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3 emozioni per controllare la tua vita

 

Inizio il video di oggi con una preghiera, la preghiera della serenità.

È una preghiera molto significativa, che in poche ma precise parole ci indica l’importanza di saper distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che è fuori dal nostro controllo.

Molti dei nostri problemi nascono dal non sapere fare questa distinzione e proprio per questo quello del video è un tema centrale per la salute e la felicità di ognuno di noi!

Forse non ci hai mai pensato, ma preoccuparsi troppo per ciò che è fuori dal tuo controllo e non riuscire invece a gestire ciò che ti accade quotidianamente, e che potresti influenzare, è una della cause principali di stress e ansia.

Guarda il video di oggi per scoprire 3 condizioni emotive che potrebbero aiutarti a riprendere le redini della tua vita e ad affrontare di petto ogni situazione che la quotidianità ti presenta.

Se senti di non riuscire sempre a vivere a pieno e di “trascinarti dietro dei pesi” che rallentano la tua capacità di essere sempre al massimo di entusiasmo, energia e lucidità mentale, allora questo video fa per te.

Contiene delle strategie pratiche che possono avere un grande impatto sulla tua vita.

Ti auguro buona visione!

 

TRASCRIZIONE DEL VIDEO

"Dio concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di riconoscere la differenza tra le due”.

Probabilmente questa preghiera la conoscerai, si chiama preghiera della serenità e questa puntata ti può sembrare un po’ filosofica, un po' astratta ma credo che invece sia molto importante concentrarsi anche su questi aspetti.

La preghiera di che cosa ci parla? Ci parla di un esercizio errato della nostra facoltà di controllo. Chiede in sostanza a Dio la  la capacità di riconoscere molto bene tra le cose che possiamo controllare e quelle che non possiamo controllare, tra le cose che possiamo cambiare le cose che non possiamo cambiare.

Credo che sia veramente una arrivare a capire questo in profondità e quindi non sprecare energie mentali, non sprecare energie emotive nei confronti di cose che non potrai mai nella nemmeno la minima misura contribuire a cambiare e che quindi in un certo senso rappresentano per te una sorta di obiettivo sbagliato.

Credo che oggi in molti di noi si concentrino tanto volutamente, o forse anche non volutamente, su aspetti della vita che effettivamente sono completamente fuori dal nostro controllo. Molto di questa è legato al bombardamento di notizie che ci colpisce ormai da decadi ogni singolo istante e che fa in un certo senso sì che ognuno di noi tenda a preoccuparsi di più di quello che è accaduto per colpa di un terremoto, di uno tsunami dall'altra parte del mondo, piuttosto che di quello che accade al nostro vicino di casa che magari è precipitato per le scale.

Questa sembra una battuta ma non lo è. Molta della nostra attenzione è talmente rivolta a fatti che ci colpiscono ma che se ci rifletti bene sono talmente lontani dal nostro controllo che sì per carità ci deve dispiacere che succeda qualcosa ma in definitiva non possiamo cambiarci niente, che non abbiamo più l’energia, l’attenzione, la consapevolezza e voglio dire anche veramente la gentilezza di occuparci di chi ci sta a un metro di distanza.
Credo che questo scarso controllo che noi sentiamo in realtà di avere su tante delle cose sulle quali ci teniamo però concentrati sia una delle fonti principali di ansia e di ipervigilanza nelle persone, forse anche una fonte di scarsa soddisfazione ed elevata frustrazione, perché è logico che se tu senti di avere impiegato tanta attenzione emotiva nei confronti di qualche cosa che però non hai controllato e che è andata avanti sui suoi binari indipendentemente dalla tua azione, beh è logico che ci sarà anche in un certo senso un alto grado di frustrazione.

Non vorrei che mi fraintendessi, non è che quello che io suggerisco sia una sorta di menefreghismo orientato a ciò che accade lontano da noi. Non è questo che voglio dire, ma è veramente la percezione profonda a livello emotivo della differenza che c'è tra le cose che puoi cambiare, perché le puoi toccare con mano e ci puoi intervenire davvero, e le cose su cui puoi ragionare, delle quali ti puoi preoccupare e sicuramente puoi anche contribuire in qualche modo lontanamente a un qualche grado di cambiamento ma che tutto sommato sono fuori dal tuo controllo diretto.

In primo luogo se volessimo fare un esempio anche più concreto che riguarda i rapporti tra le persone è il tentativo che quasi tutti noi esercitiamo di cambiare l'altro invece di cambiare noi. Questo è l'esempio più classico di un tentativo sbagliato di cambiamento di controllo su qualcuno che è esterno a te e che avviene in genere molto prima del tentativo invece appropriato di crescere e di cambiare tu per renderti una persona migliore.

