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3 strategie per favorire il cambiamento in chi ami

Tutti noi vorremmo che le persone a cui vogliamo bene abbiano uno stile di vita sano che permetta loro di vivere in piena forma fisica e a lungo.  

Personalmente credo che non ci sia nulla di più bello di lavorare per diventare la migliore versione di se stessi e condividere questa gioia con gli altri, migliorandosi insieme giorno dopo giorno.

Non sempre però è così...

Molto spesso le persone che hanno intrapreso un percorso di cambiamento trovano difficoltà nel far sì che anche gli amici o i familiari condividano la stessa scelta.

Sicuramente una volta nella vita è capitato anche a te di incontrare questo tipo di situazione, non è vero?

A questo proposito molti mi chiedono: è possibile far cambiare alimentazione a qualcuno?

Il tema del video di oggi è molto importante e a tratti complicato, è un tema che tocca molte persone e per questo non voglio dirti troppo, preferisco che ti goda il video senza altre anticipazioni.

Oggi infatti scoprirai:

- qual è la prima risposta secca che viene data a questa domanda
- qual è invece una risposta più approfondita e precisa
- quali strategie puoi mettere in atto per cercare di favorire il cambiamento nelle persone che ami.

Voler essere un faro che illumina la giusta strada è un obiettivo molto nobile e di cui esseri fieri; dopo aver visto questo video potrai provare a mettere in pratica questi nuovi consigli e diventare un vero e proprio “promotore del cambiamento”.

Buona visione!

Ps: ti piacerebbe sapere sempre come comportanti in ogni specifica situazione? Anche in casi come quello appena descritto, molte persone commettono errori banali. Il nuovo corso che ti ho accennato settimana scorsa avrà proprio questo scopo: fornirti protocolli sicuri e pronti all’uso per ogni situazione. Già la settimana prossima avrai la possibilità di conoscere in anteprima di che cosa si tratta…

Per ora goditi il video di oggi!

 

Trascrizione

Oggi voglio rispondere ad una domanda che mi hanno fatto in molti: si può far cambiare alimentazione a qualcuno?

La domanda la fanno quelle persone che hanno già fatto un cambiamento di stile alimentare ma si trovano circondati da familiari, per esempio, o amici che non vogliono saperne e questo comporta ovviamente delle frizioni, degli attriti, delle difficoltà logistiche. La moglie e mamma che deve fare da mangiare per tre, quattro, cinque persone differenti, ognuno con i suoi gusti,  e lei che ha già fatto un cambiamento alimentare e quindi vorrebbe vedere anche da parte dei familiari un'accettazione di determinate nuove regole.

Ecco purtroppo la risposta secca alla domanda - si può far cambiare alimentazione qualcuno? - è no. Non si può far cambiare alimentazione a qualcuno perché, per un semplice motivo, le uniche maniere per far cambiare veramente con la forza alimentazione a qualcuno è obbligarlo a mangiare qualcosa che hai deciso tu, come succede negli ospedali o nei carceri, ma questo genera un altissimo grado di resistenza al cambiamento, che in una situazione in cui la persona ha facoltà di scelta non porta altro che a un immediato allontanamento dalla proposta che è stata fatta.

Quindi se io spingo genero una controspinta, questa è senza dubbio una strategia che ha le gambe piuttosto corte e non arriverà mai a sortire un effetto completo.

Però la risposta un po' più articolata alla domanda è: se ci diamo da fare e creiamo un percorso di cambiamento può anche essere che le persone che ci stanno attorno entrino in questo cambiamento, non è assolutamente detto che questo non accada.

Quindi la risposta è: far cambiare con la forza è no, occorre un percorso di cambiamento un po' più alla elaborato e che caratteristiche deve avere questo percorso di cambiamento?

