5 strategie per gestire l'impulsività e rimanere motivati

5 strategie per gestire l'impulsività e rimanere motivati Scopri come contenere le risposte impulsive e mantenerti, così, sulla strada giusta verso i tuoi obiettivi di salute.

Tutti sanno che cambiare stile di vita non è semplice. Noi esseri umani abbiamo una naturale tendenza a ricercare piacere immediato e a non considerare i danni che a volte ne derivano a lungo termine. In sostanza, siamo portati a considerare sempre come più importante l'uovo oggi che la gallina domani.

Questa propensione emerge prepotentemente ogni volta che dobbiamo scegliere tra un gelato e un broccolo, tra il pesce azzurro e le patatine fritte o tra un aperitivo con gli amici e un allenamento in palestra. Non è questione di sfortuna, di incapacità e nemmeno di mancanza di forza di volontà ma, piuttosto, di una programmazione comportamentale frutto di una lunga storia evolutiva che trae la sua origine in tempi dove la vita era dura, il cibo poco e il primario interesse non era certo la qualità degli anni dopo la pensione.

Tuttavia, ognuno di noi è consapevole che cadere preda dell'impulsività porta solo a un fugace momento di soddisfazione, quasi sempre seguito da una sorta di senso di colpa che ci lascia con l'amaro in bocca.

Cosa genera questa sensazione spiacevole? Il conflitto più o meno conscio tra ciò che sai essere giusto e ciò che costa meno fatica e dà più piacere al momento. I ricercatori la chiamano dissonanza cognitiva. In pratica, è il conflitto tra impulso di sopravvivenza (ormai per lo più inutile ma ben presente) e il bagaglio di conoscenze e regole che ci dà la società moderna.

I bambini sono un formidabile esempio di questo. Fin da piccoli tutti noi siamo mossi da primordiali comportamenti automatici che ci spingono a cercare di avere tutto subito ma anche a esplorare il mondo. I capricci e le scenate che spesso i più piccoli fanno, sono frutto della frustrazione che nasce quando questi istinti vengono soppressi dalle esigenze sociali e dai genitori. Crescere equivale a raggiungere un equilibrio tra i tanti moventi interni e le regole che passo dopo passo apprendiamo. Ma nessuno di noi cresce mai del tutto fino al punto da liberarsi delle spinte istintive anche quando sono sostanzialmente nocive.

Cosa genera questa sensazione spiacevole? Il conflitto più o meno conscio tra ciò che sai essere giusto e ciò che costa meno fatica e dà più piacere al momento.

Una parte di noi contiuna a spingerci ad agire come se esistesse solo quel momento e, se lasciata sola al comando, ci condurrà sempre in un territorio per noi pericoloso.

I momenti in cui queste pulsioni si fanno sentire di più sono quando siamo esposti a qualche insuccesso, a qualche fallimento piccolo o grande che sia. In queste situazioni siamo più vulnerabili e saremo più facilmente portati a seguire qualsiasi impulso ci dia un'illusione di appagamento: la risposta irritata di cui poco dopo ci pentiamo, il dolce di troppo la sera davanti alla televisione, l'ennesima sigaretta fumata in fretta e furia per scaricarsi dalla tensione del lavoro, sono esempi di comportamenti dettati dalla ricerca di piacere e appagamento immediati. Questi stessi comportamenti ci allontanano dai nostri obiettivi di salute e ci portano piano piano a perdere motivazione.

Come fare allora a contenere le risposte impulsive e a dirigire i nostri comportamenti nella direzione giusta senza, nel tempo, perdere la carica necessaria per il cambiamento?

 

Ecco 5 semplici strategie che possono aiutarti:

1) Rallenta

I meccanismi impulsivi sfruttano la loro velocità per prendere il sopravvento sulla nostra ragione. Se escogitiamo qualche meccanismo che rallenti il loro percorso all'interno del nostro cervello, ci possiamo salvare. Facciamo un esempio: se tengo degli snack nel cassetto dell'ufficio è molto facile allungare la mano per prenderli senza quasi accorgersene. Se, invece, devo scendere e andare in un negozio ci vorrà più tempo e più organizzazione e questo toglierà velocità all'impulso. Cerca di crearti degli ostacoli ad hoc per frenare le tue debolezze.

Evita le trappole come il cibo spazzatura

2) Evita le trappole

Oscar Wilde diceva «Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni». Dovremmo ricordarci che questo è vero un po' per tutti. Tentare non vuol dire altro che mettere alla prova, sedurre, provocare. Allora più lontano stiamo dalle tentazione e più ci sentiremo forti. Per esempio, mettersi a dieta quando in casa tutti mangiano male e troppo diventa un'impresa impossibile per chiunque. Dobbiamo cercare alleanze ed evitare le trappole.

3) Programma le giornate

Una delle ragioni per cui tanti prodotti poco sani, alimenti inclusi, sono diventati così presenti nella nostra vita è che sono comodi e ci fanno risparmiare tempo. Programmare le proprie giornate è un modo per organizzarsi meglio e per avere quindi meno necessità di ricorrere a rimedi esterni. Il programma ci aiuterà a trovare tempo per l'attività fisica, a curare meglio la nostra alimentazione e perfino a inserire qualche tecnica di rilassamento rispettando quelli che io definisco i fondamenti di uno sviluppo salutare.

Programma le tue giornate

4) Datti obiettivi di processo

Potremmo dire che gli obiettivi possono essere definiti di risultato o di processo. Riguardo alla perdita di  peso, per esempio, un obiettivo di risultato è dire «Voglio perdere 10 chili». Un obiettivo di processo, invece, è quello di fare attività fisica ogni giorno. La differenza operativa è molto importante. Nel caso di obiettivi di risultato il rischio grosso è la frustrazione e la demotivazione. Magari stai anche progredendo nella direzione giusta ma, ossessionato dal risultato finale, non riesci a vedere i tuoi miglioramenti. Se invece ti concentri su un obiettivo di processo questo contribuirà a rafforzare la tua routine fino a dare vita a nuove abitudini. Saranno queste poi a portarti al risultato finale.

5) Aiuta qualcun altro

Tutti noi siamo inclini al vittimismo. Ogni problema che viviamo ci sembra unico, ogni sfortuna un cataclisma che capita solo a noi. In realtà, il mondo è pieno di persone con i nostri stessi problemi e, a volte, con alcuni ben più gravi. Un modo molto efficace di imparare a darsi da fare per se stessi è quello di aiutare qualcuno con un problema più grande del tuo. Devi perdere peso? Proponi un'alleanza e un aiuto a una persona che deve perdere più chili di te. Vedrai che la concentrazione e l'energia che spesso non trovi per fare del bene a te stesso la sprigionerai per aiutare un altro.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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