Allora l'invito che ti faccio è distingui e prova a chiederti veramente nella tua vita quotidiana quali sono quelle cose che ti tengono preoccupato ma sulle quali in realtà non puoi fare granché. Cosa possono essere? Le calamità naturali, le malattie infettive, le epidemie, il terrorismo, il crollo dell’economia, i cambiamenti climaticI.. Sono tutte cose su cui noi abbiamo un grado di influenza in qualche modo, molto indiretto, ed è giusto che facciamo quello che è di nostra pertinenza per rendere queste situazioni meno probabili.

Però fatto questo chiusa la parentesi. Non possiamo tenere sempre attiva una parte del nostro cervello, occupato su una cosa così difficile da gestire che genera esclusivamente uno stato di ansia più elevato del dovuto.

Allora io credo che ci siano almeno 3 sentimenti, 3 stati emotivi che possiamo coltivare per cercare di uscire da questa problematica e quando dico stati emotivi da coltivare intendo anche coltivandoli attraverso una pratica. Per esempio le pratiche della meditazione sono in un certo senso tutte orientate a coltivare questi stati emotivi di cui ti parlerò, in un certo senso anche le preghiere lo sono.  Non è un caso che abbia iniziato appunto facendo l'esempio di una preghiera.

Allora questi tre stati sono:

1)  lasciare andare, cioè coltivare la capacità di lasciare andare, cosa che noi occidentali abbiamo in larga misura perso. Noi siamo attaccati a tutto, ai beni materiali, alla  nostra vita, ma siamo attaccati in maniera un po’ paurosa. In realtà una filosofia che bisognerebbe certamente enfatizzare, e sorrido perché chi di voi ha visto Guerre Stellari si ricorderà questa frase di Yoda, è quella di allenarsi a lasciare andare tutto ciò che hai il terrore di perdere. Ora Guerre Stellari è in realtà un film d'azione a cui molti sono affezionati, ma è veramente in qualche modo molto ricco di piccole perle di saggezza abbastanza profonde. Questa frase se ci pensi è molto importante, che cosa cerca di stimolare? Un certo distacco dalle cose che nella vita finirai col perdere inevitabilmente, compresa la vita stessa. Ora non vorrei diciamo rattristarti, ma una maggior connessione con la nostra mortalità è qualcosa che dobbiamo riacquisire. Ci fa bene essere più in connessione con la mortalità, è davvero ho sbagliato distaccarsi troppo della nostra mortalità perché in un certo senso l'avere ben chiaro che un giorno tutto finirà, ti sollecita vivere appieno oggi e non a stare intrappolato nelle memorie del passato e nelle ansie del futuro. Quindi non vederlo come una cosa macabra, in Italia uno fa le corna subito e dice “non pensiamo a queste cose”. È sbagliato, non vuol dire pensarci dal mattino alla sera, ma vuol dire coltivare un sano distacco nei confronti di certi aspetti della vita che sai che a un certo punto sarai destinato a perderti, ma un distacco così sanno che te li fa godere appieno nel momento in cui li hai.

Questa è la vera chiave del distacco, non è un distacco per dire "non posso godere di questo perché lo perderò”, è il contrario. Noi occidentali non ce lo godiamo perché pensiamo di averlo per sempre, questo è il vero nostro problema.

2) La gratitudine. Se noi fossimo tutti capaci di coltivare più gratitudine ecco che questa sensazione di dover controllare cose che sono fuori dal nostro controllo verrebbe in un certo senso un po’ meno, perché tu devi essere grato per quello che hai, per quello che puoi veramente modificare nella tua vita per primo e solo dopo principalmente con il tuo esempio nella vita degli altri.
Io trovo che preoccuparsi e tenersi concentrati su cose che sono fuori dal nostro controllo sia in un certo senso anche un atto di scarsa gratitudine, perché logicamente quando tu sei troppo concentrato a controllare cose che non puoi controllare, di fatto ti stai dimenticando di controllare, coltivare e apprezzare le cose che invece ti appartengono davvero.

3)  Il terzo stato emotivo che va assolutamente coltivato perché anche questo ha che fare con il lasciare andare, con il distacco e con il non voler controllare cose che sono accadute è il perdono. Il perdono nei confronti tuoi e nei confronti degli altri. Uno dei sentimenti più liberanti in assoluto, non a caso al centro sostanzialmente di tutte le tradizioni religiose, perché la capacità di perdonare se stessi e gli altri è un atto di liberazione. Chi non perdona rimane ostaggio del proprio sentimento di rabbia, di frustrazione o di volontà di controllo.

Allora tre stati emotivi da coltivare per cercare di ripristinare il controllo sulle cose che contano sono il lasciare andare, la gratitudine e il perdono.

Prova, non fare finta di nulla. Prova. Si possono esercitare con la pratica del diario, scrivendo qualche riflessione tutti i giorni, oppure semplicemente con la pratica della meditazione (chiamala contemplazione con il tuo pensiero, con quello che vuoi). Sono 3 stati d’animo che puoi cercare di far emergere il più spesso possibile nella tua realtà quotidiana.

 

 

Dr. Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007
1° medico italiano certificato in medicina anti-aging
Performance coach, giornalista e scrittore

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