Perché l’alcol fa male e come contrastare i suoi effetti

Perché l’alcol fa male e come contrastare i suoi effetti Troppo spesso si consumano alcolici "a cuor leggero" senza considerare come e quanto influiscano sul benessere del nostro organismo.

L’alcol è una sostanza non nutriente largamente diffusa nella nostra alimentazione, ma di cui troppo spesso si sottovalutano gli effetti.

Lo si può dedurre dalla leggerezza con cui capita di esagerare nelle situazioni conviviali (che presto aumenteranno visto l’arrivo delle feste Natalizie), dall’indulgenza con cui lo si concede ai figli adolescenti, fino a situazioni limite in cui lo si fa assaggiare ai bambini o lo si beve in gravidanza. Si tratta invece di un composto potenzialmente nocivo che va assunto in modo assolutamente controllato. Cerchiamo di capire il perché.

L’alcol ha un’azione tossica e lesiva: quando viene a contatto con le mucose dell’apparato digerente provoca stati infiammatori; nell’intestino, in particolare, può dare luogo ad un’alterazione della permeabilità intestinale impedendo a quest’organo di fungere da efficace barriera contro le tossine e lasciando passare queste ultime nel sangue.

Se la quantità assunta di questa sostanza supera la massima capacità di detossificazione del fegato, gli effetti negativi non possono più essere controllati e tra questi c’è la cancerogenicità.

L’alcol ha inoltre conseguenze sul nostro stato di nutrizione: può ridurre l’assorbimento di alcuni nutrienti e, al contempo, favorire l’accumulo di grasso a livello viscerale, perché apporta calorie  non immediatamente utilizzabili per creare energia, ma prontissime a depositarsi come grasso. È  importante dunque disciplinare l’assunzione di bevande alcoliche per arginare gli eventuali effetti avversi per la nostra salute:

• La capacità di detossificare l’alcol è estremamente variabile da soggetto a soggetto, motivo per cui, tenendo in considerazione da una parte il rischio di cancro e dall’altra l’effetto plausibile protettivo di piccole quantità di etanolo sulla mortalità cardiovascolare, si definisce un consumo a basso rischio quello equivalente ad una quantità giornaliera inferiore o pari non più di 1-2 Unità Alcoliche per l’uomo e a non più di 1 Unità Alcolica per la donna e l’anziano. Un' Unità Alcolica corrisponde a circa a un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione o a una lattina di birra (330 ml) di media gradazione. Astensione totale per bambini, adolescenti e donne in gravidanza (Fonte: LARN).

• L’alcol va consumato a pasto, per attenuare il potere irritativo sulle mucose e per rallentarne l’assorbimento.

Vino e birra sono da preferire, perché almeno compensano gli effetti potenzialmente negativi tramite l’apporto di preziose sostanze antiossidanti.

• È bene puntualizzare che l’alcol non si sostituisce all’acqua, anzi, ne aumenta la necessità, per scongiurare il rischio di  disidratazione e per favorire la detossificazione.

• Ribadisco l’importanza  di una dieta di base molto ricca di nutrienti;  in particolare va assicurato un buon apporto di vitamine del gruppo B che troviamo in cereali integrali, legumi, frutta secca, carni magre, semi oleosi, ma soprattutto di antiossidanti per contrastare i danni cellulari: curcuma + pepe nero, cardo mariano, pesce grasso, tè verde e frutta secca apportano curcumina, piperina, silimarina, omega 3, epigallocatechingallato e vitamina E, sostanze con azione antiossidante e antinfiammatoria che hanno mostrato la loro efficacia rigenerativa e protettiva sul fegato.

Consiglio infine di aumentare l’attività fisica perché è l’unico modo per utilizzare le tante calorie date dall’alcol ed evitare l’incremento di grasso viscerale, e di contribuire alla salute.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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