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Allarme alimentazione? Ecco l'unica soluzione possibile

Mai come oggi il cibo ha giocato un ruolo predominante all’interno della nostra società.

Certamente è stato di vitale importanza per la nostra specie nel corso dell’evoluzione perché molto spesso scarso e difficile da ottenere. Mai però prima d’ora è stato oggetto di così tanta attenzione, soprattutto considerando il livello di abbondanza alimentare in cui viviamo nel mondo occidentale.

Perfino la cucina come luogo e i cuochi come protagonisti sono diventati oggetti di culto!

Questa eccessiva attenzione, come in ogni altro aspetto della vita, porta con sé delle esagerazioni e dei rischi.

Da un lato ci sono quelli che vivono per mangiare, persone che vedono il cibo come un compenso fondamentale ai dispiaceri e alle fatiche della vita. Questi spesso diventano grassi, se non obesi, e si ammalano di diabete, infarto, ipertensione e altre malattie legate allo stile di vita.

Dall’altro lato ci sono quelli che invece il cibo in qualche modo lo rifiutano e lo vedono come un nemico da tenere lontano. In questa categoria rientrano vari disturbi del comportamento alimentare.

Aver dato così tanta importanza al cibo non ha aiutato né gli uni né gli altri. Abbiamo favorito l’emergere di comportamenti estremi di fronte a una delle cose più naturali del mondo: nutrirsi.

Ma qual è la soluzione? In che cosa consiste la “verità” di fondo che ci permette di vivere in salute e in serenità?

Nel video di oggi scoprirai un paio di consigli pratici estremamente semplici, che molte persone sembrano ignorare.

Basterebbe tornare alla normalità, senza grandi stravolgimenti. Ma come?

Guarda il video per saperne di più.

Rimani forte e vivi a pieno!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

Sarai d'accordo con me che oggi viviamo un po' un rapporto paradossale con il cibo e con l’alimentazione. Da un lato siamo in sostanza succubi del cibo, siamo circondati da cibo, siamo anche sollecitati continuamente riguardo al cibo da programmi televisivi, dalla presenza di cuochi di altissimo livello in tantissimi show e dall'altra parte però il cibo, nel giro di pochi anni, è diventato il nemico assoluto, il nemico numero uno.

Il cibo è sempre stato, anche fino a poche decadi fa, una fonte di vita (forse proprio perché il cibo non è mai stato così abbondante), ma da un po' di decadi a questa parte la situazione è cambiata completamente. Quindi da un lato siamo succubi perché vogliamo il cibo, perché pensiamo già il lunedì a dove andremo a mangiare il sabato, perché c'è tutta una cultura attorno al cibo e attorno allo stare assieme nei ristoranti, tutte cose fantastiche ma che mettono il cibo fortemente al centro della nostra vita anche più di quello che dovrebbe essere. Dall'altro tutta invece una sollecitazione che ci porta a vedere il cibo come un nemico, come un potenziale pericolo ecc..

Credo che non sia un caso che mai come oggi sono presenti nella nostra società disturbi del comportamento alimentare, dall’anoressia, alla bulimia, all’ortoressia. L’ortoressia, magari per molti non è ancora conosciuta, è proprio questa nuova categoria di comportamenti patologici di persone che vivono l'alimentazione con estrema ansia e paura perché hanno un po' il sospetto che il cibo sia fonte di tossicità, di veleni e di pericolo.

Persino l'obesità in definitiva oggi può essere considerata un disturbo del comportamento alimentare, in un certo senso, perché si tratta di una persona che non riesce a trovare un rapporto con il cibo che sia equilibrato e bilanciato ed è proprio dal ricostruire un rapporto corretto con il cibo che bisognerebbe ripartire. Bisognerebbe non parlare più di diete, bisognerebbe avere soprattutto una capacità di dire "basta ansie”.

Il cibo è una cosa che ci serve per vivere, non dobbiamo né finire con il vivere per mangiare né essere terrorizzati però dal mangiare per vivere. Torniamo alla normalità; anche l'aria è inquinata, purtroppo, ma non è che passiamo tutto il giorno a pensare all'aria che respiriamo o che proviamo a non respirare perché l'aria è inquinata.

