sì che non ci sia sorpresa, che non ci sia panico, che ci sia automaticità nella risposta. Questo è quello che devo fare. Finito.

2) Cercare una negoziazione, creare un ponte, creare un compromesso. Le persone che falliscono sono le persone che vedono sempre tutto bianco o tutto nero. Allora si illudono per anni che tutto sia bianco, poi vedono tutto nero e dicono "ah non c'è niente che posso fare".
Le persone che hanno successo e che riescono a superare le crisi negoziano, scendono a compromessi, trovano la via nel labirinto e non pensano “adesso abbatto tutto e vado dritto”, perché puoi abbattere tutto se sono dei muretti di carta, ma se sono cemento armato ti schianti tu. Quindi la capacità di essere flessibili e di superare come l’acqua, e non a caso in tutte le filosofie orientali l'acqua è vista come l'elemento più potente perché non è comprimibile, perché trova sempre alla fine il modo per arrivare dove vuole.

3) Avere chiaro qual è il tuo obiettivo finale. Molto spesso le persone davanti una crisi, proprio perché entrano nel panico, non sanno nemmeno esattamente che soluzione vogliono. Pensate alle difficoltà e alle crisi di rapporti tra coppie per esempio. Persone che vanno avanti in rapporti complessi che non danno nulla né all'uno né all’altro, ma entrambi non riescono a rompere perché in realtà non sanno cosa vogliono. Quindi la chiarezza su dove vuoi essere una volta che hai superato questo ostacolo è fondamentale per superarlo.

Allora la cosa importante da capire è che sono le abitudini ed è l'allenamento che crea quell'automaticità di risposta che ti dà la capacità di superare una crisi. Ma attenzione però, abitudine allenamento si instaurano anche al negativo quando io non controllo il percorso.

Ecco perché sembra così difficile il cambiamento, perché se sei stato in una condizione di automaticità negativa per tanti anni, quello è diventato il tuo pattern di risposta. Ma è da lì che bisogna cominciare per iniziare ad allenare un nuovo percorso.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging

 

 

 

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