La predisposizione a cadere aumenta progressivamente con l’età e con la sedentarietà. Se consideriamo che nell’anziano spesso coesistono più patologie che rendono il suo organismo “fragile”, possiamo comprendere come una caduta possa causare effetti devastanti soprattutto nelle donne affette da osteoporosi.

Nel caso di caduta improvvisa di un anziano, le conseguenze possono essere molto serie e la possibilità di fratture di polso, femore o anche  vertebrali, possono richiedere interventi chirurgici con il rischio di  importanti ripercussioni sull’autonomia e sulla salute dei pazienti.

In seguito a cadute spesso ripetute anche senza conseguenze, l’anziano può sviluppare una grande paura a ricadere che lo induce ad avere una eccessiva cautela nei movimenti con impoverimento delle attività e conseguente riduzione dell’equilibrio e del tono muscolare: la paura di cadere paradossalmente aumenta il rischio di cadute.

L’attività fisica previene il grave e rapido decremento della massa ossea e del tono muscolare, e migliorando la forza, l’equilibrio e la mobilità, diminuisce il rischio di caduta e quindi si riduce in maniera significativa il rischio di frattura del femore (Carter ND et al. Community-based exercise program reduces risk factors for falls in 65 to 75 year old women with osteoporosis: randomized controlled trial. CMAJ 2002; 167: 997-1004).

Solo l’attività fisica sembra conservare ad ogni età la forza muscolare, i riflessi e l’equilibrio, trasformando la paura di camminare in piacere di muoversi.  La promozione di programmi educazionali volti ad implementare l’esercizio fisico nella popolazione adulta di qualsiasi  età costituirebbe già da sola una strategia preventiva efficace ed utile nell’età anziana.

Se, almeno 5 giorni alla settimana, tutti facessimo una passeggiata di 30’ e  semplici esercizi per rinforzare il corpo, saremmo più in salute e con l’ulteriore vantaggio di riduzione della spesa sanitaria.