1) Dare l'esempio in maniera contenta e generare attrazione

La prima cosa è che tu che hai già cambiato devi essere di esempio, ma in modo contento, in modo sereno, in modo fluido e felice, non da insegnante spocchiosa che punta il dito e dice "non devi fare così”, perché chiaramente anche questo diventa una sorta di assillo e gli altri che non hanno fatto il cambiamento, e magari non ne percepiscono l’importanza, non vedono in te una persona serena che ha raggiunto uno stato di benessere in più tramite quel cambiamento, ma vedono in te quella manifestazione esteriore di nervosismo, di fastidio, magari nei loro confronti. E quindi ecco che riparte un processo di resistenza.

Se tu hai già percorso la strada del cambiamento sii sereno, stai tranquillo, contento, vivi il tuo cambiamento e cerca di radiare la positività del cambiamento a chi ti sta attorno, in modo da generare attrazione, perché se io che non ho cambiato vedo una persona che ha cambiato e che sta molto meglio, beh voglio avvicinarmi, voglio andare in quella direzione. Attrazione significa venire convinto, venir sedotto dal cambiamento di questa persona, ascoltare quello che la persona ha da dire, perché mi piace come comunica, perché mi trasmette serenità, tutto il contrario del "devi devi devi”,  che ribadisco genera una risposta di resistenza.

2) Coinvolgere in tutti i percorsi di cambiamento

Se io coinvolgo le persone che voglio avvicinare al cambiamento significa che le sto responsabilizzando, significa che sto dando loro la possibilità di prendere delle decisioni o di prendere delle decisioni insieme e quindi il sentimento che si genererà nella persona che mi sta a fianco o che mi stanno a fianco è di dire "cambio perché lo voglio io”.  Se io coinvolgo queste persone nel percorso di cambiamento induco in loro una risposta  che prevede la sensazione di dire "sì sto cambiando, ma non perché me l'ha detto lui o lei, ma perché voglio io". Nel campo dell'alimentazione questo coinvolgere diventa anche una forma di gioco; proviamo a coinvolgere i bambini nella preparazione di certi alimenti, nell'andare a fare la spesa cercando certe cose. Proviamo a coinvolgere il marito nella preparazione di una cena.

È chiaro che può funzionare o non funzionare sempre, però sicuramente se proviamo a creare questo ecosistema favorevole al cambiamento abbiamo qualche chance in più di promuoverlo veramente.

3) Essere disposti a trattare e a scendere a compromessi

Anche questo ha che fare con il può funzionare ogni tanto, ma magari non sempre. In qualsiasi rapporto diplomatico che non sia una guerra, in politica, si parte da una trattativa. Io devo venire incontro a te, devo riuscire a capire quali sono le resistenze tue interne a questo cambiamento, devo essere in grado di scendere a compromessi e devo essere anche in grado di accettare i tuoi piccoli passi, che possono essere molto diversi dai miei piccoli passi.

Un promotore del cambiamento è un catalizzatore di una reazione biochimica, non è una specie di Panzer che impone il cambiamento a tutti quelli che ti girano attorno o che diventa un assillo pesante in cui ogni volta che c’è la chance che cominci a elencare tutte le cose che hai fatto tu e che sono giuste, e che quelli degli altri sono tutte sbagliate. Così non diventi un promotore sereno e bello del cambiamento, diventi una rottura di scatole, e la gente si allontana dalle rotture di scatole.

Dunque queste sono dei semplici consigli che io ho in qualche modo elaborato nella pratica con tanti pazienti e nell'aver visto che c'è oggettivamente questa difficoltà perché tante mie pazienti per esempio sono passate attraverso la difficoltà di dover cambiare alimentazione loro, poi dover gestire il marito che non vuole cambiarla, tre figli che non vogliono cambiarla.. molto difficile però queste strategie possono aiutare ad arrivare perlomeno ad un compromesso accettabile e a volte addirittura ad un risultato totale in cui piano piano l'intera famiglia rovescia le sue abitudini e si riscopre felice di vivere in un sistema differente che comporta non il sacrificio (perché se hai fatto un vero cambiamento sacrificio non percepisci più) ma comporta l' orgoglio di sapere che sei riuscito a cambiare e che ora sei su una strada che ti porterà molto molto più in alto in termini di salute e benessere personale.

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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