Allora con il cibo dovremmo adottare lo stesso atteggiamento di rilassamento e un di un po’ di distacco, di dire “benissimo, provo a mangiare il meglio possibile. Non ho così tanto bisogno del cibo ma non accetto nemmeno di far diventare il cibo è il mio nemico numero uno”.

Allora ti voglio dare tre strategie che io ritengo importanti per provare iniziare a ristabilire un rapporto più fisiologico e normale con il cibo.

1. Pensa proprio a questo: se il cibo non ci fosse tu non saresti qui, io non sarei qui, non saremo qui come specie. Il cibo è il principale alleato per la nostra sopravvivenza, per la nostra vita e per la nostra salute. Questo è il punto numero uno e chiunque nega questo significa che non conosce la biologia e la nostra storia evolutiva.

2. Non chiediamo però al cibo di soddisfare bisogni che non può soddisfare. Il cibo non è fatto per soddisfare il bisogno di solitudine, il bisogno di divertimento, la mancanza di amore, l'eccesso di stress, la stanchezza. Non è questa la funzione del cibo. Nel momento in cui vogliamo dare al cibo la possibilità di soddisfare questi bisogni che noi dovremmo soddisfare in altri modi, cediamo in un certo senso a un utilizzo del cibo che non è più fisiologico.

3. Evitiamo di cedere ai continui allarmismi. Cerchiamo di utilizzare la nostra intelligenza e la nostra conoscenza per riscoprire il piacere di mangiare sano. Quindi il piacere sì, di mangiare sano anche, quindi la conoscenza per poter scegliere questo alimento piuttosto che quell’altro, questo modo di cottura piuttosto che un altro, ma anche senza cedere all'allarmismo che ogni cosa che c'è nel piatto è una potenziale trappola per la tua salute perché sennò, ribadisco, il prossimo passo è di cedere alla allarmismo che l'aria è inquinata quindi non puoi più respirare.

Noi dobbiamo capire che abbiamo un limite di tolleranza della preoccupazione e noi troppo spesso ci preoccupiamo ma poi non ci occupiamo del problema, quindi viviamo in questa sorta di situazione di continuo stress "perché ho letto la notizia di questo, ho letto la notizia dall’altro, c'era il reportage su questo, c'era il reportage sull’altro”, ok fantastico ma cosa possiamo fare per cambiare? Possiamo scegliere e scegliere con intelligenza, ma oltre a questo non possiamo fare niente.

Dunque partiamo da queste tre semplici realizzazioni: il cibo è un alleato ed è fonte di vita, non cerchiamo nel cibo l'appagamento nei confronti di cose che non c'entrano niente con il cibo (quindi il piacere del mangiare sì, ma non il vivere per quel piacere perché non ho niente altro) e non cediamo ai continui allarmismi ma cerchiamo di riscoprire il piacere di mangiare sano.

Sono tre semplici cose, ma credo che in un momento come questo in cui l'impressione che si ha è che così tante persone non abbiano più un rapporto equilibrato con il cibo, mi sembra giusto anche dedicare un po' di attenzione a questo. E attenzione anche al concetto di dieta, perché il concetto di dieta come di "modello alimentare a termine" è un concetto ampiamente diffuso e ampiamente inadeguato. Sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza, qualcosa come il 90% forse di più delle persone che fa una dieta restrittiva a termine, a distanza di 12 mesi ha più chili di prima e non ha risolto alcun problema.

In realtà dobbiamo rimpossessarci del termine originario dieta inteso come "stile di vita" e capire che dobbiamo impostare una modalità di nutrirci che sia compatibile con le esigenze che abbiamo oggi, che non sono più le esigenze che abbiamo 100 anni fa o 200 anni fa e quindi non pensiamo alla dieta come cambio per ottenere un risultato ma poi torno indietro, perché questa è barattare. È logico che appena torni indietro tornerai nella situazione di prima. Quindi cerchiamo di applicare l'intelligenza ad un tema così complesso ma allo stesso tempo anche così essenziale come l’alimentazione.

Se impari a mangiare nel modo corretto hai fatto un passo avanti fenomenale nella tutela della tua salute e direi anche della tua qualità della vita nell'ottica di vivere veramente a pieno.

 

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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